moscone

Tempo  6 ore 11 minuti

Coordinate 1917

Uploaded 16 gennaio 2017

Recorded gennaio 2017

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663 m
304 m
0
4,8
9,6
19,28 km

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vicino Biassa, Liguria (Italia)

Tranquilla escursione per i sentieri delle 5 Terre, particolarmente indicata a coloro che vogliono trascorrere una giornata di vero relax.
Questi i principali dati: partenza/arrivo da Biassa, si sale per il tranquillo sentiero 504 (circa 1.200 mt per un dislivello di circa 180 mt) fino alla chiesetta di S. Antonio, quindi si percorre l'AVG fino al Telegrafo da dove, a sinistra, si dirama il panoramico Sentiero Verde Azzurro che ci condurrà fino al santuario della Madonna di Montenero. A circa 1/3 della cammino tra il Telegrafo e il santuario si giunge a località Lemmen, antica nucleo abitativo ove è tra l'altro possibile ammirare le caratteristiche piane coltivate a vigneto con gli altrettanto caratteristici muretti a secco. Dal santuario si risale fino al bivio di Bramapane percorrendo la Strada dei Santuari e la Scala Santa (sentiero 530). Il Bramapane è un forte risalente all'ottocento, completamente abbandonato e invaso dalla vegetazione, che era stato costruito per difendere il porto militare e la città di La Spezia. Lasciato il Bramapane ci si incammina verso nord sull'Alta Via delle 5 Terre fino ad incontrare il sentiero CAI 560 che scende sulla destra. Dopo circa 1.700 mt si giunge alla Sella Casao dove sulla destra troviamo le indicazioni per il sentiero 567 che ci condurrà all'abitato di Codeglia. Ora si deve affrontare un bel tratto di strada asfaltata per raggiungere località Carpena e dopo circa 2.300 mt ritrovarsi di nuovo al Bivio di Bramapane. In località Carpena consiglio di allungare sulla collina che sovrasta l'abitato per visitare il comprensorio della locale chiesa e i resti di un antico castello.
Dal Bivio di Bramapane, per evitare di camminare su strada, si prende di nuovo l'Alta Via a destra e, ripercorrendo i sentieri che conducono al Telegrafo e a S. Antonio, si scende al punto di partenza, Biassa, ove si conclude questa bella e rilassante escursione.
  • Foto di FORTE BRAMAPANE
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  • Foto di FORTE BRAMAPANE
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Edificato nella seconda metà del XIX secolo, il forte Bramapane svetta a 668 metri s.l.m. sull'omonimo monte, a pochi km dal Rifugio Paradiso che si trova sul monte Parodi. Fratello di molti altri forti nati a seguito della costruzione dell'arsenale Militare, il Bramapane è anche uno dei forti edificati pià in alto della provincia spezzina, in una posizione strategica sia per attacchi dal mare che da terra. Fortunatamente, né nella prima Nè nella seconda guerra Mondiale il Bramapane fu coinvolto direttamente in combattimenti. Smantellato insieme alle altre costruzioni militari della zona dopo la fine della seconda Guerra Mondiale, la grande struttura e i 12000 mq di terreno che lo circondano non furono mai reimpiegati ed oggi versano in stato di abbandono. Chi si reca in questo luogo, curioso di visitare l'antico residuo bellico, dopo il breve ripido sentiero che sale nel bosco di castagni, pini marittimi, lecci e carpini, incontra il grande cancello in metallo posto a chiusura delle mura che cingono l'ex insediamento militare. All'interno della grande area sarà poi possibile distinguere la polveriera e il deposito degli armamenti, gli alloggi del personale, la parte sopraelevata dove erano posizionati gli obici e altre strutture coperte. Testo di Maggy Bettolla tratto da: http://www.desertislocis.com/forte-parodi-e-bramapane/
  • Foto di CHIESA DI SAN NICOLO' E CASTELLO
  • Foto di CHIESA DI SAN NICOLO' E CASTELLO
  • Foto di CHIESA DI SAN NICOLO' E CASTELLO
  • Foto di CHIESA DI SAN NICOLO' E CASTELLO
  • Foto di CHIESA DI SAN NICOLO' E CASTELLO
  • Foto di CHIESA DI SAN NICOLO' E CASTELLO
Nel 1411 approfittando del conflitto contro Firenze che teneva occupate su un unico fronte Genova e Spezia, Carpena e i suoi abitanti decisero di ribellarsi, in parte tentando di ripristinare la propria originaria supremazia, in parte perché stanchi della disuguaglianza con cui Genova elargiva concessioni ad altri propri possedimenti. Spezia non esitò a chiamare in proprio soccorso Genova nella persona di Antonio Doria, il quale prese d'assalto il castello, ne uccise i cinquecento coraggiosi difensori e ne impiccò ventidue agli alberi delle galee genovesi ancorate nel Golfo, come monito a non ripetere un tale gesto di ribellione. Visitare il sito ci dà perfettamente l'idea di quanto possa essere successo durante questo violentissimo episodio; il castello è totalmente raso al suolo, ciò che si presenta ai nostri occhi sono gli stralci dei muri perimetrali, che in futuro potrebbero essere interessati da scavi archeologici che finalmente forniranno gli elementi necessari a ricostruirne l'aspetto e la distribuzione dei vani al suo interno. La posizione della Chiesa di San Nicolò, adiacente l'area del castello, ci offre l'indicazione sul luogo dove probabilmente sorgeva la chiesa castrense. Testo tratto da: http://www.liguriaheritage.it/heritage/it/liguriaFeudale/LaSpezia.do;jsessionid=68F37CFE7A95591E019E0360511BFBCB.node3?contentId=30051
  • Foto di EDICOLA VOTIVA
  • Foto di LEMMEN
  • Foto di LEMMEN
  • Foto di LEMMEN
  • Foto di LEMMEN
  • Foto di LEMMEN
Lemmen, toponimo che dovrebbe derivare da Limes o Linine riferito a confine, è un suggestivo insediamento di mezzacosta citato in alcune carte del 1200. Un luogo in cui il tempo sembra sospeso, in cui il segno umano è raccolto e misurato, quasi a non voler disturbare la quiete e la magia che albergano tutt’intorno: la chiesetta dedicata a San Bernardo, le terrazze che come piccoli fazzoletti di terra accolgono l’uva bisognosa di sole, le casette dalle minuscole finestre per ripararsi dai venti di scirocco, libeccio e maestrale. Insomma tutti elementi che invitano ad indossare scarpe da trekking e abbigliamento adeguato, per partire alla scoperta di Lemmen: piccolo angolo di paradiso, dove ogni segno, sia umano che naturale, sembra contemplare il mare lontano, in attesa. (http://www.cittadellaspezia.com/La-Spezia/Cronaca/Cinque-Terre-Lemmen-luogo-di-leggende-e-105930.aspx)

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