Tempo  5 ore 33 minuti

Coordinate 5006

Uploaded 12 marzo 2019

Recorded marzo 2019

-
-
1.673 m
639 m
0
3,0
6,0
12,02 km

Visto 42 volte, scaricato 2 volte

vicino Montagne, Veneto (Italia)

La Cengia Mengola è descritta nel senso di percorrenza di questa escursione nel libro “Sentieri e Viaz Riscoperti delle Alpi Feltrine e Val del Mis” (di Aldo de Zordi, Paolo Lovat, Ivan de Zordi e Renato Sperandio).
Si arriva all’attacco ovest con un buon tratto comune a quello di avvicinamento alla Cengia Sassadora (vedi → Alpi Feltrine: Cengia Sassadora dal Lago della Stua in Val Canzoi) che scorre sulla stessa parete più in basso.
Il colatoio che sta all’origine dell’impluvio che segna l’attacco ovest della Cengia Mengola segna anche l’attacco est del Viàz della Zesarela.
Non c’è alcun passaggio di livello alpinistico, si cammina e basta, ma valuto comunque molto impegnativa questa cengia per la gran esposizione su tratti veramente stretti per l’appoggio dei piedi – “difficilino” fare buone inquadrature per le foto viste le limitate possibilità di torsioni e rotazioni del corpo.
Non considero neppure l’ipotesi di percorrerla senza ramponcini forestali o ramponcini da prato o – per dirla alla bellunese – “Fer da Tac” (alias ferri da tacco).
L’uscita dalla Cengia Mengola sulla bancata esposta a est sopra la Val Caorame si “ripulisce dalla neve” molto dopo le due bancate sud-ovest e sud-est della Cengia Mengola vera e propria.
Se a inizio stagione ci sono dei dubbi di percorribilità, conviene fare una escursione esplorativa sul sentiero CAI 806 verso Casera Cimonega, ma bisogna anche sapere dove guardare.
Siccome la cengia è bella e non si deve rischiare, è meglio attendere la fine primavera o inizio estate a seconda di come è andata con le precipitazioni invernali.

Dal parcheggio si va per il CAI 806 fino al bivio per Casa al Frassen che da qui si raggiunge in pochi metri.
Si sale per prato sul retro fino a un rudere nei pressi del quale compare una traccia detta Troi delle Musse.
In teoria, secondo la guida già citata, seguendo il Troi delle Musse (c’è anche qualche bollo rosso), e con attenzione a un paio di svolte su bivio (la seconda contraria a quella della Cengia Sassadora), si arriva sotto fascia rocciosa ad un colatoio all’attacco sia della Cengia Mengola che del Viàz della Zesarela (circa 1.550 metri di quota).
In pratica, poco dopo i 1.000 metri c’è una fascia di bosco completamente schiantata dal maltempo di fine 2018: ho scelto di cercarmi una via libera da schianti nel bosco che, in quel punto, ha una pendenza medio/alta ma con fondo regolare, e questa volta ho calzato i ramponcini da subito per faticare meno.
Nella fase iniziale di risalita del bosco sempre lontano dalla zona devastata, ho attraversato due volte (prima verso destra e poi verso sinistra) l’impluvio di un canalino roccioso che è proprio quello che in alto finisce al colatoio origine della Cengia Mengola e del Viàz della Zesarela.
Alla quota di circa 1.250 metri si ritrova un tratto libero del sentiero che porta alla Cengia Sassadora, e lo si abbandona subito dopo un gran segno rosso poco prima del punto in cui attraversa verso destra direzione salita il solito canalino impluvio di riferimento.
A questo punto si continua per bosco sulla sinistra direzione salita del canalino, stando qualche metro più alti e adattandosi a varie esili tracce di animali.
Si arriva a un punto in cui si può intravedere che il canalino arriva sotto un gran salto di roccia, e alzandosi un po’ si arriva sotto una fascia rocciosa dove si inizia l’aggiramento verso sinistra.
Dopo pochi metri si entra in una zona più prativa e (fra i 1.440 e 1.450 metri di quota) si incrocia una traccia che taglia verso destra e conduce in un vallone erboso sopra il precedente salto e che finisce al colatoio su roccia nera dove iniziano la Cengia Mengola e il Viàz della Zesarela (subito dopo l’inizio del Viàz della Zesarela c’è il Covolo delle Saette utile riparo in caso di emergenza).

Per la Cengia Mengola si va verso destra direzione di arrivo e si inizia con una larga bancata in salita: non è molto inclinata lateralmente, e si può stare sia sotto roccia che su una traccia di camosci in centro bancata (questo è il punto di tutta l’escursione in cui il GPS ha sofferto di più i rimbalzi di segnale).
Si passa un gruppetto di alberi e si arriva, all’aggiramento di uno sperone della montagna, su un terrazzino che segna l’ingresso nella bancata sud-est della Cengia Mengola: qui “cambia la musica”.
Dal terrazzino si notano una bancata larga cha va verso il basso e una assai esile che va avanti in leggera salita con uno scuro, grande e solitario abete ben visibile: si va sullo stretto verso l’abete.
Poi c’è poco da dire: è più o meno allo stesso livello di esposizione fino all’aggiramento dello sperone successivo che introduce alle bancate est di uscita dalla cengia che stanno sopra la Val Caorame.
Credo sia un tratto molto bello per gli amanti delle cenge, da fare con molta attenzione-concentrazione.

Dopo l’aggiramento del secondo sperone, si entra in una bancata sempre esposta (ma più larga) che va in leggera discesa e sembra continuare veramente a lungo fino alla fine della Val Caorame.
Arrivati, però, a un largo e basso covolo che sta sotto un’impressionante parete aggettante, bisogna uscire in discesa verso destra per il largo vallone che sta in quel punto – è meglio non fermarsi troppo qui: ci sono molte pietre alla base, segno che la parete scarica non poco.
La discesa del vallone non è difficile, e dopo qualche decina di metri si piega verso sinistra per passare sopra il salto di un facile (da attraversare) canalino.
Ancora un po’ a sinistra e ci si infila nei primi alberi di un rado boschetto, e infine con qualche svolta ci si immette nel sentiero CAI 806 che è già ben visibile fin dall’uscita dalla bancata.

Si ritorna al Lago della Stua sempre seguendo il CAI 806.

IL DISLIVELLO REALE DELL’ESCURSIONE È DI CIRCA 300 MT IN MENO DI QUANTO INDICATO NEI DATI DI RIEPILOGO DI WIKILOC.

1 comment

  • Foto di L2-Ruwenzori

    L2-Ruwenzori 12-mar-2019

    Mi piace. Bellissime anche le foto in considerazione delle difficoltà descritte. Peccato che manca una bella coppia di caprioli in amore ... Chapeau!

You can or this trail