Tempo  10 ore 17 minuti

Coordinate 275

Caricato 21 settembre 2019

Recorded settembre 2019

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974 m
220 m
0
2,9
5,8
11,63 km

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vicino Forno, Toscana (Italia)

Pur non raggiungendo una cima apuana molto elevata (il Monte Castagnolo: metri 1011) e neppure molto conosciuta, questa escursione abbastanza impegnativa è stata molto interessante e per quanto mi riguarda molto importante perché ho avuto modo di conoscere Paolo e sua moglie Manuela (qui su wikiloc con il nome di Sweetbear) persone alla mano e di grande esperienza escursionistica e alpinistica che pubblicano le loro escursioni anche sul sito www.viaggiemontagne.it il quale in molte occasioni ha rappresentato una guida e uno spunto per elaborare nuove idee.
Il punto di partenza è in un piccolo spiazzo sovrastato dall’elegante monolite chiamato “Pizzo del Cotonificio” o “Pizzacuto” poco prima della Filanda di Forno (o ex cotonificio Ligure), una vecchia struttura (adesso museo di archeologia industriale) situato lungo la sorgente del fiume Frigido e costruito a fine ‘800 dove si lavorava il cotone sfruttando l’abbondante e continuo approvvigionamento d'acqua necessario per le varie fasi di lavorazione.
Superato il ponticello in ferro che attraversa il fiume ci troviamo già sul sentiero CAI 154 che non lo abbandoneremo mai fino alla cava di onice.
Inizialmente si passa fra alcune costruzioni per poi salire un tratto scalinato che per buona parte costeggia un alto muro che delimitava la zona di proprietà del cotonificio.
Dopo si passa da una zona caratterizzata da terrazzamenti un po’ trascurata dopo di che ci si inoltra nel bosco dove il sentiero è molto piacevole in quanto sale gradualmente alternato da tratti sul pari ed è sempre ben tenuto e segnato. La parte bassa del sentiero è in ombra, in ambiente un po’ umido e senza vedute particolarmente significative ma man mano che si sale di quota si aprono bellissimi scorci su alcune vette apuane tipo il Sagro e il Grondilice.
Il punto panoramico per eccellenza di questo tratto è però rappresentato dal Pizzo della Bandiera (470 metri) una cresta rocciosa che si affaccia su Forno dalla quale si gode di un panorama molto bello su un maggior numero di vette apuane…il Sagro, il Grondilice ma anche il Contrario e il Cavallo.
La salita continua sempre molto piacevole fino ad arrivare alla località Pian dei Santi dove sono presenti dei ruderi testimonianza che questa località era anticamente un borgo dove abitavano i cavatori che lavoravano alla vicina cava di onice.
In questo punto non manca la vista del mare e siccome si stanno aggirando il Monte Cipolla e Monte Girello in direzione della vallata di Resceto cambia anche la vista delle vette apuane infatti da ora in poi al posto delle prima citate cime il nostro sguardo apprezzerà la mole della Tambura, del Sella, del Macina ma anche dell’Altissimo e di tutta la cresta degli uncini fino al Carchio.
Da Pian dei Santi si prosegue su sentiero non CAI, segnato sporadicamente da segni rossi ma sempre abbastanza visibile che in breve ci porta all’ingresso della cava di onice che merita una visita (portare pila frontale). Informandomi però va detto che in realtà il materiale scavato era un calcare stratificato con colorazione particolare che lo faceva somigliare al più prezioso onice (una varietà di quarzo che è una roccia silicea e non calcarea).
Si continua su questo sentiero che attraversa alcuni ghiaioni domati da caratteristici muri di contenimento e da alcuni tratti dove è ben visibile quella che sembra essere una specie di antica via di lizza.
Il sentiero a questo punto sale e oltrepassa alcuni spuntoni rocciosi aggirando le pendici del soprastante Monte Girello fino a congiungersi con il sentiero CAI 161 proveniente da Resceto da dove si gode della bella vista del vicino Monte Castagnolo e sui terrazzamenti sottostanti dove in passato ci coltivavano.
Si va a sinistra e si continua a salire immersi in un bellissimo bosco di pini che sembrano abeti vista la loro forma.
La salita è sempre molto piacevole e in breve si arriva (poco prima di alcune rocce) al bivio dove andando a destra si proseguirebbe per la cengia del Castagnolo mentre proseguendo dritto si va sulla cima del nostro monte.
Per ora si prosegue a dritto e dopo qualche tornante fra le rocce si arriva alla seconda cima del Castagnolo che è pochi metri più bassa di quella principale (poco più di 1000 metri).
Si prosegue per la breve cresta che divide le due cime per raggiungere la cima principale che è ancora più panoramica.
La cresta è inizialmente rocciosa costituita da grandi massi ma è facile da superare in quanto basta aggirarli prima calandosi leggermente, poi andando a destra in leggera esposizione per un paio di metri, poi a sinistra passando fra due grandi massi e infine aggirando l’ultimo masso mantenendo sempre la sinistra facendo un pò di attenzione perché il passaggio è stretto e un po’ esposto su un pendio erboso ripido.
Giunti alla cima principale la vista è eccezionale e spazia a 360° praticamente su tutte le vette apuane e il mare…chi lo avrebbe detto visto che siamo a soli 1011 metri!.
Se la giornata è limpida si riescono a vedere in successione e nitidamente: le Cinque Terre, il Monte Brugiana, il bacino marmifero di Miseglia, il Maggiore, lo Spallone, il Sagro, il Picco di Navola, il Grondilice, il Contrario, il Cavallo, la Tambura, il Sella, il Macina e ovviamente la vicina Cima della Croce, la Mandriola e molte vie di lizza famose tipo quella del Padulello e la storica Via Vandelli.
Si torna sui propri passi e si ripercorre il tratto già percorso fino al bivio che porta alla cengia del Castagnolo.
Si segue quella che sembra essere inizialmente una traccia dentro il bosco che però ben presto sparisce; bisogna quindi proseguire tenendo presente che non bisogna perdere di dislivello.
Facendo cosi si arriva ai resti di un rudere addossato alla parete e usciti ormai dal bosco bisogna oltrepassarlo proseguendo mantenendoci sotto le rocce e puntando ad un evidente spalla erbosa seguendo una labile traccia in mezzo a rovi in una zona che di recente è stata certamente colpita da un incendio. Una volta raggiunta questa spalla erbosa di fronte a noi si trova un precipizio con vista su Resceto che fa impressione. Per poter proseguire ci caliamo di qualche metro verso sinistra sino a trovare l'evidente inizio della cengia (masso piatto con spit).
