Tempo  4 ore 49 minuti

Coordinate 215

Uploaded 19 aprile 2019

Recorded aprile 2019

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1.196 m
311 m
0
1,4
2,9
5,79 km

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vicino Gronda, Toscana (Italia)

Percorso impegnativo dal punto di vista fisico che si sviluppa su lunghi tratti esposti e su terreno scabroso adatto a chi conosce perfettamente il terreno apuano e da evitarsi in caso di terreno bagnato.
A tutto questo va aggiunta la difficoltà d’orientamento se non si conoscono questi luoghi e il poco aiuto rappresentato dai dispositivi gps tipo Garmin che non garantiscono un perfetto funzionamento essendo questa escursione in un luogo impervio e fra le montagne dove il segnale gps è quasi sempre disturbato o talvolta assente.
E’ un escursione di circa 7 Km non adatta all’escursionista poco allenato o inesperto classificabile come escursionismo impegnativo o alpinismo facile in quanto ci sono tratti dove occorre arrampicare.
La zona della lizza della chiesa del diavolo è una delle più aspre e inospitali che io abbia mai visto sulle Apuane caratterizzata da guglie affilate che sembrano creature minacciose, ombre che sembrano avere un anima propria, precipizi e un silenzio interrotto di tanto in tanto da qualche lugubre verso di corvo…un ‘ atmosfera inquietante e affascinante al tempo stesso.
Anche per questo motivo la cava e la lizza furono chiamate fin da subito “chiesa del diavolo”; chiesa perché il fronte di escavazione della cava ricorda la facciata di una cattedrale, del diavolo perché ci furono alcuni incidenti mortali.
L’imprenditore Ferdinando Bertelli, uno degli ultimi proprietari che acquistò la cava negli anni ’50, la chiamò “cava paradiso” per esorcizzare quello che questo luogo trasmetteva e il suo appellativo ormai diffuso fra la gente del luogo ma i fatti tuttavia gli dettero torto in quanto lo sfruttamento del giacimento non si rivelò economicamente vantaggioso e la cava fu in breve tempo abbandonata.
***
Parcheggiata l’auto nel piazzale di Renara notiamo di fronte a noi un’ovile che lasciamo sulla nostra sinistra per prendere il CAI 42 che inizialmente passa dentro il canale dietritico del Fosso del Vestito puntando alla casa abbandonata dopo di che lo si lascia risalendo a sinistra una mulattiera (segni bianco rossi sempre abbondantemente presenti).
Arrivati all’edificio abbandonato di Casa Bonotti si abbandona il CAI 42 e si sale a sinistra il sentierino dove è scritto su un sasso “lizza chiesa del diavolo”.
Si segue il sentierino che costeggia sulla destra i terrazzamenti di Casa Bonotti un tempo adibiti alla coltivazione di alberi da frutto e una volta arrivati alla fine dell’ultimo terrazzamento ci troviamo ad una specie di incrocio che può confondere e rendere indecisi sulla direzione da prendere...il segnale gps già qui inizia a fare gli scherzetti e non
c' e' neppure copertura telefonica (almeno per quanto riguarda la Wind).
Andando a destra si vede in basso un sentiero segnato CAI che è il 42 che si è lasciato e che andrà percorso in discesa al ritorno, andando a sinistra (cioè dietro l’ultimo terrazzamento) si trovano dei bolli rossi e un sentiero che però non è quello che va percorso mentre andando a dritto dentro il boschetto a sinistra di alcuni grandi massi si nota a fatica un sentierino che sale e che è quello che va preso (vedi foto waypoint).
Dopo poco essere entrati in questo boschetto ci si trova in uno spazio più aperto e il sentiero comincia ad essere fortunatamente marcato da ometti in pietra abbastanza abbondanti ma nessun segnavia colorato.
Ben presto il sentiero prende la forma di una vera e propria via di lizza che a tratti è sempre ben conservata mentre in altri è pressochè scomparsa o crollata.
La via di lizza della chiesa del diavolo ha una pendenza costante di 50 gradi ma in alcuni brevi tratti arriva a 80 gradi.
Anche se a volte sembra scomparire si intuisce bene il suo sviluppo e la direzione da seguire anche perchè basta tenere presente che tutte le vie di lizza limitavano al massimo le curve per rendere più agevole il trasporto del marmo a valle.
Nei punti più pericolosi della via di lizza sono stati messi dei cavi (ottimamente fissati alla parete grazie al lavoro di Nicola qui su wikiloc registrato con l'id BelleMiApuane) che rendono sicura la progressione.
