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vicino Scandicci, Toscana (Italia)

Ore: 2,30 Km 9,0 Disliv. salita e discesa m 390 circa

Dal ponte di Vingone (Scandicci, attraversatolo, si lascia a destra la Via di Triozzi e si imbocca, sovrapassando l'Autosole, la Via di Mosciano. A sinistra appare la settecentesca villa Il Diluvio, sormontata, sulla armoniosa facciata, da un grande orologio. Il nome ricorda qualche antica alluvione. L'edificio, in posizione isolata sulla sommità di una collina, è una trasformazione seicentesca di una casa da signore che nel XIV sec. apparteneva ai Guidetti.
Poco oltre si prende una stradella asfaltata (via Lamperi) che sale a sinistra lungo il vicino crinale, fiancheggiata da un bel filare di cipressi. Al Frantoio La Capannaccia lo si aggira verso destra per una sterrata fino a raggiungere la strada asfaltata proveniente dal Ristorante Anastasia.
A pochi metri sulla destra vi è un incrocio con una Croce, dove arriveremo al ritorno della nostra camminata. Ora andiamo a sinistra per la stretta strada asfaltata fino a raggiungere S. Polo a Mosciano (m 154).
Qui, da una secca curva, inizia a sinistra una breve diramazione che porta alla antica chiesetta romanica di S. Paolo. Subito dietro la chiesa sorge la villa dell'Arcipresso (nota
anche come Villa Mirenda), bell'edificio di epoca cinquecentesca. La chiesa, di antichissima origine (XI sec.), ma più volte rimaneggiata, è stata di recente restaurata rimettendo in luce l'antico aspetto. È preceduta da un loggiato e sormontata da un campaniletto a vela. Al suo interno, all'altar maggiore, una lastra sepolcrale del XIV sec. La villa dell'Arcipresso è un sobrio edificio cinquecentesco che presenta ancora le finestre e la scala d'ingresso di un preesistente palagio dei Tanagli. Ospitò David H. Lawrence che qui scrisse, nel 1928, «Gli amori di Lady Chatterley».
Ripresa la Via di Mosciano, si incontra, subito dopo (a sin.), la Villa Stigler. Anch'essa, come quella dell'Arcipresso, era nel '300 una casa da signore dei Tanagli, originari di questi luoghi. Adattata a villa nel '600, è stata restaurata rimettendo in luce alcune strutture del preesistente palagio, fra cui la panoramica loggia. Davanti all'edificio, sormontato ancora dall'antica torre purtroppo intonacata, un grazioso praticello ed un pozzo, ombreggiati da grandi
cipressi.
Oltrepassate le casette del Pozzino, si continua a salire tra gli oliveti. La strada riprende qui l'antico aspetto, selciata solo a tratti e alquanto sconnessa.
Si continua a salire fino a raggiungere, curvando a secco a sinistra, il piccolo abitato di Lebbiano formato anch'esso da antiche casette ben restaurate. La strada volge a destra e sale al vicino valico di Montaia (327 m), immettendosi in Via delle Croci. Prendendo a destra, si esce subito sulla Via dell'Arrigo.
La sommità del colle di Montaia è occupata da una bella cipresseta, di lato alla quale sorge, sul versante nord e nascosta nel verde, la villa Beccaro, rifacimento ottocentesco di una casa
da signore dei Martini.
Si prende, verso destra, la Via dell'Arrigo, altra stradella ora asfaltata che, fra il bosco, inizia a scendere verso Scandicci seguendo un panoramico crinale. In prossimità di una curva sorge a destra la Cappella dell'Arrigo, graziosa costruzione seicentesca isolata nel verde e in pessime condizioni.
Lasciata a destra la stradella proveniente da Lebbiano (nella quale si immette, presso un tabernacolo, l'antica via, in parte selciata, che inizia da S. Polo) e, a sinistra, una carrareccia diretta a S. Andrea a Mosciano, si raggiunge la Villa dell'Arrigo (218 m). È una grande ed austera villa cinquecentesca, costruita dagli Arrighi adattando un preesistente palagio medioevale. È caratte-
rizzata dall'alto muro che sostiene l'ampia terrazza e il corpo principale, sormontato dalla torre merlata dell'antico palagio. Bellissima è la sua posizione panoramica.
Oltrepassata (a ds.) la casa Terrarossa, vecchio casolare colonico, in magnifica posizione, ora trasformato in villa e oltrepassata villa Bianca, si ritorno al bivio con la Croce di cui si diceva alla partenza.
Da qui, per il percorso si scende al Ristorante Anastasia e a destra si prende la strada (trafficata) che in breve ci riporta a Vingone.

(Descrizione tratto dal volume “Attorno a Firenze”, vol. II, di Aldo Benini, ediz. Tamari Montagna)
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Via Massi Str Vicinale
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Rist Anastasia
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