Difficoltà tecnica   Impegnativo

Tempo  5 ore 3 minuti

Coordinate 450

Uploaded 12 agosto 2016

Recorded luglio 2016

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2.859 m
1.673 m
0
2,3
4,7
9,36 km

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vicino Rein in Taufers, Trentino - Alto Adige (Italia)

Questo è un altro giro nato per caso, ma veramente per caso, ed ultimamente mi capita spesso; basta aprire la cartina desiderata (non è istigazione all’uso della cannabis), ungere l’indice con la vaselina (saprai già che è un’in….ta), e toccare ad occhi chiusi un punto qualsiasi della mappa… tutto il resto è ricerca sul “campo”.

Ma andiamo con il solito disordine…

Anche stamattina il tempo non è proprio quello sperato, anzi, quando partiamo dalla nostra base pusterese scende pure qualche goccia d’acqua, ma come tutti gli irriducibili della montagna, mi affido a Madre Natura affinché ci sia almeno una “tenuta” parziale della giornata cos’ da permettermi questa esplorazione…ed in effetti…

Quando parcheggiamo al Knuttenparkplatz il cielo è ancora abbastanza coperto, e la leggera pioggerella che ci ha accompagnato sin da Bruneck sembra stia scemando quel tanto che basta per essere declassata al solo tempo “emmerda” (scala Uragani), scendiamo allora dalla macchina con una certa baldanza e cominciamo la vestizione (Fashion by Papa Paolo VI).

Come da palina, il cammino si snoda sin da subito sul ripido sentiero che porta verso la Durraalm, bella malga che domina la vallata e che fa da punto di snodo nella Durreckgruppe, e la mia signora (insieme a Olmo), oggi mi fa da “lepre” salendo bella spedita sino al punto in cui come da accordi presi in precedenza ci divideremo, la Durraalm appunto.
Con un passo decisamente allegro, arriviamo alla malga con una buona mezz’ora di anticipo rispetto alle indicazioni, tanto che, i gestori del posto sono più indaffarati a curare il bestiame al pascolo che a versare Radler nei bicchieri. E’ comunque più un orario da colazione che da birra, gli alcolici a quest’ora del mattino sarebbero roba per etilisti incalliti ( sia detto con rispetto eh,eh,eh)…

Giusto il tempo di bere un sorso d’acqua e si prosegue in direzione della Knuttenalm, meta odierna di Nadia, e fatte poche decine di metri, un bivio divide de facto il gruppo; Nadia trascina letteralmente Olmo verso la sua direzione (il Tato era più propenso a seguire le orme del sottoscritto), mentre io mi immetto sul sentiero che porta alla Weisse Wand (Croda Bianca). A dopo bestiacce…

Mentre prendo quota con una certa velocità, il silenzio mi circonda e non si vede anima viva ad occhio nudo, per farvi capire meglio, ci sono più peli sul culo di un Babbuino che persone sul tragitto!

Dopo un’ora di cammino mi ritrovo sul Bretterscharte (Passo) , dove una piccola croce depista gli escursionisti meno attenti, in tanti la scambiano per la vetta della Weisse Wand, ma la Weisse si trova cento metri dopo al croce e la si raggiunge seguendo una cresta particolarmente affilata. Se non avete un passo sicuro e assenza di vertigini, evitate di correre rischi inutili…

Giusto il tempo di fare qualche foto e di firmare il libro dello Bretterscharte, ed ecco comparire davanti ai miei occhi due giovani donzelle pusteresi arrivate su come delle lippe impazzite; dopo un cortese saluto condito da qualche breve dialogo ed io riparto , mentre loro ritornano alla loro auto più veloci che mai!
Sino ad ora il tempo è stato più che clemente, ma nel momento meno opportuno, una spessa nuvola copre proprio la cima su cui io vorrei appoggiare il mio dolce deretano, e questo non è proprio quello che speravo visto che il sentiero non esiste e bisogna procedere valutando bene da che parte affrontare la salita.

Ma visto che siamo in ballo…balliamo!


Per i primi quindici minuti la traccia è abbastanza evidente, ma dopo aver incontrato i primi “ometti” bisogna scegliere il lato di salita; proprio in questo momento una leggera folata di vento viene in mio soccorso spostando le nuvole di qualche centinaio di metri, ed io, ho tutto il tempo (quasi) per decidere che fare.

Qua la salita è abbastanza ripida, e va da se che la testa guarda più a basso che in alto, così per errore seguo gli ometti e mi porto quasi in cresta dove ci sono alcuni passaggi su roccia di II°, roccia umida oggi da evitare.

Così mi abbasso quel tanto per viaggiare quasi in traverso, incappo in un piccolo nevaio scivoloso, e anche qua devo abbassarmi leggermente di quota per aggirare l’ostacolo, riprendo a salire senza vedere la meta ( si va a sensazioni), e da qua in poi gli sfasciumi, il terriccio instabile e le rocce marce saranno la mia compagnia sin quasi in vetta.

Non so se ho scelto la via migliore di salita, sta di fatto che dopo 30 minuti di cammino dal Bretterscharte mi ritrovo miracolosamente in vetta, dove un Camoscio mi da un benvenuto veloce prima di darsi alla macchia.

Giusto il tempo di fare la classica foto che immortala l’avvenuta “conquista”, e via che si ritorna… altri nuvoloni stanno sopraggiungendo e la cosa non mi piace per niente, visto i problemi che mi hanno creato nell’andata.
Scendo così abbastanza veloce sino al piccolo nevaio tra le nuvole, e proprio mentre sto per “ciccare” il lato di discesa, ecco che Eolo oggi mi fa il secondo regalo…il cielo si apre quel tanto che basta e mi fa ritrovare la retta via! Bella lì… adesso non mi resta che ritornare all’auto, Olmo ha scassato i maroni a Nadia ed è voluto tornare indietro dalla Knuttenalm prima del previsto. Sono sicuro che era incazzato perché non l’ho portato con me!

Nota 1): Giro molto interessante da affrontare possibilmente con il cielo sgombero da nuvole; sino al Passo non ci sono problemi, poi si va all’avventura, ma non è lungo il tragitto per arrivare sullo Schwarzerspitz. State attenti al terreno instabile e alle rocce veramente marce.


Nota 2): Cose a caso & chi se ne frega!



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A’ la prochaine! Menek & Co.
  • Foto di Rein in Taufers
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