Tempo in movimento  2 ore 35 minuti

Tempo  4 ore 33 minuti

Coordinate 1626

Caricato 15 febbraio 2020

Registrato febbraio 2020

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878 m
390 m
0
2,4
4,9
9,73 km

Visualizzato 88 volte, scaricato 3 volte

vicino a Givoletto, Piemonte (Italia)

Fatta in data 15/02/2020

DESCRIZIONE
Il massiccio fra le valli Susa e Lanzo storicamente era densamente abitato e una ricca rete di sentieri serviva l’economia pastorale, agricola ed estrattiva. Alcuni erano poco più che tracce ma molti erano fatti per durare nei secoli, con muretti a secco, e lastricati con grandi massi.
Chiaramente nessuno puntava ad arrivare in vetta, ma servivano a collegare due paesi fra di loro o a raggiungere i punti di interesse con il minimo sforzo.
Una parte di questo patrimonio è diventata oggi ufficialmente sentiero ma l’altra è lasciata a sé stessa. Continuare a usufruirne permette di preservare un patrimonio storico dal degrado, mantenendoli fruibili, prima che vegetazione e smottamenti li inghiottano.

L’itinerario proposto segue all’80% sentieri di questo tipo; il divertimento è quello di orientarsi malgrado l’assenza di segnali, scovando il sentiero anche quando la vegetazione si fa un po’ prepotente.

Consigliato in inverno, quando l’erba, che d’estate arriva alle spalle, è ormai abbattuta. Le difficoltà di orientamento fanno qualificare il sentiero come impegnativo, anche se non risulta mai esposto.

AVVICINAMENTO
Uscire dalla tangenziale a Pianezza,
prendere la statale 24 fino alla rotonda di Alpignano. Proseguire per Valdellatorre. Prima di arrivarci, alla seconda rotonda girare a destra verso Givoletto. Prima di arrivare al centro del paese, prendere via Avigliana dove si può parcheggiare.


ITINERARIO
Risalire via Avigliana fino alla fine, voltare a sinistra. Dopo poco prendere a sinistra un sentiero non segnalato che si inerpica sulla scarpata (waypoint 1).
Il percorso segue un antico sentiero rurale, poi costeggia la recinzione di una villa, e poi continua ripido lungo una delle dorsali che scendono dal monte Barone (wp3).
Si raggiunge la zona dell’antica cava di magnesite. La zona è un parco giochi per i ciclisti che hanno lasciato diverse tracce (wp6). Occorre continuare tenendosi sul crinale oppure sul versante a nord.
Continuare fino a incrociare il primo sentiero balcone del monte Barone (che arriva da Valdellatorre) che si imbocca verso sinistra, in discesa, nel bosco di conifere, per raggiungere dopo un po’ di saliscendi (più scendi che sali) il sentiero principale per il Monte Barone.
Lo si percorre in salita per un breve tratto. Purtroppo l’antico selciato è tutto rovinato dal fluire delle acque, ma anche dal passaggio dei fruitori del Monte barone (non solo pedoni, anche ciclisti, Motociclisti e cavalli; fra tutti gli sport praticati in questa palestra a cielo aperto solo i parapendii non incidono sui sentieri wp 10).
Al fondo di un rettilineo si abbandona il sentiero per il Monte barone, che continua a sinistra, e si procede diritti nel bosco in salita.
Si raggiunge in questo modo il colletto che c’è alle spalle del Monte barone. Avendo tempo si può proseguire, salire al Monte Rosselli poi scendere alla bassa delle sette e raggiungere il monte Lera.
Il nostro itinerario invece prosegue verso destra su un sentiero in dolce salita e poi in dolce discesa (salvo alcuni punti ripidi) che aggira il monte Rosselli. Da questo punto in avanti l’erba alta che ricopre le pendici del Monte ha in molti punti occultato il sentiero. Occorre fare attenzione e intuire la direzione giusta. In inverno si tratta di poche decine di metri poi si ritrova il sentiero, ma mi immagino che in estate l’impresa sia molto complessa. Bisogna anche fare attenzione a molte tracce che si dipartono dal sentiero e che non sono segnate neppure sulla cartina dei fraternali. Nel dubbio scegliere Sempre l’alternativa in discesa verso destra. Al massimo si imbocca una scorciatoia.
Quando il sentiero è ormai in discesa e ha piegato nettamente verso sinistra, sulla destra si diparte una scorciatoia che permette di tagliare il lungo anello che si fa per aggirare un valloncello. Non bisogna però scordare che in discesa l’erba mangia-sentieri è anche scivolosa, per cui io ho preferito il sentiero più lungo.
Dopo aver superato un ruscello, il sentiero si immette nel sentiero balcone sopra Givoletto. A quel punto si gira a destra. Quando si incontra la deviazione per tornare a Givoletto, si prosegue invece diritto fino a raggiungere Il sentiero principale per il Monte barone, poco più a valle di dove lo abbiamo preso in salita. Lo si percorre in discesa fino a raggiungere l’asfalto in via Borgonuovo. Percorrere in discesa strada Borgonovo fino in fondo. Poi girare a destra in via Rivoli e infine girare di nuovo a destra in via Val della torre per raggiungere Via Avigliana.
Intersezione

