Coordinate 1958

Caricato 4 luglio 2020

Registrato luglio 2020

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831 m
361 m
0
2,7
5,4
10,7 km

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vicino a Olcio, Lombardia (Italia)

S3E16, 28/6/2020

Partenza: parcheggio a Somana, frazione di Mandello del Lario.
Usciti dal parcheggio saliamo a destra su via di Era e proseguiamo sullo stretto vicolo della Contrada di Sonvico. Giunti nei pressi di una cappelletta, scendiamo e andiamo a sinistra, seguendo le indicazioni, verso un piccolo parcheggio nei pressi di un lavatoio. Qui scendiamo in via dell'Acqua Bianca e, poco più avanti, lasciamo l'asfalto per imboccare il Sentiero del Fiume.
Più avanti, teniamo la sinistra seguendo le indicazioni per il 15B (proseguendo sulla destra si oltrepassa il torrente e si giunge a Rongio).
Il sentiero procede nel bosco, alternando brevi salite a tratti in discesa e pianeggianti, senza particolari difficoltà tecniche.
Raggiungiamo il primo guado, che segna l'inizio del Sentiero del Fiume vero e proprio, in mezzora di camminata dal parcheggio. Da qui in avanti, il sentiero risale il corso del torrente Meria intersecandolo più volte.
Dopo circa mezzora dal primo guado, superate diverse pozze e cascate, giungiamo nei pressi di una bellissima pozza, particolarmente profonda: non ci lasciamo sfuggire l'occasione e ne approfittiamo per fare il bagno.
Riprendiamo il cammino sulla riva opposta e continuiamo a risalire il corso del torrente, superando di volta in volta brevi tratti attrezzati con catene e infissi che facilitano il superamento dei tratti più scivolosi e a ridosso del fiume.
Giunti nei pressi di una grossa cascata, il sentiero risale ripido sulla destra. Imbocchiamo una deviazione sulla sinistra che scende fino alla base della cascata, dove facciamo una sosta. Quindi, ci riportiamo sul sentiero principale e continuiamo a salire.
Raggiunta la cima della cascata, ci troviamo nel tratto più esposto del percorso: il sentiero è stretto e la gola scavata dal torrente alla nostra sinistra è ripida e profonda. In ogni caso si tratta di un tratto breve e facilitato dalla presenza delle catene.
Più avanti, superiamo altri tratti di roccette con catene, fino a giungere all'altezza di due marmitte dei giganti perfettamente tondeggianti, visibili sotto di noi. Continuiamo a pelo d'acqua, per poi guadare nuovamente.
Da qui il sentiero si stacca dal fiume e sale più in quota lungo il pendio boscoso. Un paio di infissi facilitano il superamento di una piccola valletta laterale. Continuiamo fino a giungere nei pressi di una modesta cascata.
Qui inizia un tratto abbastanza ripido di roccette da superare con l'aiuto delle catene, che termina nei pressi di uno spiazzo nei pressi della base dell'ultima, ampia cascata.
Proseguiamo sulla sinistra su un ripido sentiero che, dopo alcuni tornantini, sbuca sul sentiero 15 proveniente dal Santuario di Santa Maria, come segnalato.
Noi andiamo a destra e giungiamo in breve all'Alpe di Era, un pianoro dove si trovano una chiesetta, diverse baite e una fontana. Qui ci fermiamo per il pranzo.
Per la discesa, torniamo sui nostri passi fino all'intersezione, e continuiamo sul sentiero 15 (sconsigliamo di percorrere il 15B in discesa).
Poco più avanti, facciamo una piccola deviazione sulla sinistra, che permette di raggiungere un costone roccioso a strapiombo sulla valle. Si tratta di un punto molto esposto, che richiede il superamento di una roccia posta sul sentiero, quindi raccomandiamo cautela.
Tornati sul sentiero principale, questo si fa discendente per un tratto, ma richiede subito dopo di recuperare la quota perduta, mentre costeggia una ripida parete rocciosa. Siamo all'altezza della prima ampia cascata, che vediamo sotto di noi.
Da qui il sentiero scende fino al Santuario di Santa Maria, che visitiamo. Si tratta di un punto molto panoramico con vista sul lago e Mandello.
Continuiamo la discesa sul sentiero della via crucis. Giunti a un incrocio, ignoriamo la strada in salita sulla destra e il sentiero a sinistra nella direzione opposta, continuando sul sentiero discendente (c'è un ultima traccia ma è chiusa da una rete). Giungiamo nei pressi dell'Agriturismo La Selvaggia, che segna il ritorno alla civiltà. Continuiamo la discesa fino a giungere a Somana, sulla Contrada di Sonvico, da cui è possibile fare rapidamente ritorno al parcheggio.

Nota: il primo tratto dell'itinerario, fino al primo guado, non presenta particolari difficoltà tecniche. Da qui, il sentiero è di tipo EE per via di alcuni tratti che richiedono di puntare i piedi sulle rocce e usare le catene per salire. Prestare attenzione nei tratti più esposti.
Parcheggio

Parcheggio

Fontana

Lavatoio

Waypoint

Imbocco Sentiero del Fiume

Fiume

Primo guado

Fiume

Pozza profonda

Cascata

Base della cascata

Rischio

Tratto esposto

Waypoint

Salita versante W

Cascata

Ultima cascata

Intersezione

Intersezione 15/15B

Sito religioso

Alpe di Era

Rischio

Costone panoramico

Sito religioso

Santuario di Santa Maria

3 commenti

  • Foto di Blackhole75

    Blackhole75 6-lug-2020

    Ciao. Soffro di vertigini ma mi piacerebbe farlo. I punti esposti sono tutti attrezzati? Se mi porto l’imbrago c’è dove attaccarsi? Grazie
    Ale

  • Foto di murales93

    murales93 7-lug-2020

    Ciao, nei punti a mio avviso più esposti (risalendo la cascata e le marmitte dei giganti) ci sono le catene a cui potresti attaccarti. Tuttavia non sono presenti su tutto il percorso, e dal momento che la soglia delle vertigini è abbastanza soggettiva non ti posso garantire che non ti trovi a disagio in qualche punto non attrezzato. Ti direi di provare, mal che vada rinunci all'arrivo, ma già dal primo guado il paesaggio secondo me merita.

  • Foto di Blackhole75

    Blackhole75 7-lug-2020

    Grazie. Proverò

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