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23,45 km

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vicino a Montevecchio, Sardegna (Italia)

Percorso ad anello di 28,8 km effettivi all’interno del parco geominerario, con partenza e arrivo dal borgo di Montevecchio.
Il nostro “Viaggio” è iniziato alle ore 07,00 in compagnia degli spettacolari colori dell’alba che avvolgevano, conferendogli ulteriore misticità, il Monte Arcuentu.
Attraversato il vecchio campo sportivo, abbiamo iniziato la nostra inerpicata della particolare cresta rocciosa che si erge più o meno parallelamente ad un tratto della Costa Verde, toccando di volta in volta le creste di Punta Pubusinu, Monte Maiori ed il monte Arcuentu.
Dalla vetta del solitario Monte Arcuentu è stato possibile ammirare un singolare e bellissimo panorama a 360 gradi che si estende dal mare ai monti.
Abbiamo trovato decisamente affascinante la conformazione dei rocciai che ci hanno accompagnato per i circa primi 17 km del nostro percorso. La loro varietà di colori testimoniano che le intense attività magmatiche hanno dato origine ai differenti tipi di rocce.
Tutte le creste ed i loro ripidii pendii che si affacciano sulla vegetazione sottostante non sono adatti ad escursionisti che soffrono di vertigini.
Consigliamo il percorso a soli escursionisti esperti, anche se gran parte di esso si sviluppa lungo i sentieri Cai 192 e 191, non sono sempre facilmente individuabili, perché in parte fagocitati dalla vegetazione. Inoltre la nostra morbosa attrazione per il wilde, ci ha spinto in diverse occasioni a lasciare il sentiero ufficiale per avventurarci in tratti rocciosi decisamente meno agevoli e in improbabili passaggi all’interno dei tratti di foresta ricca di sottobosco.
La zona, almeno in questo mese di febbraio, è ricca di acqua che trasuda dalle rocce e dal terreno rende il percorso, compresi i passaggi su roccia, molto viscido. Sono assolutamente indispensabili scarpe tecniche con elevattissimo grip.
Nonostante il terreno e le rocce trasudino di acqua è necessario portarne a seguito almeno due litri. Incontrerete solo di corsi d’acqua. Il rustico rubinetto che troverete sulla punta di Arcuentu non fornisce acqua.
Il viaggio di ritorno (gran parte sul sentiero Cai 192) si sviluppa lungo sentieri battuti e su strade sterrate asfaltate, quindi decisamente poco interessante e di facile esecuzione, ma anche necessario per allentare la tensione articolare e muscolare che abbiamo accumulato nella prima parte del percorso.
Il nostro percorso si è concluso, con arrivo all’auto, alle ore 18,15.

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