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vicino Arni, Toscana (Italia)

L'escursione inizia dallo spiazzo dall'altra parte della strada del Ristorante Albergo le Gobbie.
Prendiamo sulla sinistra il sentiero 33 - 41 che divide la zona del monte Pelato da quella del Monte Altissimo.
Il tratto iniziale è una facile mulattiera dentro una faggeta che fu costruita durante la seconda guerra mondiale per agevolare il raggiungimento del crinale e le strutture difensive della Linea Gotica da parte dell'esercito tedesco.
Saliamo un paio di tornanti e incrociamo una via di lizza ben conservata in un tratto aperto e poi torniamo nel bosco per poi trovare un bivio: la traccia a destra porta verso le cave del monte Pelato mentre il nostro sentiero prosegue diritto. Si arriva sulla via di lizza che viene da destra, dalle cave del Vestito.
Proprio di fronte c'è il bivio tra 33 e 41. Quest'ultimo continua a destra per il Passo dell'Angiola e poi per il Colle della Tecchia, Antona e Canevara. Invece il 33 prosegue verso sinistra, coincidendo nella parte iniziale con la marmifera per le Cave del Fondone che percorreremo al ritorno.
Continuiamo a salire per la marmifera e ad un certo punto si devia a destra seguendo il sentiero 33 che entra nel bosco (in corrispondenza dell'inizio del sentiero se non l'hanno tolto c'è un ometto in pietra). Il sentiero sale inizialmente tranquillo poi diventa più ripido.
A circa mezz'ora dall'inizio del percorso troviamo sulla destra l'ingresso di una grotta protetto (per modo di dire) da una recinzione e poi si arriva ad un tratto aperto dove il sentiero prosegue a tornantini.
A 1 ora circa dall'inizio del percorso siamo al Passo degli Uncini, questa sella si trova alla fine della Cresta degli Uncini. Qua transita il sentiero 143 da Foce dell'Angiola per il Passo del Vaso Tondo (nel tratto verso l'Angiola è ancora indicato con il vecchio numero 41), passando dalla vetta del monte Altissimo. Il panorama è splendido sulle Apuane: dal Sagro al Sumbra e sulla parete meridionale del monte Altissimo. A destra dello stesso ci sono le cave di Falcovaia e in basso le vecchie Cave dei Colonnoni con la marmifera, dietro ci sono le Apuane meridionali.
Prendiamo verso destra e subito c'è il bivio 33/143 (ancora indicato 41), quest'ultimo prosegue verso destra mentre il 33 che seguiamo sale a sinistra.
Saliamo tra pinnacoli marmorei, con bella vista sulla costa, e superiamo il luogo dove il sentiero scende per dirigerci alla vicina quota 1401.
Questa è il punto più alto degli Uncini e qua si trova un appostamento-trincea della guerra (un altro si trova più in basso), la zona è molto panoramica sulla costa e su Folgorito, Carchio, Focoraccia oltre che sulle Apuane Settentrionali.
Torniamo indietro e siamo nuovamente al punto dove il sentiero 33 scende verso destra. Iniziamo adesso a scendere per un ripidissimo canale erboso che porta al Passo della Greppia, contornato sui due lati da guglie calcaree.
Dopo siamo a una forcelletta panoramica sull'Altissimo e prendiamo a scendere nel canale, per tornantini, con la dovuta prudenza fino a trovare sulla sinistra, l'indicazione "Cava Tacca Bianca per esperti", qua infatti inizia un sentiero che si raccorda con la marmifera dell'Altissimo nella parte più alta (oggi sentiero 32) e più avanti incontreremo il punto di arrivo di questo sentiero.
Da aggiungere che questo sentiero è difficile e non percorribile in alcuni tratti.
Continuiamo la discesa, avendo di fronte il passo della Greppia, con dietro il torrione alto 1231 metri e ancora dietro Focoraccia, Carchio e Folgorito.
Poco prima di scendere al passo della Greppia notiamo in alto i segni del Sentiero della Libertà che dobbiamo seguire per cui, evitando di scendere al Passo della Greppia, ci portiamo all'imbocco del sentiero. Ricordo che al sottostante passo arriva il sentiero 188 dal Colle della Tecchia, oltre a transitare il 33 per la Foce di Campaccio.
Il Sentiero della Libertà è stato sistemato di recente e collega il Passo della Greppia con il sentiero 32 e fa parte della rete di percorsi usati durante la seconda guerra mondiale per passare il fronte (percorso Antona-Azzano).
All'inizio c'è un cartello con l'indicazione La Polla e poi numerosi paletti di legno marcati bianco-rosso indicano il percorso.
Il primo tratto è un ripido canale erboso in discesa che percorriamo seguendo tornantini, più in basso passiamo per roccette, con un minimo di attenzione, che ci portano a quota 1130 metri, da cui si risale verso sinistra, seguendo una catena metallica che permette di salire in sicurezza qualche metro.
Adesso abbiamo di fronte Falcovaia e la marmifera dell'Altissimo e scendiamo nuovamente per versante erboso a immetterci nel sentiero 32 (siamo scesi a circa 1090 metri). Questo sentiero, di recente istituzione, inizia dalla Polla, segue in parte il vecchio sentiero Fanfani e si sviluppa poi lungo il versante meridionale dell'Altissimo, con tratti attrezzati, e poi risale a recuperare il sentiero 143. Noi lo percorreremo nella sua parte alta.
Quindi dopo esserci immessi nel 32 prendiamo a sinistra, in salita, e poco dopo saliamo per roccette fino a giungere ad un breve tratto un po' esposto, attrezzato con corda metallica (una decina di metri). Segue un breve tratto di ripida salita che ci porta sulla via di cava che proviene dalla Polla.
