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Uploaded 6 marzo 2019

Recorded marzo 2019

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vicino Vinca, Toscana (Italia)

A FINE '800 LA SOCIETA' WALTON INIZIO' L'ESTRAZIONE DEL MARMO ALLA BASE DEL MONTE BORLA E IL TRASPORTO DELLO STESSO VERSO MONZONE DOVE VENIVA POI LAVORATO FU RISOLTO DALLA CREAZIONE DI UNA INCREDIBILE VIA DI LIZZA CHE SCENDEVA ALLA VALLE DI VINCA DOVE PASSA IL TORRENTE LUCIDO SUPERANDO UNA PARETE VERTICALE SOPRANNOMINATA APPUNTO "IL BALZONE".
SUCCESSIVAMENTE FU COSTRUITA UNA TELEFERICA CHE RIUSCIVA A TRASPORTARE A VIAGGIO CIRCA 6 TONNELLATE DI MARMO CHE ERA POSTA IN QUELLO CHE ORA VIENE CHIAMATO "IL BELVEDERE" .
PIU' TARDI, CON L'AUMENTO DELLA RICHIESTA DEL MARMO, QUESTA FU ABBANDONATA E NEL 1924 NE FU COSTRUITA UN'ALTRA IN GRADO DI TRASPORTARE ADDIRITTURA 20 TONNELLATE A VOLTA.
SITUATA DOVE ADESSO C'E' UN BEL PIANORO PRATIVO DOVE SI TROVA LA CAPANNA DEL BALZONE, QUESTO NUOVO IMPIANTO ERA LUNGO UN KM E MEZZO E FACEVA SCENDERE IL MARMO DA 1050 METRI DI ALTEZZA A 400 METRI E TUTTO QUESTO IN CIRCA 30 MINUTI.
LA MANUTENZIONE ERA SCARSA E GLI INCIDENTI MORTALI MOLTO FREQUENTI FINCHE' NEL 1957, QUANDO SI RUPPE LA FUNE PORTANTE CON CONSEGUENTE PERDITA DEL CARICO, SI DECISE DI ABBANDONARE LA TELEFERICA (CHE FRA L'ALTRO NON ERA PIU' IN GRADO DI STARE DIETRO AI NUOVI RITMI DI ESTRAZIONE) E AL SUO POSTO FU REALIZZATA L'ATTUALE STRADA CHE DA CARRARA RAGGIUNGE FOCE DI PIANZA E QUINDI IL MONTE BORLA.