Il tratto dove bisogna fare più attenzione è dove è presente il primo cavo in quanto in questo punto la via di lizza è tutta franata e bisogna attraversare in esposizione la parete per circa 5 metri appendendoci con le mani al cavo e trovare appoggi per i piedi sulla parete.
Utile sarebbe portarsi dietro il set da ferrata anche se poi non si utilizza più in tutta l’escursione!.
Gli altri due tratti attrezzati con cavo servono a rendere sicura la progressione in punti molto esposti e con passaggio stretto seppur facili.
La lizza ad un certo punto sembra terminare quando si arriva ad un bosco; volendo si potrebbe procedere a dritto ma si può continuare sul sentiero che salendo a zig zag arriva in prossimità di una cabina elettrica della cava che ormai è vicina.
Procedendo poco più avanti inizia il grande ed instabile ravaneto della cava della chiesa del diavolo che ormai è sopra di noi e alla nostra destra poco più in alto è presente un rudere adibito a uso cava.
Poco prima di arrivare al piazzale di cava si lascia il ravaneto e si va a destra puntando all’unico sentiero possibile che si sviluppa su una stretta e abbastanza esposta cengia e arrivati ad un tubo di ferro che serviva a trasportare l’acqua si scende puntando al sentierino sottostante (che forse proviene dal rudere che ci stava sulla destra prima) dove sono presenti degli evidenti segni gialli.
Non siamo su un sentiero CAI ma è piuttosto evidente e segnato da questi bolli gialli che vanno seguiti.
Il tratto che va dalla cava in poi è il più delicato di tutta l’escursione perché ci sono molti punti esposti e molti punti in cui bisogna arrampicare.
I due punti più significativi sono la risalita di un pendio molto molto ripido dove più che camminare ci si deve arrampicare e dove in alcuni punti sono state messe per sicurezza delle corde fisse (vecchie ma sempre efficienti) e un altro, poco oltre, che è un traverso molto esposto e lungo circa 30/40 metri su placche….non difficile ma esposto e da evitarsi con terreno bagnato.
Dopo questo traverso il sentiero, che è sempre abbastanza impegnativo specie per il fondo instabile, diventa comunque più tranquillo finchè ci si immette sul CAI 150 proveniente dal Passo del Vestito e diretto allo Schienale dell’Asino, Monte Macina e Passo Sella.
Si va in direzione Passo del Vestito su sentiero facile e piacevole con la vista sul Monte Altissimo e sul Monte Pelato sciupato dalla cava sottostante.
Si arriva al bunker che faceva parte del sistema difensivo della linea gotica durante la seconda guerra mondiale e si scende il CAI 42 che riporta a Renara.
Il CAI 42 come già accennato quando pubblicai il percorso della lizza della monorotaia è da fare con estrema attenzione perché molto ripido e a tratti esposto e da evitare in caso di terreno bagnato o ghiacciato ricordando che su questo sentiero è morta una persona questo inverno perché precipitata dopo essere scivolata su del ghiaccio!.
Sul CAI 42 ci sono tre punti dove è presente il cavo: i primi due sono punti esposti, l’ultimo è un cavo lente che aiuta a scendere su terreno ripido e friabile quando si arriva al gigantesco ravaneto della ex cava dell'Usciolo poco sopra Casa Bonotti che da qui si comincia ad intravedere.
Attenzione a questo ultimo cavo perché in un punto all'inizio è sfilacciato e io mi ci sono trinciato tutte e quattro le falangi di una mano non avendo i guanti.
Finita la discesa del CAI 42 dominata a sinistra dall’imponente parete del Monte Pelato e superato questo ravaneto si ritorna in breve a Casa Bonotti e da questo punto in poi si ritorna al punto di partenza ripercorrendo l’esatto percorso fatto all’andata.
La durata di tutto l’itinerario dipende dal grado di allenamento, dai fattori ambientali e da quante persone fanno parte del gruppo di escursione tenendo presente che più gente c’è e più tempo ci vuole generalmente.
Io da solo ci ho impiegato poco meno di 5 ore ma ce ne possono volere anche 7.

1 comment

  • Foto di giovannasantini69

    giovannasantini69 23-apr-2019

    Complimenti Lorenzo,ci hai raccontato un’altra affascinante escursione.Le tue descrizioni sempre molto appassionate sarebbero un bel l’invito ad avventurarsi in un posto così interessante e ai più (come me) sconosciuto.Purtroppo conosco i miei limiti e quindi mi accontenterò di vedere questo itinerario attraverso la tua descrizione e le tue foto.Grazie Lorenzo sei un grande😁

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