Tempo  12 ore 6 minuti

Coordinate 12494

Caricato 28 agosto 2018

Recorded agosto 2018

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2.335 m
1.020 m
0
7,9
16
31,59 km

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vicino Passo Croce d'Aune, Veneto (Italia)

Escursione che ne riunisce due in una visto che l’obiettivo della prima (percorrenza completa del Cordín delle Vette) alla fine non è molto lontano dall’inizio del “nucleo” della seconda (I Piadòch).
Chiaramente si possono ben separare in due diverse giornate, ed è anche più opportuno se si vuole transitare nel Cordín delle Vette durante il periodo della fioritura, quando potrebbe esserci ancora qualche macchia di neve in alcuni tratti della parte nord dei Piadòch.
Il Passo di Piètena – raggiungibile molto facilmente dal Rifugio Dal Piaz – può essere il punto di uscita per il rientro dal Cordín delle Vette e il punto di ingresso per i Piadòch.

CORDÍN DELLE VETTE
È una bella e lunga cengia-bancata erbosa che inizia poco prima di arrivare al Rifugio dal Piaz e termina nei pressi della Rocchetta ai margini della Busa di Piètena.
È divisa in due tratti interrotti dall’attraversamento della Busa delle Vette.
In effetti due delle tre guide che conosco e che citano il Cordín delle Vette, lo propongono con fine dopo il termine del primo tratto e rientro anticipato verso il Rifugio dal Piaz.
Consiglio l’utilizzo dei ramponcini da prato o forestali o “Fèr da tàc”: non sono bancate estreme come strettezza e inclinazione, ma neanche tanto “docili”, e sono alquanto esposte in più punti.
In questo passaggio di fine Agosto c’era ancora l’erba abbastanza alta (più nella prima parte) che un po’ nascondeva i punti con tracce esistenti, ma il percorso – come in tutte le cenge di questo tipo – è quasi sempre obbligato.
Attenzione con i ramponcini quando, nell’erba, si calpesta qualche pietra isolata.
Ho provato con Garmin BaseCamp a misurare la lunghezza delle due parti sulle mie tracce di percorrenza: la prima parte è di circa 1 km, mentre la seconda è di poco più di 200 metri iniziali facili più circa 1,3 km tecnici al livello di quelli della prima parte.

ACCESSO AI PIADÒCH
Il “Circo dei Piadòch” fa parte del Sentiero i Circhi delle Vette che effettua un lungo giro attraverso una serie di circhi glaciali in ambiente spettacolare.
L’accesso più semplice è dalla zona del Passo di Piètena seguendo il sentiero normale.
Oggi ho seguito un “approccio selvaggio” come da guida “Dolomiti Il Grande Libro dei Sentieri Selvaggi” di Paolo Bonetti e Paolo Lazzarin.
Fra il Passo di Piètena e Forcella Valon si può facilmente risalire sulla cresta delle vette e passare in versante nord dove “l’immancabile” cengia-bancata erbosa conduce pure al Circo dei Piadòch.
Io l’ho presa dalla Forcella Valon perché volevo farmi un pezzo della bella facile dorsale-cresta di quel settore, ma si può tagliare prima su tracce che salgono dal sentiero CAI 801.
Questa cengia-bancata (che non so se ha un nome definito) misurata con Garmin BaseCamp è lunga circa 950 metri sulle mie linee di percorrenza; all’inizio (nella direzione est-ovest) c’è una buona traccia a terra e si procede abbastanza velocemente, ma poi verso la fine diventa più o meno come il Cordín delle Vette.
Nella prima parte a un escursionista esperto difficilmente verrà in mente di calzare i ramponcini nonostante l’esposizione; poi, però, si arriva al punto dove qualche passaggio più delicato pone dei dubbi, e se si aspetta sempre di vedere cosa c’è dopo il prossimo passaggio delicato per decidere cosa fare … alla fine i ramponcini non si calzano mai e può essere un problema.
Chi volesse percorrere solo questa cengia senza il lungo giro verso il Monte Pavione, alla sua fine verso ovest può risalire facilmente verso il Passo di Piètena.

ALTRE NOTE DELL’ESCURSIONE
L’attraversamento della Busa delle Vette per collegare prima e seconda parte del Cordín delle Vette si fa un po’ a occhio su terreno facile: la mia traccia non è certo l’unica possibile e forse neanche la migliore.
La prima parte di attraversamento della Busa di Piètena per collegare la fine del Cordín delle Vette con i Piadòch si può fare in due modi: discesa diretta per la forcella a fianco della cima della Rocchetta e poi piega a sinistra per tracce, oppure piega a sinistra da sopra la forcella con discesa successiva; io ho scelto la seconda opzione ma, a mio giudizio, sono equivalenti.
Più che possibile la salita alla Rocchetta, ma con il programma di oggi ho preferito evitare per non andare in “debito di tempo”.
Il “Sentiero I Circhi delle Vette” dopo il Circo dei Piadoch è ben indicato da ometti e paletti; non è un sentiero “a base larga e costante” e per lunghi tratti è una traccia tra un paletto e l’altro; con buona visibilità si apprezzerà l’ambiente particolare ma può diventare molto difficile seguirlo con nebbia o nuvole basse.
In generale tutta l’escursione è da evitare con previsioni di scarsa visibilità.
Ovviamente i tre tratti di cengia sono da evitare con il bagnato.

IL DISLIVELLO REALE DELL’ESCURSIONE È DI CIRCA 250 METRI IN MENO DI QUANTO INDICATO NEI DATI DI RIEPILOGO WIKILOC.

PROPOSTA ALTERNATIVA
Un’interessante alternativa – che combina due tratti di cengia molto diversi fra loro come caratteristiche – può essere quella dell’itinerario → Alpi Feltrine: Viàz del Cóvol Strigà e prima parte del Cordín delle Vette dal Passo Croce d’Aune.

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