Tempo in movimento  5 ore 14 minuti

Tempo  9 ore 33 minuti

Coordinate 2916

Caricato 16 settembre 2018

Recorded settembre 2018

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2.270 m
1.449 m
0
4,8
9,6
19,14 km

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vicino Cervaro, Lazio (Italia)

Anello suggestivo e impegnativo nel periodo in cui i cervi sono in calore.
Il percoroso è abbastanza lungo, 20 km con diversi dislivelli e passaggi di I II e III grado su roccia lungo la cresta che conduce dalla Meta all'anticima del Petroso.
Partenza ore 7:45 dai Prati di Mezzo sentiero N1 direzione Vallone della Meta. Si sale agevolmente mentre il paesaggio si fa brullo e sassoso. Si attraversa l'incrocio con il K3 in zona Pratolungo e si prosegue salendo verso il passo dei Monaci dove c'è la diramazione dei sentieri L1 per la Meta e la conca dei Biscurri, l'M1 direzione Valle Pagana e l'M10 direzione creste delle Mainarde. Si sale sulla Meta 2242mt su un percorso battuttissimo e tosto, sulla Meta abbiamo scelto di saltare il Gendarme per non perdere ulteriore tempo calcolando che il meteo nel pomeriggio prevedeva pioggia consistente.
Da questo momento in poi si prosegue sempre in cresta, su uno dei panorami più belli dell'Appennino. Abbiamo incontrato branchi di camosci che tranquilli brucavano a pochi metri da noi, tanti tanti tanti cervi nella valle del Biscurri, in Valle Lunga e in Valle Cupella, e siamo sempre stati accompagnati dai bramiti dei maschi nonchè dallo schiocco delle loro corna durante le battaglie. Un esperienza bellissima.
Il percorso sulle creste è a tratti agevole e a tratti impegnativo in quanto si affrontano sino al Tartaro passaggi di I e II grado, dopo 2.5 km dalla Meta si arriva al Tartaro 2191mt, la cui salita è anche questa bella tosta ma agevole. Dal Tartaro il paesaggio è stupendo, La Val Canneto, Rocca Altiera, Serra delle Gravare, Altare e Petroso e sulle creste del Biscurri con La Vedetta sullo sfondo.
Dal Tartaro fino all' Altare il percorso è più semplice, erboso e velocemente percorribile sino alla Valico Altare Tartaro dove si incrocia di nuovo il K3, forse il percorso più completo di questa parte di PNALM, il K3 permette di scendere da un lato verso la Val Canneto o verso il passo di Pratolungo dove si reincrocia l'N1, sarà il percorso di ritorno, mentre sul versante abbruzzese verso Vallelunga e Selva Bella o Lago Vivo.
Proseguendo in direzione Altare si incontrano diversi omini che ingannano in continuazione perchè ci si aspetta sempre di essere arrivati alla vetta fino a che, una piccola Piramide di piertre non certifica l'arrivo all'Altare 2174mt. Quì il paesaggio diventa più suggestivo, duro aspro e minaccioso come il monte al quale abbiamo puntato, il Petroso.
Poco dopo aver lasciato il monte Altare, velocemente si raggiunge un altra cima segnata che credevamo essere l'anticima del Petroso ma che in realtà è una falsa cima 2154mt segnata su pietra ma non specificata nel nome.
Per arrivare all'anticima del Petroso si deve affrontare un tratto impegnativo di III grado mezzo esposto su roccia friabile, si tratta di una selletta molto scorbutica, da quetsa selletta se si scende per il ghiaione sulla sinistra cè un mezzo sentiero che aggira l'anticima del Petroso e che permette di arrivare a mezza costa sino all'attaco del Petroso su un tracciato erboso e non impegnativo, 1h30/2h ore di percorrenza circa per arrivare al Petroso. Noi non lo sapevamo e credendo che l'unico passaggio fosse la cresta dall'anticima siamo saliti sin su di essa per accorgerci che per arrivare sul Petroso si doveva passare su un 250mt di cresta alpinistica molto esposta, dopo vari tentativi e ricerche di passaggi alternativi e rischiando di farci male con rocce da 50kg che si staccavano dalle nostre mani abbiamo rinunciato al Petroso e abbiamo cercato una via differente e più sicura per riguadagnare la strada del ritorno. Scelta prudente e azzeccata calcolando che di li a poco la pioggia avrebbe reso estremanmente complicato ridiscendere. Siamo ridiscesi isu un pendio misto roccia ed erba tenendoci ad essa e abbiamo così evitato di rifare a ritroso quel passaggio di III grado sulla sella e ritornando su quel punto ci siamo resi conto che quello era il passaggio dal quale bisognava deviare pe raggiungere il Petroso.
Il percorso a ritroso non cambia sino al valico Altare Tartaro, in questo punto abbiamo imboccato il K3, sempre ben segnato che ci ha ricondotti al bivio di Pratolungo e all'N1. La pioggia che già era iniziata a cadere mano mano si è intensificata sino a diventare un vero e propio acquazzone all'altezza del rifugio del CAI e per la fretta invece che prendere a sinistra verso i Prati di Mezzo ci siamo ritrovati sulla strada asfalata che si fa per arrivare al parcheggio. L'importante è essere arrivati sani e fradici dopo una delle escursioni più belle mai fatte per compagnia, paesaggi, incontri animali ed sperienza su roccia.
Inizio sentiero dai Prati di Mezzo
Vallone della Meta
Passo dei Monaci
Direzione La Meta
K3 Pratolungo 30 minuti K3 Valico Tartaro 1h40 K3 Valle Lunga 2h40 K3 Barrea 6h20 N3 Fonte Chiariglio 30 minuti N3 Madonna del Canneto 2h20
N1 Prati di Mezzo 1h20 N1 Passo dei Monaci 40 minuti

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