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L'ITINERARIO PARTE NEL FONDOVALLE NEI PRESSI DI VINCA DOVE SI PARCHEGGIA IN CORRISPONDENZA DI UN PONTE DI LEGNO (SCIVOLOSO SE UMIDO) E LO SI ATTRAVERSA SUPERANDO COSI LE LIMPIDE ACQUE DEL TORRENTE LUCIDO.
SIAMO SU UN SENTIERO NUMERATO CAI 196 CHE POI SAREBBE GIA' LA LIZZA DEL BALZONE ANCHE SE IL PUNTO SPETTACOLARE E' PIU' AVANTI.
DOPO QUALCHE CENTINAIO DI METRI SI INIZIA AD ENTRARE NELLA COSIDETTA CANALONGA E LA MARMIFERA PIAN PIANO AUMENTA DI PENDENZA....IN QUESTO PUNTO SI POSSONO NOTARE SULLA SINISTRA DELLE GRANDI FUNI D'ACCIAIO DELLA VECCHIA TELEFERICA.
AD UN CERTO PUNTO C'E' UN'INDICAZIONE SULLA DESTRA CON SCRITTO "BALZONE" MA NON SI TIENE IN CONSIDERAZIONE E SI VA AVANTI SEGUENDO I NON MOLTISSIMI SEGNI CAI (MA COMUNQUE EVIDENTI) DEL 196 CHE NON VA MAI ABBANDONATO.
CI AVVICINIAMO AD UNA PARETE DOVE UNA FRANA HA FATTO SCOMPARIRE UN BREVE TRATTO DI LIZZA PER CUI IL SENTIERO PER UN PO' E' MENO VISIBILE E FRA ALBERELLI BISOGNA FARE DUE O TRE PASSAGGI DI FACILE ARRAMPICATA.
LA PENDENZA E' DA ORA PIU' SOSTENUTA FINCHE' NON RAGGIUNGIAMO LA PARTE SCAVATA NELLA ROCCIA.
SI SALE AIUTANDOSI CON UN CAVO POSTO NELLA PARTE INIZIALE PERCHE' CON TERRENO UMIDO POTREBBE ESSERCI IL RISCHIO DI SCIVOLARE E SI SALE.
L'ESPOSIZIONE A DESTRA SI FA SEMPRE PIU' MARCATA MA NON LA SI AVVERTE IN QUANTO LA LIZZA E' ABBASTANZA LARGA (PIU' O MENO 3 METRI).
SONO PRESENTI DIVERSI FORI DI PIRO E LA COSA CHE VIEN DA PENSARE E' LA FATICA E IL RISCHIO CORSO DAI CAVATORI PER FAR SCENDERE IL MARMO A VALLE.
IN ALTO A DESTRA SI INTRAVEDE IL BELVEDERE DA DOVE PARTIVA LA VECCHIA TELEFERICA E SUPERATO UN PUNTO SPETTACOLARE DOPO UNA CURVA SI ENTRA IN NELLA GOLA TERMINALE DOVE SONO PRESENTI CAVI CORRIMANO (FILO ELICOIDALE NON AFFIDABILE) CHE AIUTANO PERCHE' E' FACILE TROVARE IN QUESTO PUNTO LE ROCCE UMIDE E SCIVOLOSE.
IN QUESTO PUNTO LA LIZZA E' PIU' STRETTA E SEMPRE MOLTO ESPOSTA.
ARRIVATI AD UNA FAGGETA PRATICAMENTE IN PARI SI NOTA SULLA DESTRA DEI MASSI CHE FORMANO UNA SPECIE DI PORTA; SI PASSA SOTTO DI ESSI, SI ATTRAVERSA UN PICCOLO LETTO DI TORRENTE ASCIUTTO E SI RISALE UN BREVE PENDIO SEGUENDO UNA TRACCIA DI SENTIERO PER POI GIUNGERE AD UN SENTIERO BEN EVIDENTE CHE IN BREVE PORTA AL BELVEDERE.
ARRIVATI A QUESTO TERRAZZINO PANORAMICO LA VISTA SULLA CANALONGA E SULLA LIZZA PERCORSA E' SPETTACOLARE COSI COME E' SPETTACOLARE LA VISTA SU VINCA, SUL PIZZO D'UCCELLO, PISANINO E GRONDILICE.
QUI SONO SEMPRE PURE PRESENTI ANCHE PICCOLE COSTRUZIONI ADIBITE AL LAVORO DI CAVA.
SI TORNA INDIETRO E SI PERCORRE IL SENTIERO E QUANDO SI ARRIVA AI RESTI DI UN VECCHIO PONTE IN PIETRA SI TORNA SULLA VIA DI LIZZA SEGUENDO I SEGNI DEL CAI.
GIUNTI SULLA VIA DI LIZZA LA SI PERCORRE PER UN PO' FINO A CHE, ANZICHE' SEGUIRE I SEGNI CAI CHE PORTEREBBERO A SALIRE VERSO SINISTRA, SI VA AVANTI (VEDI WAYPOINT E FOTO) FINO A TROVARE UNA STRADA STERRATA CON VISTA SULLE CAVE DEL MONTE BORLA.
SI TORNA INDIETRO FINO A RAGGIUNGERE UN BEL PIANORO PRATIVO DOVE E' PRESENTE LA CAPANNA DEL BALZONE (UNA SPECIE DI RIFUGIO).
QUI, A PARTE IL PANORAMA ECCEZIONALE, E' POSSIBILE VEDERE CIO' CHE RIMANE DELLA TELEFERICA COSTRUITA SUCCESSIVAMENTE OVVERO DUE BASAMENTI IN CEMENTO CHE SOSTENEVANO L'IMPIANTO E L'EDIFICIO DELLE MACCHINE DI TRAZIONE.
DA QUI BISOGNA ANDARE SUL CAI 39.
PER FARE CIO' BISOGNA RISALIRE IL PENDIO ERBOSO CHE SI TROVA A FIANCO DELLA CAPANNA E ANDARE A DRITTO SENZA SEGUIRE UN SENTIERO CHE NON C'E' E ARRIVARE IN BREVE A DEI RUDERI CHE SI COSTEGGIANO LASCIANDOLI ALLA NOSTRA SINISTRA (DA QUI HO FATTO UNA FOTO ALLA CAPANNA PER FAR CAPIRE LA LINEA DI PERCORSO DA SEGUIRE).
SUPERATI QUESTI PRIMI RUDERI CI SI TROVA SU UNA SPECIE DI SENTIERO IN PARI, MOLTO APERTO E CON VISTA SULLE CAVE DEL BORLA ANCHE SE IN REALTA' NON E' UN VERO E PROPRIO SENTIERO MA CIO' CHE RIMANE DI UN QUALCOSA DEL PASSATO LEGATO A QUESTI RUDERI.
ARRIVATI DOVE C'E' L'ULTIMO RUDERE LO SI LASCIA ALLA NOSTRA DESTRA (VEDI FOTO E WAYPOINT) E SI SALE LEGGERMENTE FINO AD INCONTRARE PRATICAMENTE SUBITO IL CAI 39.
IL CAI 39 IN QUESTO PUNTO E' L'EREDITA' DI UN PROGETTO DI COLLEGAMENTO FRA LA FOCE DI PIANZA E LA VALLE DI VINCA PER FORTUNA ABBANDONATO FIN DA SUBITO.
SI PERCORRE QUESTO TRATTO RIPORTANDOCI IN BREVE SUL VERSANTE DI VINCA, SOPRA IL BALZONE E AGGIRANDO LA PUNTA TRE UOMINI (CHIAMATA COSI PER LA PRESENZA DI TRE GRANDI OMETTI IN PIETRA POSTI ALLA SOMMITA').
AD UN CERTO PUNTO LA STRADA TERMINA E INIZIAMO A SCENDERE UN TRATTO DI SENTIERO RIPIDO MA SCALETTATO IN MEZZO AI FAGGI.
QUESTO E' IL COSIDETTO SENTIERO DEI CAVATORI IN QUANTO VENIVA PERCORSO DA CIRCA 200 CAVATORI GIORNALMENTE CHE DA VINCA ANDAVANO A LAVORARE ALLE CAVE DEL BORLA.
SI SCENDE REGOLARMENTE IL VERSANTE NORD DEL SAGRO FINO A TROVARE UNA DEVIAZIONE.
UNA INDICAZIONE INDICA VINCA A SINISTRA E QUESTO E' IL CAI 39 PIU' RECENTE CHE E' BEN VISIBILE E CONTROLLATO MA SICCOME SO CHE E' MENO PANORAMICO DEL VECCHIO CAI 39 (IN QUANTO PIU' BASSO E CON POCHI SCORCI APERTI) DECIDO DI IGNORARE L'INDICAZIONE E PROSEGUIRE A DRITTO.
LA SCELTA SEMBRA ESSERE INDOVINATA PERCHE' GLI SCORCI SONO ESAGERATI MA E' UNA SCELTA CHE DEVE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE QUESTE COSE:

