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vicino Ciamp del Pezzo, Trentino-Alto Adige (Italia)

Seggiovia Costabella - Rifugio Passo delle Selle - Alta Via Bepi Zac (CAI 637) - cima Piccolo Lastei (2697 m) - cima Gran Lastei (2716 m) - Cima Campagnaccia (2737 m ) - Banc di Campagnaccia - Cima di Costabella (2762 m) - Sasso di Costabella - Forcella Ciadin - sentiero 637b - Palon de le Valate - Pont - sentiero 604 - Passo San Pellegrino

Dal Passo San Pellegrino, raggiungere il piazzale antistante gli impianti di Costabella (ampio parcheggio libero). La seggiovia Costabella (solo andata 7 €) è aperta da fine giugno a metà settembre e consente di risparmiare oltre 1 ora di cammino e circa 350 m di dislivello*. Rappresenta perlopiù un comodo avvicinamento all'attacco dell'Alta Via, evitando una salita abbastanza banale tra le piste da sci. Al termine della seggiovia, si prosegue a piedi per circa 40 minuti (300 m D+) fino al Passo delle Selle e all'omonimo rifugio; il sentiero taglia i prati e gli alpeggi con scarsi e moderati strappi fino a rimontare la pista di servizio. Dal passo si apre la vista sulla Val delle Selle, la Val dei Monzoni e sul sottogruppo della Vallaccia. Lasciandosi alle spalle il rifugio si sale ripidamente su sentiero 637 verso la cresta. Dopo alcune svolte, si supera un breve canalino detritico aiutati dal cavo metallico. Giunti alla selletta, il panorama si apre a 360° verso il Latemar, il Catinaccio, il Sassopiatto, il Sassolungo, il gruppo del Sella e la Marmolada. Da qui in poi è consigliabile indossare il kit da ferrata prima di iniziare il lungo itinerario sui luoghi della Grande Guerra. Tutta questa catena montuosa fu teatro di durissimi combattimenti tra italiani e austriaci durante il primo conflitto mondiale (1915-18). A testimonianza di ciò, lungo il percorso si trovano numerosi resti di opere belliche: trincee, postazioni di ricovero, baraccamenti, scale e passatoie; un vero e proprio museo all'aperto. Da Lastel Picol si scende immediatamente alla successiva insellatura proseguendo verso est in direzione del Lastel Gran. Si affrontano una serie di saliscendi fino ad incontrare, nei pressi di un ricovero austriaco con arredi dell'epoca, un piccolo traverso "tecnico" che si vince grazie ad alcuni pioli e funi metalliche. Si superano in seguito alcune passerelle ed una affilata scala in legno attraversando un breve tratto esposto. Alcuni zig zag su sfasciume portano alla base di Cima Campagnaccia e la successiva croce di vetta. Proseguendo nuovamente in direzione est, si scende nella pianeggiante sella (Banc di Campagnaccia) dalla quale è possibile, eventualmente, abbandonare l'itinerario seguendo le indicazioni per la seggiovia (604A, primo rientro). Attraversata la piana, l'Alta Via Bepi Zac continua in salita superando il largo crinale fino a cima Costabella, dove si trova una postazione di mitragliera austriaca. Verso nord splendida vista sul Passo San Nicolò, con il suo rifugio, e il Col Ombert con il Gran Vernel alle spalle. Ci si allontana dalla cima in breve discesa per raggiungere un salto roccioso da superare con l'ausilio di una suggestiva scala in legno. Si prosegue su cresta articolata, traforata da basse gallerie, fino alla sommità di una ripida gradinata attrezzata con il cavo. La si percorre in discesa con attenzione (è il punto più "antipatico" del percorso) entrando poi in una breve galleria che sbuca in una comoda selletta ingombra di resti di baraccamenti. Attraversato il piccolo altopiano detritico si arriva ai piedi del caratteristico Sass De Costabella. Qui la variante (consigliata) permette, attraverso un facile canalino attrezzato, di raggiungere l'interno dell'osservatorio italiano dove è stato allestito un piccolo museo con testimonianze dell'epoca. Usciti dalla passerella si prosegue nel lato opposto scendendo da alcune roccette attrezzate che conducono ad una lunga e spettacolare fessura gradinata. Il sentiero porta comodamente a Forcella del Ciadin, termine delle Creste di Costabella e della prima parte dell'Alta Via Bepi Zac, la sezione più interessante dal punto di vista storico, la meno impegnativa, e per molti termine dell'escursione vera e propria. Da qui parte infatti il sentiero di rientro 637b**. Scesi dal ghiaione del Ciadin, si giunge alla diramazione che, tagliando a mezzacosta, riporta eventualmente alla seggiovia Costabella (30 min). Proseguendo lungo i prati si scende invece a Palon de Valate. Ignorato il bivio con Baita Paradiso, si continua in direzione del Passo San Pellegrino. Giunti a Pont, si entra nella carrareccia di servizio mantenendosi a dx su sentiero 604 fino al punto di partenza (1h 30 min da Forcella Ciadin).

Sentiero attrezzato privo di grossi problemi dal punto di vista tecnico. La maggior parte del percorso, di fatto, è un sentiero di alta montagna; solo in alcuni punti, in presenza di dirupi esposti o passaggi stretti, è presente il cavo di acciaio che permette di continuare in sicurezza. Un paio di punti richiedono un piccolo sforzo atletico e l'utilizzo delle mani.

NOTE: *in alternativa è possibile raggiungere il Passo delle Selle tramite il sentiero 604 che ha inizio in prossimità della seggiovia Gigante (2 ore, 650 m D+) e transita per Baita Paradiso.

NOTE: **l'Alta Via Bepi Zac prosegue in direzione del gruppo di Cima Uomo nel tratto tecnicamente più impegnativo (maggior esposizione, punti non attrezzati, fondo reso scivoloso dalla presenza di materiale detritico), giudicato "moderatamente difficile". Le possibilità di uscita sono Forcella Uomo o Forcella Laghet. La salita a Cima Uomo, anche se segnalata lungo l'Alta Via, è un'escursione a sè da valutare opportunamente.

- Passo delle Selle - Forcella Ciadin 2h 30 min
- Forcella Ciadin - Forcella Uomo 1h 30 min (discesa impegnativa, consigliato il proseguio a Forcella Laghet)
- Forcella Uomo - Forcella Laghet 1h (rientro per Om Picol e Rifugio Cima Uomo)
- Forcella Laghet - Rifugio Fuchiade 1h 15 min collegandosi a sentiero 607

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