La cengia è molto esposta e si svolge su terreno smosso per circa 100 metri su una parete verticale che precipita per circa 300/ 400 metri senza interruzioni. La prima parte della cengia è larga meno di un metro e un punto è addirittura largo non più di 30 cm ed è assistita da un utile cavetto metallico che funge da corrimano ma niente di più. Terminato il cavo, il percorso si fa piu' agevole. Si incontra una interruzione, dovuta ad un masso caduto che pero' possiamo superare agevolmente lato monte. Al di la' del masso si trova un altro tratto caratteristico in quanto siamo costretti a procedere carponi, con quello che puo' essere definito un "passo del gatto" vero e proprio.
Finita la cengia che aggira il Castagnolo segue una ripida discesa al termine della quale si traversa l’inizio di un canale.
L’idea iniziale era quella di proseguire su una traccia (all’inizio evidente) che costeggiando le rocce faceva (in teoria) traversare pendii di paleo ripidissimi e una volta aggirata un’ altra spalla erbosa giungere alla base di un largo invaso risalito il quale si sarebbe arrivati alla panoramica Casa Castagnolo per poi proseguire per la Foce della Vettolina passando dal "Viottolo della Mandriola" e da li fare rientro a Forno.
Proseguendo però su questa traccia ho visto che essa sparisce dopo poco in quanto ricoperta da arbusti per cui, considerando le difficoltà incontrate da mia moglie sul terreno ripido ed esposto, il tempo perso e vista l’ora ho preferito, di comune accordo con Paolo, scendere verso Resceto su un vecchio e praticamente abbandonato sentiero.
Mi sono però ripromesso che ritornerò qui per completare il giro magari partendo da Resceto che è più vicino perché con calma so di sicuro che la possibilità di proseguire c’è e infatti su alcune mappe il “sentiero” risulta esserci.
Abbandonata quindi l’idea di proseguire su quella traccia se ne individua un’altra più bassa che costeggia il canale alla sua sinistra, canale che nel frattempo si è fatto molto incassato e quindi questa traccia percorre tratti abbastanza ripidi ed esposti in due punti attrezzati da corde fisse che sono stabili ma non rappresentano una garanzia in quanto non si sa da quanto tempo siano state messe li.
Si scende seguendo intuitivamente quella che sembra essere una traccia per poi voltare a destra fino ad entrare nel letto del canale. Si segue il letto del canale per un po’ abbastanza agevolmente fino a che non si restringe ed è quasi invaso da dei rovi e dove è presente un salto di circa 2/3 metri che si preferisce evitare andando verso destra e traversando per circa 50 metri un pendio di paleo e roccette piuttosto ripido.
A questo punto senza una via obbligata si inizia a scendere senza allontanarsi troppo dal canale che a questo punto si trova alla nostra sinistra lontano una cinquantina di metri fino a trovare una strada sterrata.
Si prende la strada e si va a destra per circa 200 metri fino a trovare il sentiero CAI 161 proveniente da Resceto (che si trova più in basso) che lo attraversa e che si segue andando a destra nel bosco in risalita.
Dopo aver fatto alcuni tornanti si passa dai terrazzamenti che si vedevano sotto il Castagnolo e dopo poco si arriva finalmente al bivio che porta alla cava di onice e quindi si ritorna a Forno percorrendo lo stesso sentiero fatto all’andata.
Percorso di medio impegno fisivo e facile tecnicamente fino alla vetta del Castagnolo purchè sufficientemente allenati ma impegnativo dall’inizio della cengia in poi in quanto si svolge su terreno ripido, esposto e non segnato.
Ci abbiamo messo poco più di 10 ore considerando le pause e i notevoli rallentamenti di mia moglie che come già detto non ha molta esperienza di trekking e soprattutto del camminare su certi tipi di terreno. Credo quindi che questa escursione si possa fare in circa 8 ore.
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Filanda di Forno

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Vista del Grondilice (a destra)

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Sul CAI 154

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Punto panoramico (Pizzo della Bandiera)

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Panorama su vette apuane

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Pian dei Santi

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Carrucola

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Grotta d'onice

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Sul sentiero non CAI

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Sul sentiero non CAI

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Sul sentiero non CAI

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Sul sentiero non CAI

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Sul sentiero non CAI

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Sul sentiero non CAI

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Innesto nel sentiero CAI 161

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Sul CAI 161

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Bivio cengia Castagnolo

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Seconda cima Monte Castagnolo 1003 metri

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Prima cima Monte Castagnolo metri 1011

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rudere

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Verso la sella erbosa prima della cengia del Castagnolo

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Il tratto percorso fotografato dalla sella erbosa

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Inizio cengia del Castagnolo

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Masso

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Parete strapiombante cengia

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Discesa verso il canale

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Discesa dal canale

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Bivio per CAI 161

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