1) IL SENTIERO E' BOLLATO DA SEGNI ROSSI E MOLTO SBIADITI
2) I BOLLI SONO VERAMENTE POCHI, SOLO SULLE ROCCE E VANNO SCOVATI ATTENTAMENTE
3) IL SENTIERO A TRATTI E' VERAMENTE POCO VISIBILE A CAUSA DI CADUTA ALBERI O SMOTTAMENTI

RIESCO A GIUNGERE AL BIVIO CHE MI RICOLLEGA AL CAI 39 NUOVO CON QUALCHE DIFFICOLTA' MA NON PIU' DI TANTO PERCHE' A DESTRA C'E' QUASI SEMPRE LA PARETE ROCCIOSA E PERCHE' SI VEDE SPESSO VINCA A SINISTRA PER CUI SI INTUISCE SENZA ECCESSIVI PROBLEMI DI ORIENTAMENTO DOVE BISOGNA ANDARE.
GIUNTI AL BIVIO CON IL NUOVO CAI 39 SI ATTRAVERSA UN PONTICELLO TUTTO ROTTO CHE PASSA SOPRA IL TORRENTE LUCIDO E SI SEGUE IL SENTIERO FINO A TROVARE LA STRADA DOVE E' PRESENTE LA CAPPELLINA E LA STATUA DELLA MADONNA DEL CAVATORE.
DA ORA ALL' AUTO (CIRCA 3 KM) SI SARA' SEMPRE SUL CAI 39 MA SU ASFALTO.
SI POTREBBE PENSARE AD UN TRATTO POCO INTERESSANTE DELL'ITINERARIO MA NON E' COSI' IN QUANTO SI ATTRAVERSA L'ABITATO DI VINCA CHE E' VERAMENTE UNA CHICCA E SI GODE CONTINUAMENTE DELLA VISTA DEL PIZZO DELL' AQUILA, DELLA CRESTA DI NATTAPIANA, DEL PIZZO D'UCCELLO, DEL GRONDILICE, DEL SAGRO E DELLA TORRE DEL MONZONE IN UNA CORNICE PIU' CHE ALPESTRE E NEL SILENZIO ASSOLUTO.
PASSATA VINCA SI SCENDONO ALCUNI TORNANTI E SI RITORNA AL PUNTO DI PARTENZA.
ESCURSIONE NON ECCESSIVAMENTE IMPEGNATIVA A PARTE LA LIZZA CHE E' FACILE MA SALE RIPIDAMENTE, SPECIE NELL'ULTIMA PARTE.
IL SEGNALE GPS CREA PROBLEMI SIA DENTRO LA CANALONGA CHE PER QUASI TUTTA LA LIZZA DEL BALZONE E POI ANCHE QUANDO CI SI TROVA SUL CAI 39 NEL BOSCO (DOVE SI TROVA IL BIVIO CAI 39 E VECCHIO CAI 39).
IN PRATICA CI SONO PROBLEMI DI SEGNALE LADDOVE SI E' IN MEZZO ALLE PARETI ROCCIOSE PERCHE' IL SEGNALE RIMBALZA SU DI ESSE ANCHE SE QUESTO NON E' UN GRANDE PROBLEMA ESSENDO UN ITINERARIO CHE NON CREA PROBLEMI DI ORIENTAMENTO.

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