Il primo tratto è per sfasciumi e troviamo subito le indicazioni stinte per il passo degli Uncini che portano al canale Uncini-Greppia che scende da quota 1401 e di cui ho già parlato. Continuiamo a percorrere la marmifera che è abbastanza ampia e piuttosto aerea, con bella vista sulla parete sud dell’Altissimo, sulla zona della vetta, sulle cave dei Colonnoni e, sulla destra, quelle delle Cervaiole al Picco di Falcovaia. Il percorso non è difficile anche se in qualche breve tratto c’è un po’ di degrado.
Presso una scarica di massi sul sentiero troviamo le indicazioni del sentiero 32 che sale a sinistra, invece più avanti c'è l'imbocco di una galleria che portava a un altro percorso aereo usato dai cavatori.
Saliamo subito e dopo pochi minuti troviamo un tratto di cavo metallico che aiuta nella progressione in caso di terreno scivoloso, segue un tratto erboso e poi si arriva all'inizio del tratto attrezzato. Ci mettiamo casco e imbrago e iniziamo il percorso.
Il primo tratto è attrezzato, oltre che da cavo metallico, con quattro gradini metallici infissi nella roccia che ci permettono di superare una roccia liscia e molto ripida, poi percorreremo un lungo traverso quasi del tutto attrezzato con cavo metallico con qualche interruzione senza sicurezze. Comunque il percorso non presenta difficoltà tecniche e non richiede fatica e la sede del sentiero pur non essendo ampia permette la progressione senza difficoltà.
Finito il tratto attrezzato ci troviamo tra sfasciumi di marmo che annunciano la zona delle cave.
Presso i ruderi di un edificio di cava, con chiara indicazione dobbiamo salire a sinistra. Inizia adesso una ripida salita di circa 250 metri che ci porterà a recuperare il sentiero 143. Attenzione in caso di terreno umido.
La salita è inizialmente erbosa tra pochi alberi dopo di che arriviamo presso un piazzale di cava (questa zona è della cava della Tela) a destra del sentiero, con indicazioni per la vicina Cava dei Colonnoni. C'è un muro di contenimento, sfasciumi, qualche blocco abbandonato e due vasconi per la raccolta dell'acqua.
Proseguiamo a salire per tornanti con qualche tratto scalinato. Incrociamo un tubo metallico per l'acqua, diretto alla cava, che seguiamo per qualche minuto tra piante di faggio. Poi affrontiamo l'ultimo tratto ripido, con scalini di marmo e a tratti scorgiamo la croce di vetta dell'Altissimo, sulla nostra sinistra.
Arriviamo poi a un breve tratto di cresta che ci porta al sentiero 143. Questa è la Foce dell'Onda (o Foce dell'Orso) che, con i suoi 1460 metri, rappresenta il punto più alto dell'escursione.
Il luogo è caratterizzato dalla presenza di una trincea-appostamento della seconda guerra mondiale e poco sotto c'è un riparo dentro la roccia, al momento mancano indicazioni evidenti della Foce, ma un palo presente fa pensare che presto saranno messe.
Salendo verso sinistra in circa 25 minuti si arriva alla vetta dell'Altissimo, noi invece scendiamo e in breve arriviamo al Passo del Vaso Tondo. Qua scende una ripida e impegnativa traccia per le cave della Tacca Bianca, intagliata nella parete del monte e senza cavi di sicurezza. Qua termina il sentiero 143 e transita il 142 proveniente dalle Cave delle Cervaiole.
Lo seguiamo in discesa verso sinistra, per un tratto agevole sulla roccia, in parte scalinato e arriviamo alla marmifera. Questa è la zona delle cave Fondone alcune delle quali sono attive.
Seguiamo la via di cava che si sviluppa a tornanti fino ad arrivare presso un gruppo di vasconi a uso delle cave nei quali prospera il Tritone alpestre.
Poi scendiamo ancora e arrivati ad un bivio la marmifera proseguirebbe a destra come sentiero 31 che porta da Arni alle Cervaiole. Noi invece scendiamo per la via di cava a recuperare il sentiero 33 e dopo un paio di minuti troviamo, sulla sinistra, una sorta di canyon artificiale, frutto del lavoro dei cavatori per cercare nuovi filoni di marmo che è interessante da esplorare velocemente.
Continuiamo fino a trovare a destra l'innesto del sentiero 31 che scende al Castellaccio di Arni.
Continuiamo per la via di cava, molto panoramica sulle Apuane settentrionali, sul Fiocca e sul Sumbra e più avanti incontriamo una cava abbandonata con i relativi edifici.
Una volta raggiunto l'imbocco del sentiero 33 per gli Uncini recuperiamo il sentiero fatto in mattinata e a 7 ore circa dall'inizio dell'escursione siamo di nuovo al piazzale delle Gobbie.
Waypoint

LE GOBBIE

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Marmifera (33)

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P.so Uncini

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Punto panoramico

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dev. Tacca Bianca

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Inizio Sent. Libertà

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Inizio canalone

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Foce dell'Onda

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Vaso Tondo

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incr. 31-42-marmifera

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