Tempo in movimento  3 ore 3 minuti

Tempo  3 ore 8 minuti

Coordinate 2780

Caricato 3 febbraio 2019

Recorded febbraio 2019

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109 m
24 m
0
4,1
8,2
16,36 km

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vicino Marconia, Basilicata (Italia)

Taciti, soli, sanza compagnia n'andavam l'un dinanzi e l'altro dopo, come frati minor vanno per via. Così padre Dante da' inizio al XXIII canto dell'inferno. E non poteva non venirmi in mente all'inizio di questo nuovo percorso. Perché se padre Dante poteva almeno contare sulla compagnia di Virgilio, in questa avventura non ho potuto contare sul sostegno di nessuno. Chi impegnato per lavoro, chi per studio, chi con la madre... ho percorso questi chilometri, per l'appunto, "tacito, solo, sanza compagnia". Un percorso semplice - mi ero ripromesso - tutto e solo asfalto, per ammirare i primi timidi segnali di primavera. E per un po' tutto è andato secondo i piani. Calendule, primule, trifoglio in fiore, animali al pascolo... dalla sicura strada asfaltata i segnali di una primavera ormai alle porte si percepivano eccome! Al sesto chilometro, però, qualcosa è andato storto. Alla mia sinistra, un lungo sentiero in terra battuta si snodava sinuoso verso l'alto. I piani mi imponevano di andare avanti e proseguire sulla comoda e sicura strada asfaltata. Il diavoletto tentatore che divide con me le stanze del cuore, però, non era d'accordo. Ed essendo assai persuasivo, eccomi cedere alle sue pressioni ed imboccare questo sentiero sconosciuto e non preventivato. I sentieri, però, se non precedentemente studiati, possono risultare assai pericolosi. Ed infatti, ad un certo punto, mi sono perso. Gira, rigira, torna indietro... ma dove ero finito? Davanti a me solo una infinità di alberi di olivo ed arance.
La fortuna però ad un certo punto ha giocato a mio favore ed una guardia giurata che presidiava non ho ben capito cosa in quel luogo dimenticato da Dio e dagli uomini, mi ha indicato come uscire dal labirinto in cui mi ero intrappolato e tornare sulla strada. Di qui raggiungere Marconia, mentre il sole scendeva a picco dietro le cime innevate del Pollino, è stato un gioco da ragazzi.
Il fatto è però che dal sentiero in terra battuta di cui sopra si dipartitava un'altro sentiero, dall'aspetto assai accattivante, che saliva lungo la cima di un promontorio che reclamava a tutti i costi di essere visitato.
Ciò significa che prima o poi (più prima che poi, direi), per puro spirito di cortesia, dovrò ritornarci. E questa volta mi auguro non "tacito, solo, sanza compagnia".
Casa colonica abbandonata
Campo di scarola
Calendule in fiore
Campo di fave
Puledri al pascolo
Imbocco del sentiero in terra battuta
Tempa di località Incoronata
Prosieguo del sentiero in terra battuta
Punto in cui mi sono perso
Che macchinario è?
Rudere

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