1 l’inizio del sentiero

Il sentiero appare come una traccia subito sopra la strada
albero

2 Ma non eravamo in montagna? Dove sono finiti abeti e querce

picco

3 Monte Barone

Il picco visto dal bosco resa spettrale dal fuoco del 2018.
fotografia

4 il panorama verso Givoletto

fotografia

5 chi sono quei personaggi di pietra?

Saranno dei briganti trasformati in pietra da una fata? In questa zona le pietre contengono minerali ferrosi, per cui nei secoli assumono un colore ruggine. Ma il loro cuore è grigioverde, per cui l’aspetto è proprio pittoresco!
Intersezione

6 tracce di mountain bike sulla sinistra

Sui conoidi e nei calanchi scavati nell’antica cava i ciclisti si divertono. Il sentiero da seguire prosegue a destra scavallando verso il versante a nord.
Intersezione

7 sentiero balcone basso

Si imbocca verso destra nel bosco di conifere, il sentiero balcone basso (che arriva da Valdellatorre).
Fiume

8 Sorgente

Anche nella stagione secca, quando sono mesi che non piove, questi monti alimentano sorgenti permanenti. Poco a monte di questa risorgiva un gabbiotto dell’acquedotto capta queste gocce preziose
Intersezione

9 sentiero per il monte Barone

Immettersi nel sentiero e girare a sinistra in salita
fotografia

10 Il fondo lastricato ormai sconnesso.

Intersezione

11 il sentiero per il colle alle spalle del monte Barone

Proseguire diritto, abbandonando il sentiero per il monte Barone, che prosegue a destra
Intersezione

12 Il sentiero che aggira il monte Rosselli

Svoltare a destra. Andando a sinistra si raggiungerebbe il sentiero che in discesa porta al monte Barone e a sinistra al monte Rosselli.
panoramica

13 Viste sul monte Barone e il Musiné

fotografia

14 sembra di camminare in un pagliaio!

In estate individuare il sentiero deve essere arduo.
fotografia

15 chi si è rubato il sentiero?

picco

16 il monte Lera

La prossima volta provo ad arrivarci!
Intersezione

17 scorciatoia

Volendo si può tagliare un pezzo dell’ampia curva. Ricordarsi però che l’erba secca è molto scivolosa in discesa.
fotografia

18 un tratto ben conservato dell’antico splendore

albero

19 la prima viola dell’anno

Intersezione

20 il sentiero balcone sopra givoletto

Nessuna indicazione ricorda il sentiero appena percorso! Su questo sentiero impossibile sbagliarsi. Ma il fondo è scomodo perché scavato e sassoso.
Intersezione

21 sentiero per givoletto

Noi si prosegue diritti Per andare a Givoletto svoltare a sinistra
Intersezione

21 La scorciatoia del Wp 17 arriva qui

Noi si prosegue diritti
Intersezione

22 La scorciatoia della scorciatoia

Qui, secondo la cartin, arriverebbe la scorciatoia della scorciatoia. Non saprei se consigliarla perché, anche se permette di risparmiare moltissima strada, è veramente poco segnata. Dalle foto si vede che si nota una traccia a valle del sentiero, ma non si vede il sentiero che arriva dall’alto
Intersezione

23 Il sentiero per il Monte barone

Qui ci si ri-immette sul sentiero principale per il Monte barone, poco più a valle rispetto al punto dove lo abbiamo imboccato all’inizio della gita

Commenti

    Puoi o a questo percorso