Tempo  17 ore 20 minuti

Coordinate 17472

Caricato 16 giugno 2018

Recorded giugno 2018

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2.336 m
756 m
0
14
27
54,37 km

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vicino Malga Postesina, Trentino-Alto Adige (Italia)

VALUTAZIONE
Premesso che – secondo Wikiloc – non bisogna valutare la lunghezza ma solo la tecnica, i metri di difficoltà media sono veramente pochi rispetto al totale, con il resto tutto facile.
Forse il tratto “più medio” è anche quello più frequentato da famiglie e bambini vari, vale a dire approccio e uscita nei due sensi della Galleria Biancardi nei pressi del Monte Ortigara.

TIPO DI TERRENO
Il percorso completo dell’Alta Via 11 è, in effetti, un “2 in 1”.
La parte ovest dal passo Vezzena fino ai Castelloni di San Marco è un’alta via “che dà l’impressione di essere alta” visto che scorre su un bellissimo scenario di cresta/dorsale e cime varie.
La parte est che porta fino a Enego è un lungo raccordo per boschi e prati con tratti di buon interesse storico come la parte compresa nel Sentiero dei Cippi.

Oggi ho voluto farla intera in giornata, ma chi vuole qualcosa di lungo in solo stile alta via può interrompere il percorso dopo i Castelloni di San Marco organizzando il recupero/rientro presso il Rifugio Barricata.
In questo modo ci sarà anche più margine di tempo: oggi sono partito con il buio per arrivare con l’aurora sulla prima cima, e ho concluso a Enego quasi con il buio.

La parte ovest è anche detta “Cavalcata delle Alpi di Mezzogiorno”.
È così definita in vari libri, come “Valsugana e Canale del Brenta” di Paolo Bonetti e Marco Rocca, oppure “Alpi di Mezzogiorno” di Giordano Balzani e Franco Gioppi.

Ho cercato – compatibilmente con la lunghezza della giornata e … le mie forze – di mescolare il puro percorso dell’Alta Via 11 con la Cavalcata delle Alpi di Mezzogiorno.
Il tracciato dell’alta via sfiora varie cime senza salirci sopra, e oggi ho aggiunto qualche deviazione come quelle a Cima Manderiolo, Cima Pòrtule e Cima della Caldiera.
Ci sarebbero molte altre brevi deviazioni interessantissime sia dal punto di vista geografico che storico, ed è per questo che bisognerebbe sempre programmare le alte vie in più giorni.
Non avendo tempo – e visto che già conoscevo bene il tratto e che non è compreso nell’alta via – ho semplicemente attraversato diretto il Labirinto dei Castelloni di San Marco senza fare tutto il giro bello e tortuoso.

ORIENTAMENTO
Parte ovest tutta ben segnata e senza problemi.
A dire il vero sono pochissimi i “segni ufficiali” con il triangolino rosso e il numero 11, ma con tutti quelli CAI non ci sono problemi.

Per la parte est ho seguito, come per la ovest, esattamente il tracciato pubblicato nella cartografia Tabacco.
Unico problema la prima parte dell’attraversamento degli “infiniti” prati della piana di Marcèsina.
Dal waypoint “32 - Uscita da sterrata per zona prativa” si entra in una zona che in questa stagione ha l’erba molto alta che nasconde le tracce.
Inoltre la prima parte era recintata in presenza di numerosissimi vitelli e mucche “molto nervosi” (una mucca mi ha attaccato di brutto e ho dovuto respingerla con la punta del bastoncino in testa).
Per sicurezza personale mi sono spostato da quella che era indicata come linea dell’alta via sia nella cartografia Tabacco che nelle tracce di OpenStreetMap: ho puntato direttamente la grande ed evidentissima Cappella San Lorenzo che sta in mezzo alla piana di Marcèsina così tagliando qualche decina di metri.
Da quel punto la segnaletica è tornata evidente, anche nelle zone prative, fino al Passo della Forcellona.
Poi dal passo fino al Centro Fondo Enego ancora qualche breve tratto con segni nascosti dalle erbacce alte (che puntualmente si vedono solo all’indietro), ma tutto abbastanza intuitivo.

Nel tratto di discesa verso Frizzon, dove si passa da sentiero a mulattiera poco prima di entrare nell’asfalto finale, c’è un evidente errore sia nella carta Tabacco che nella traccia OpenStreetMap.
Tutti e due indicano una linea diretta che non esiste proprio: bisogna proseguire per la mulattiera che un po’ alla volta si allarga e dove i segni ci sono ma, tanto per cambiare, un po’ nascosti dall’erba e visibili all’indietro (lì ci ho perso 20 minuti per capire come funziona).

È chiaro che in un’altra stagione si troverebbero meno problemi di erba alta nelle parti prative, ma ci sarebbero anche molte meno ore di luce!

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