Tempo in movimento  6 ore 14 minuti

Tempo  9 ore un minuto

Coordinate 4577

Caricato 6 marzo 2018

Recorded marzo 2018

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940 m
466 m
0
6,7
13
26,7 km

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vicino Genzano di Roma, Lazio (Italia)

Il Parco Regionale dei Castelli Romani offre delle spettacolari vedute sui laghi di Albano e di Nemi. Il percorso ad anello che abbiamo fatto è stato di poco più di 26Km e parte da Genzano di Roma. Consiglio pantaloni lunghi perché in diversi punti, soprattutto all’inizio del percorso la vegetazione presenta molti rovi che nascondono il passaggio e bisogna passarvi attraverso. La fitta presenza di Castagni rende il sotto bosco umido e in caso di pioggia il percorso diventa molto fangoso. Osservando la mappa OpenStreetMap potete vedere che ci sono molti possibili percorsi che si incrociano tra di loro e quindi potete scegliere il vostro itinerario rendendolo più o meno lungo. Ma iniziamo con la descrizione più dettagliata.
Si parte dal parcheggio (1) dell’Istituto Comprensivo “Francesco De Sanctis”. Il parcheggio la domenica era gratuito ed è stata una piacevole sorpresa. Lasciata la macchina e usciti sulla strada, si gira a Sx e si va in direzione della Chiesa Ortodossa Romena Sant’Anastasia, si prosegue quindi per via della Madonnina, che fiancheggia la chiesa fino ad arrivare alla Piazza Paolo Mocchetti (2). Non è stato facile individuare l’inizio del sentiero dell’acquedotto perché la vegetazione era un po’ alta e nascondeva l’ingresso che comunque si trova nella parte sinistra della piazza andando in direzione del lago di Nemi. Gia dopo pochi metri si può godere di una bella vista panoramica sul Lago sottostante (3). Proseguendo si arriva al primo bivio (4) dove si gira a Sx da dove inizierà l’intero Anello. Si sale per ricongiungersi alla strada sterrata (5) dove si gira a Dx. Dopo poco più di 2km arriviamo ad un finto bivio (6) dove si può scegliere di passare a Sx o a Dx tanto si ricongiungono pochi metri più avanti, noi abbiamo scelto quello che al momento era meno fangoso. Dopo circa altri 500mt si arriva ad un grosso crocevia (7) dove ci sono varie possibilità alcune delle quali si ricongiungono, noi abbiamo scelto di girare a Dx e seguire i percorsi 511 e 512 per il Monte Cavo e a pochi metri nuovo bivio (8) e questa volta si gira a Sx seguendo il 512 sempre per il Monte Cavo. Dopo altri 500mt si passa sotto un ponte stradale (9) e all’uscita si gira a Sx. Arrivati al punto (10) si diramano 3 sentieri e noi abbiamo scelto di prendere quello centrale indicato come CNP. Il Bosco è pieno di Castagni (11) e la loro crescita è regolata dalla forestale che ha segnato gli alberi che devono rimanere e quelli che devono essere abbattuti. Dopo alcune centinaia di metri un cartello informativo (o quello che ne rimane) ci avvisa che stiamo percorrendo l’area Archeo-Naturalistica della “Via Sacra”, conosciuta anche come la “Via dei Canti Latini” (12). Raggiunta la strada asfaltata della “Via Scalette”, la si attraversa e si continua sul sentiero CNP (13), lungo il quale si può ammirare il lago di Albano (14) e proseguire sulla via sacra fatta di grossi massi (15). Il percorso continua sempre in salita (16) e in poco più di 1km affrontiamo un dislivello di più di 200mt fino ad arrivare al punto (17) dove all’incrocio troviamo una grossa pietra a forma di testa di Gorilla. Sono presenti anche delle targhe riguardanti la Via Sacra e un madonnina. Si prosegue quindi girando a Dx sempre in direzione del Monte Cavo. Si arriva quindi al punto panoramico (18) dal quale si riescono a vedere i due laghi di Albano e Nemi. In pratica siamo subito sotto la Vetta del Monte Cavo dove però non siamo saliti perché ormai è più una centrale Radio che una montagna. Ci siamo quindi risparmiati un po’ di radiazioni e siamo passati