Tempo  4 ore 29 minuti

Coordinate 3742

Uploaded 27 marzo 2019

Recorded marzo 2019

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1.326 m
698 m
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2,2
4,4
8,78 km

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vicino Arson, Veneto (Italia)

Viàz sicuramente impegnativo per alcuni tratti assai esposti o ripidi: è descritto nel senso di percorrenza di questa escursione nel libro “Sentieri e Viaz Riscoperti delle Alpi Feltrine e Val del Mis” (di Aldo de Zordi, Paolo Lovat, Ivan de Zordi e Renato Sperandio).
L’ho valutato impegnativo perché i tratti critici non sono molto lunghi: se fossero stati appena un po’ più lunghi avrei indicato molto impegnativo.
A mio giudizio i ramponcini forestali o ramponcini da prato o “Fer da Tac” sono obbligatori.
Non è un viàz su unico livello, si va su e giù e bisogna porre attenzione all’orientamento: si capisce in fretta se si va fuori linea, ma viste pendenze ed esposizioni gli eventuali brevi recuperi incidono sulle gambe e sulla “tranquillità di progressione”.

DETTAGLIO ITINERARIO
Dal parcheggio si segue il CAI 819, inizialmente per stradette forestali e poi per facile e generalmente largo sentiero fino a una sella indicata come Col de Vergerio nella guida.
Dall’uscita dal sentiero CAI (piccolo ometto sulla sinistra al bivio) si scende qualche decina di metri nel bosco fino ad attraversare un canalino da dove inizia una dolce risalita (Sentiero dei Colesei) – nei primi metri c’è un cavo di sicurezza su tratto esposto (non molto esposto, ma sempre meglio un cavo in più che uno in meno).
Si prosegue fino a un’ampia sella (non la prima) dove poco dopo il sentiero comincerebbe a scendere: tutto questo tratto verso ovest dall’uscita dal CAI 819 scorre sotto il Viàz dei Covoli.
La guida indica un grande ometto sulla sella come riferimento per abbandonare il sentiero e risalire verso l’inizio del viàz: io non sono riuscito ad individuare l’ometto, ma la traccia di risalita verso destra si vede.
Dopo i primi metri la labile traccia di uscita si fa marcata e si segue molto facilmente su buona pendenza, prima su dorsale e poi in mezzo a una fascia rocciosa.
Usciti dalla vegetazione c’è subito un bivio dove si va a destra, e poco dopo si aggira una costola dove bisogna abbandonare il buon sentierino per scendere verso destra nel bosco: è l’inizio del Viàz dei Covoli che farà ritornare verso est fino a poco prima della Chiesa di San Mauro.
Ora in successione dopo qualche decina di metri di discesa nel bosco:
  • Traverso “normale per un viàz” fino a una prima sella erbosa
  • Altro traverso fino all’arrivo sotto un bastione roccioso
  • Discesa MOLTO ripida per aggirare il bastione roccioso da sotto (circa 35 metri di dislivello secondo il mio GPS)
  • Traverso su prato con loppe scivolose VERAMENTE MOLTO esposto (circa 35-40 metri secondo il mio GPS)
  • Risalita stretto e RIPIDISSIMO canalino erboso attrezzato all’uscita – qui non posso dire quanti metri di dislivello perché in questa zona il GPS ha registrato dati poco coerenti per evidenti rimbalzi di segnale: sono meno metri della discesa del bastione roccioso, ma questo canalino è “bello profondo” (i problemi con la traccia GPS continuano fino a poco prima del primo grande colatoio della Val Caoril, e ho dovuto tracciare/raddrizzare qualche linea manualmente)
L’uscita del canalino è su una piccola selletta da cui non bisogna proseguire per una delle simil-tracce che si vedono in avanti: bisogna risalire brevemente sulla sinistra fino a base fascia rocciosa e continuare a fiancheggiarla (è un tratto breve) fino ad aggirare uno spallone che introduce nel grande anfiteatro della Val Caoril.
Appena in vista dell’anfiteatro si nota una grande grotta sulla sinistra e una discesa assai ripida per arrivare alla sua base.
Fatta con molta cautela la discesa si comincia ad attraversare l’anfiteatro e, in successione:
  • Si passa un gran colatoio
  • Si arriva a un secondo colatoio dove a fianco (un po’ più alto del piano camminata sulla destra) si possono notare due porticine metalliche dell’acquedotto
  • Dopo questo secondo colatoio, la bancata prosegue fino a una sella evidente già dalla discesa verso la base della grotta: QUESTA SELLA NON È DA RAGGIUNGERE
  • Prima di entrare nel canalino che precede la sella di cui sopra, si piega in verticale verso sinistra sul pendio e si trova subito un doppio segno rosso molto evidente
  • Si arriva sotto una prima fascia rocciosa dove c’è una freccetta rossa che indica sinistra: seguire la bancatina in salita
  • Si arriva sotto una fascia rocciosa più alta dove c’è un’altra freccetta rossa che indica destra, e sempre in salita si arriva a una sella che ne anticipa varie altre
In pratica per uscire dall’anfiteatro della Val Caoril si esegue una “grande esse” in salita (che è proprio il tratto caratterizzato dalla presenza di numerosi covoli).
Poi si arriva alla fine del Viàz dei Covoli sempre su tracce “più leggibili”: un po’ sotto roccia, un po’ nel bosco, un po’ prative, un po’ esposte e un po’ no: il tutto più semplice di com’era fino all’uscita dalla Val Caoril.

Dopo l’immissione nel sentiero della via normale per il Monte San Mauro, si può rientrare molto velocemente al parcheggio direttamente dalla Chiesetta di San Mauro, ma – visto che nel complesso non è lunga – ho fatto un’estensione per il Sentiero delle Chiesette Pedemontane fino a Casera al Pos.

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