Tempo  8 ore 41 minuti

Coordinate 8779

Caricato 21 luglio 2019

Recorded luglio 2019

-
-
2.161 m
1.018 m
0
5,8
12
23,34 km

Visto 18 volte, scaricato 1 volte

vicino Passo Croce d'Aune, Veneto (Italia)

Questo viàz parte a est dal Vallon dei Piadoch e sbuca a ovest immettendosi nel sentiero CAI 736 che sale al Passo del Pavione.
Lungo tutta la sua percorrenza scorre sotto il tratto nord del "Sentiero I Circhi delle Vette", e quindi con esposizione nord sotto la Costa dei Piadoch, il Col di Luna e il Monte Pavione – o meglio, scorre sotto parte della Busa dell’Orso, sotto tutto il Circo dei Piadoch (o Podoch) e sotto parte del Circo delle Sere.
Non è difficile nella “scala dei viàz”: è quasi tutto su bancate-fianchi boschivi con pochi passi veramente esposti.
Bisogna stare attenti nel seguire le tracce a terra nei tratti dove sono labili, e dove mancanti seguire la “logica della bancata”.
Tuttavia vari tratti a fondo erboso possono essere molto scivolosi per l’umidità tipica dei versanti nord; serve una gestione attenta dei ramponcini da prato nei cambi di fondo: può essere necessario calzarli e toglierli più volte nei passaggi da erba a fondo roccioso (o comunque molto duro) e viceversa.
La guida di riferimento è “Sentieri e Viaz Riscoperti delle Alpi Feltrine e Val del Mis” (di Aldo de Zordi, Paolo Lovat, Ivan de Zordi e Renato Sperandio).

AVVICINAMENTO AL VIÀZ ZÉNGE DEI CAMÒRZ
Si sale per il frequentatissimo sentiero al Rifugio dal Piaz e poi, sempre per il CAI 801 Alta Via n.2, nella Busa delle Vette fino al Passo di Piètena: qui si esce dall’alta via verso la Forcella dei Piadoch continuando nel “Sentiero I Circhi delle Vette”.
Dalla Forcella dei Piadoch il “Sentiero I Circhi delle Vette” scende brevemente con tendenza sinistra-ovest: dove inizia a risalire lo si abbandona (verso destra) per puntare l’evidentissima testata del Vallon dei Piadoch (c’è anche una traccia abbastanza riconoscibile).
Appena si mette il naso sul bordo della testata del vallone, si nota in basso a sinistra (poco meno di 100 metri di dislivello) una evidente traccia che si infila in una bella bancata: è l’inizio del Viàz Zénge dei Camòrz.
Ora bisogna scendere nel vallone più o meno fino all’altezza della traccia, e poi traversarlo da destra a sinistra per infilarsi nel viàz con alcuni metri su fondo di pietraia.

PERCORRENZA DEL VIÀZ ZÉNGE DEI CAMÒRZ
Seguendo la “comoda” traccia di inizio, ben presto si doppia una costola che fa rientrare verso un canalino con pietraia: l’approccio e l’uscita dal canalino sono i passi più esposti di tutto il viàz.
Poi si continua sempre seguendo le tracce dei camosci in leggeri saliscendi con tendenza salita, e sempre in un ambiente di bancata in rado bosco di larici.
Di fatto non si ha una visuale di lontananza che fa capire dove si va, però all’aggiramento di un costone la vista si apre su un gran circo dove appaiono il Col di Luna e il Monte Pavione (visti da un’angolazione insolita).
Qui bisogna scendere il pendio erboso che porta alla conca del circo, poi attraversare (fra erbe e pietre) sotto una bassa fascia rocciosa e infilarsi nella buona traccia sulla bancata che prosegue dall’altro lato.
Prima di infilarsi nella buona traccia, si arriva di fronte a una caratteristica parete con due grandi covoli sospesi a metà uno sopra l’altro.
La buona traccia diventa meno buona di quella della prima parte del viàz, ma c’è sempre una linea di bancata riconoscibile fino all’arrivo in un larghissimo canalone che sta a nord-est della vetta del Monte Pavione.
Per attraversarlo bisogna seguire in leggera salita la bancata a filo parete per passare sopra una piccola dorsale rocciosa, e poi scendere di poco a riprendere un’altra evidente bancata dall’altro alto con buona traccia iniziale.
Per la terza volta in questo viàz, la buona traccia a inizio della sezione di bancata poi “scade di qualità”: resta però la bancata da seguire.
Qui diventa un po’ più complicato perché le tracce degli animali spariscono a tratti per ricomparire magari 1/2/3 metri sopra o sotto, e a volte se ne vede più di una.
Io ho cercato sempre di mantenere più o meno la stessa quota senza fissarmi di stare attaccato alla fascia rocciosa la cui base va su e giù.
Alla fine, senza vere difficoltà e fatiche, sono arrivato al punto di riferimento segnalato nella guida: il tubo in gomma dell’acqua di servizio a Malga Agnerola.
Subito dopo il tubo si aggira una piccola costa e si scende dolcemente a incontrare il sentiero CAI 736 dove finisce il Viàz Zénge dei Camòrz.
Sintetizzando al massimo, il viàz è composto da tre segmenti di bancata-fianco boschivi separati da un circo e da un gran canale; il secondo segmento è molto più corto degli altri due.

RIENTRO DALLA FINE DEL VIÀZ ZÉNGE DEI CAMÒRZ
Oggi rientro semplice senza infilarsi nelle altre varianti più lunghe: risalita al Passo del Pavione per tornare in versante sud, scorciatoia che evita Malga Monsampian (o Monsanpiano / Monsampiano) verso il “Sentiero I Circhi delle Vette” che, da questo lato, comodissimamente riporta verso il Rifugio Dal Piaz, e infine giù per la stessa via di salita.
Sempre spettacolare il sentiero-mulattiera che, dal Passo del Pavione al Rifugio Dal Piaz, passa per la Busa di Monsampiano e la Busa di Cavaren-Val Caneva.
***
Il dislivello reale dell’escursione è di circa 150 metri in meno di quanto indicato nei dati di riepilogo Wikiloc.

Commenti

    You can or this trail