a Sx della ringhiera e subito dopo si gira a Dx (19) scendendo sulla strada asfaltata. La si percorre in discesa per pochi metri e bisogna prestare attenzione perché al punto (20) bisogna prendere il sentiero che sale nel bosco. Nel bosco il sentiero non è molto ben visibile, quindi guardate bene a terra cercando i segnali e al punto (21) dovreste incrociare un percorso spesso frequentato anche dalle Mtb dove si gira a Dx. Al punto (22) infatti un cartello ci avvisa che quello è un percorso anche per Mtb e l’ho indicato come pericoloso perché abbiamo incontrato dei cicliste che correvano molto forte anche se non c’erano delle gare. Purtroppo pensano di essere da soli nel bosco e per poco non prendevano la nostra BriBri che si è spaventata molto. Bisogna quindi sempre tenere bene le orecchie aperte per prevenire il loro arrivo. Giunti al punto (23) si attraversa la strada e si prosegue nel percorso che ci immette di nuovo nel bosco. Dopo pochi metri al punto (24) si prosegue sulla Sx prendendo il percorso 509 verso il Maschio della Faeta. All’incrocio (25) proseguiamo dritti fino ad arrivare al punto panoramico (26) da dove gustandoci la vista sul Lago di Nemi abbiamo fatto la nostra pausa pranzo. Ripreso il cammino abbiamo trovato un piccolo presepe (27) fatto con statuine posizionate su una roccia che formava quasi una grotta naturale. Ci siamo sempre tenuti sulla Sx del percorso denominato Faete Alte, fino al punto (28) dove per proseguire dritti abbiamo girato prima a Sx e subito dopo a Dx. Si giunge quindi ad un area Picnic (29) con tavoloni e panche e dove si trova una cartina informativa che mostra tutta l’area circostante. Decidiamo quindi di cominciare il percorso di ritorno seguendo le indicazioni per l’Ippovia del Vivaro sulla Dx. Dopo meno di un chilometro arriviamo al bivio (30) dove giriamo a Dx e cominciamo a scendere verso la via dei Laghi. Da qui il percorso diventa ancora più fangoso (31) anche perché ha iniziato a piovere. Prima di arrivare al punto (32) incontriamo un gregge di pecore con i cani pastore ma senza il pastore, qualche minuto di tensione dato che anche noi stavamo con BriBri a causa di una femmina che era un po’ irrequieta ma alla fine il capo branco, forse innamorato della nostra BriBri, mette tutti a tacere e ci scorta fino ad allontanarci dal gregge. Tutto ok, procediamo per i vari bivi (32-33-34) fino a ritornare al sottopassaggio (35) che percorriamo di nuovo in senso opposto ma questa volta arrivati al grande crocevia (36) decidiamo di girare a Dx e seguire il sentiero 511 che ci consente di andare a visitare un antico acquedotto (37). Superiamo il punto indicato come “Il Sassone” e continuiamo ad incrociare in vari punti rovine del vecchio acquedotto (40-41) e passaggi stretti tra le rocce (42-43-44-45) alcuni dei quali talmente stretti e bassi che dobbiamo toglierci gli zaini e passare in ginocchio sotto le rocce. Arriviamo in serata al punto panoramico (46) dove ci godiamo l’ultima vista sul Lago di Nemi prima di concludere il nostro percorso tornando in paese.
Il percorso è stato fatto a Maggio, in un periodo piovoso che ha reso il terreno molto umido e scivoloso. Il giro è molto panoramico e versatile grazie alle numerose varianti che si possono fare. Bisogna prestare attenzione sia ai ciclisti in Mtb che ai cani pastore, ma a parte questo non presenta punti di difficile percorrenza. Considerate che c’è molto bosco e quindi prevalentemente privo di sole. La difficoltà la classificherei Media per il tipo di percorso e pendenza, Impegnativo per la lunghezza, ma essendo la lunghezza una cosa variabile in totale lo classifico Medio.
Ringrazio come sempre il mio compagno di viaggio Tommy e la splendida BriBri che come sempre è stata bravissima :D


Buon trekking a tutti ;)
Munirsi di buoni scarponi anti acqua

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