Tempo  6 ore 2 minuti

Coordinate 3178

Caricato 19 maggio 2018

Recorded maggio 2018

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1.530 m
821 m
0
4,3
8,6
17,2 km

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vicino Maranola-Trivio, Lazio (Italia)

Giornata splendida, forse la prima di Maggio, adatta alle escursioni.
Inizio dal rifugio Pornito, sopra Maranola, per quella che è la classica di queste parti: il Redentore, ma non mi fermerò li; ho un altro progetto per oggi.
Seguo il sentiero delimitato da una palizzata che sale costante attraverso il fianco della Roccia Spaccata; qualche centinaio di metri e incontro un tizio che sta rassettando le pietre del sentiero. Mi fermo a fare due chiacchiere, tanto il tempo c'è. Ha ottanta anni e si chiama Tullio...lavoro duro per questa età, ma lui lo svolge con passione. Chiaramente conosce i posti qui intorno a meraviglia e io ne approfitto per qualche consiglio riguardo il mio percorso. Tira fuori dalla sua bisaccia una bottiglietta con liquore di fragoline di bosco...non sono neanche le nove di mattina, ma non posso non assaggiare questa specialità fatta in casa. Bicchierino, buon lavoro e proseguo verso il Redentore, raggiungendo prima una croce con punto panoramico e dopo parecchi tornanti, una madonnina sempre con balcone sul Golfo di Gaeta. Ancora qualche centinaio di metri e sono al suggestivo Eremo di San Michele, incastonato nella roccia, che sembra quasi inghiottirlo. A fine Giugno, parte una processione per portare la statua di San Michele fino all'eremo, dove rimarrà fino a fine Settembre; durante la salita infatti vi sono delle basi in pietra usati come appoggiatoi (foto).
Un altro chilometro e si arriva alla sella tra Monte Altino e il Redentore; si segue l'ultimo tratto e si arriva alla statua che sovrasta Formia. Il panorama è unico, varrebbe la pena salire fin qui solo per quello...oggi, anche se c'è un po' di foschia si vedono anche le isole dell' Arcipelago Campano.
Proseguo verso Monte Sant'Angelo con il sentiero ben segnato che si impenna per superare i circa duecento metri di dislivello, sentiero non più facile ma con rocce che sporgono dal terreno. In cima si vedono i prossimi obbiettivi, Monte Campetelle e Monte Petrella, ma bisogna fare saliscendi per tutti e due, ad ogni modo ci arrivo; Monte Petrella con le sue antenne, una baracca arruginita e pannelli solari, perde gran parte del suo fascino (è il più alto degli Aurunci), ma anche da qui il panorama si fa apprezzare. Scendo pochi decine di metri per lo stesso percorso da cui sono salito e seguendo le indicazioni delle paline, mi dirigo verso la Fontana di Canale, ma ad un nuovo bivio (Sella di Fossa Juanna), decido di andare dritto per un percorso che mi incuriosiva (avevo tagliato un pezzo di una traccia scaricata da internet). Il sentiero segnato solo all'inizio, conduceva verso Piana di Polleca e raggiunta la quota massima di Serra Capriola, scendeva lungo la costa in maniera piuttosto ripida, prima di incontrare, intorno ai 1100 m, un vecchio tracciato che seguiva il Fosso Canale, risalendo il fondo valle, prima di incrociare la sterrata. Da qui si potrebbe seguire detta sterrata fino al rifugio, ma dopo circa 2,5 chilometri, si incontrano delle paline con indicazione Pornito. Sentiero pietroso e stretto e ripido che comunque fa evitare chilometri di noiosa sterrata. In 30/40 minuti si arriva al rifugio che comunque rimane visibile praticamente su tutto il sentiero.
Percorso ben segnato tranne la deviazione da Sella di Fossa Juanna fino a poco prima di incontrare la sterrata.

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