Tempo in movimento  un'ora 49 minuti

Tempo  3 ore 56 minuti

Coordinate 1733

Caricato 9 gennaio 2019

Recorded gennaio 2019

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1.871 m
1.304 m
0
2,8
5,7
11,36 km

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vicino Consuma, Toscana (Italia)

Percorso a dir poco entusiasmante. Racchiude in un unico anello una notevole varietà di aspetti della nostra montagna. Praterie, boschi, crinali, pendii scoscesi, macereti, pietraie, rifugi, laghi, cascate e panorami da togliere il fiato. Il tutto condito con un tocco di neve e ghiaccio. Purtroppo quest'anno l'anticiclone delle Azzorre è padrone assoluto e le precipitazioni nevose sono del tutto assenti se non per un singolo episodio avvenuto in dicembre. Rispetto ad altri percorsi già fatti, questo presenta delle varianti interessanti.

Partenza dal parcheggio di fronte all'Orto Botanico. Imbocco il sentiero Cai 104. Arrivo di slancio alla Casetta dei Pastori, dove devo fermarmi a mangiare perché il mio serbatoio di energie è un po' vuoto. Arrivato al bivio con il sentiero 102, mi trovo di fronte ad una vera e propria pista di pattinaggio in salita! Doverosa la deviazione nel bosco per non trovarsi a valle in un battibaleno. A dire la verità ci è mancato un pelo! Anche altri tratti successivi sono una lastra di ghiaccio e sono di nuovo costretto a deviare. Rientro sul sentiero all'inizio dell'ultima salita ripida prima del Lago Nero. Spettacolo ghiacciato.
Al bivio con il 100 tengo la sinistra ammirando il panorama che ancora riesce a emozionarmi. Punto dritto alla Foce del Campolino. Devo però imboccare il sentiero più a valle (CAI 106) per evitare il vento che sferza sul crinale. Dopo poco, (CAI 106 a) facendo sempre attenzione al ghiaccio, arrivo alla foce e come spesso accade, bisogna stare con i piedi ben saldi a terra per non volare. Appena cambiato crinale la pace. Il sole scalda nonostante sia il 09 gennaio e ne approfitto per fare una sosta. Da qui la vista è incomparabile.
Mi fermo a pensare un attimo quale sentiero imboccare, e il vento mi consiglia di stare ancora sottocosta. Qui percorro per la prima volta il passaggio un po' a picco sulla Val Sestaione, rimane sulla sx del crinale, direzione sud (evitare assolutamente con neve e ghiaccio). Si attraversano diverse pietraie lambendo la riserva Naturale Orientata di Campolino e ancora stropicciandomi gli occhi per la bellezza arrivo al Monte Poggione (1771 m slm). Visito il monumento ai caduti della seconda guerra mondiale. Qui passava la linea gotica.
Inizia la discesa verso l'ex rifugio Flora Alpina e imboccando l'ex pista rossa Beatrice (segnata verde-bianco-verde 01) arrivo all'ultimo piano prima di Pian di Novello. Svolto a sx (verde-bianco-verde 02). Proseguo con leggeri sali e scendi nel bosco di faggi su comodo sentiero, fino al bivio (tenere la sx) con indicazione CFS verde-b-verde 15 Cascata Doccione. La cascata di circa una ventina di metri si apre all'improvviso, al termine della lingua di ghiaccio del torrente omonimo. Lo attraverso con cautela e mi sporgo a godere dello spettacolo che mi offre la natura. Veramente una bellissima sorpresa. Prossimamente farò il percorso dal basso, passando dal ponte della Sega e costeggiando il torrente.
Proseguo sul sentiero,un po' mal messo ma ben evidente, segnato con indicazione rosso-blu un po' vecchie.
Mi ritrovo all'interno dell'Orto Botanico e da lì in un attimo sono al punto di partenza.
Escursione veramente consigliata. E come sempre vi ricordo...meglio un'ora nella natura che dieci in palestra.
Alla prossima!

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