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Coordinate 1863

Caricato 9 marzo 2020

Registrato marzo 2020

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479 m
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7,1
14
28,25 km

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vicino a Busca, Piemonte (Italia)

CENNI STORICI
(tratto da: https://www.regione.piemonte.it/web/sites/default/files/media/documenti/2018-10/busca_dronero.pdf )

Con l'avvio della realizzazione della Cuneo-Saluzzo, si intensificarono le richieste di Dronero e delle valli Maira e Grana per ottenere la costruzione di una tratta ferroviaria che collegasse Dronero stessa alla suddetta linea.
Nel 1901 il Comune di Dronero incaricò gli ingegneri Vicary e Chiaves di elaborare il progetto della ferrovia Busca-Dronero. Quest'ultimo fu poi trasmesso al Ministero dei Lavori Pubblici per l'approvazione nel mese di novembre dello stesso anno.
Nonostante il continuo interessamento di Giolitti, allora Ministro delle Finanze, la
realizzazione di questa linea venne protratta ancora per molto tempo a causa di una serie di insuperabili difficoltà economiche. Bisognerà attendere il 7 dicembre 1909 affinchè venga accordata al Comune di Dronero la definitiva concessione per la costruzione e l'esercizio della linea.
Intanto, alla sovvenzione governativa si era aggiunta quella della Provincia di Cuneo, nonché quella dello stesso Comune di Dronero. Il progetto esecutivo fu approvato il 31 maggio 1910 ed i lavori iniziarono il 9 marzo 1911 a cura dell'impresa "Boggio".
La linea venne aperta, dopo neanche un anno di lavori, costati lire 1.781.000, il 20 settembre 1912, ma l'inaugurazione ufficiale fu posticipata al 13 ottobre 1913 per consentire al Presidente del Consiglio Giovanni Giolitti (nativo proprio di Dronero) di partecipare ai grandi festeggiamenti organizzati dal Comune di Dronero.
La linea, lunga circa 12 Km, si diramava dalla Cuneo - Saluzzo nella stazione di Busca (lato Cuneo), oltre il ponte in muratura sul torrente Maira costituito da cinque archi di 10 metri di luce cadauno. Superato il ponte la linea seguiva la sponda destra del torrente medesimo in un percorso privo di particolari asperità: le uniche opere d'arte rilevanti erano quattro modesti ponticelli. Lungo il tracciato si incontravano due fermate: Castelletto Busca, un semplice casello posto a circa 7 Km da Busca e Monastero - Pratovecchia. La stazione terminale di Dronero, situata alle periferia della città, venne dotata di un ampio fascio binari e di rimessa locomotive, risultando sin da subito fin troppo sovradimensionata rispetto ai reali volumi di traffico.

Nonostante i grandi festeggiamenti e l'importanza che all'epoca venne data alla realizzazione della ferrovia, essa era tutto tranne che collegamento importante, ed il traffico rimase sempre legato alle esigenze locali con solo 4 coppie di treni in orario già negli anni '30. In diretta concorrenza alla ferrovia esisteva già dalla fine dell'800 una tranvia (a scartamento 1100 mm) che collegava Dronero con Cuneo via Caraglio, su un percorso decisamente più breve della ferrovia: facile immaginare come gran parte dell'utenza preferisse servirsi della tranvia. Passata la seconda guerra mondiale, che non interessò la ferrovia, il traffico viaggiatori salì a 6 coppie di treni nell'immediato dopoguerra, assicurando la coincidenza con i treni della linea Cuneo - Saluzzo.
Il boom della motorizzazione di massa dei primi anni '60 diede il colpo di grazia alla linea:
nonostante l'istituzione di corse dirette da/per Cuneo il traffico viaggiatori restò modesto
decretando di fatto la fine della linea. Del resto la linea era del tutto fine a se stessa, utile
alla popolazione locale (e solo ad essa) fino a quando non esistevano valide alternative di
trasporto. Erano da anni anche cessate le esigenze militari che rendevano la linea importante dal punto di vista strategico vista la sua vicinanza con la Francia. Nemmeno la soppressione della tranvia Cuneo - Dronero fece aumentare il numero di viaggiatori che preferirono servirsi dell'autoservizio sostitutivo.
Nel 1966, visto lo scarso traffico, venne sospeso il servizio viaggiatori ed istituite le
autocorse sostitutive, che transitando all'interno dei paesi potevano servire un più ampio
bacino di utenza. Sopravvisse ancora per diversi anni il servizio merci, in genere trasporto di legname, con la linea esercitata in regime di raccordo. Scomparsa la trazione a vapore furono le D 345 a svolgere gli ultimi servizi merci, fino alla metà degli anni '70, quando, vista la forte contrazione della domanda, si decise di sopprimere anche il residuo servizio merci. Ancora per alcuni anni si assiste saltuariamente all'invio di sporadici carri diretti a Dronero, inviati dapprima via ferrovia e successivamente carrellati nella stazione di Cuneo ed inoltrati su strada fino alla stazione di Dronero.
Il binario non è stato ancora smantellato (salvo l'innesto con la linea Cuneo-Saluzzo), ma
risulta ormai notevolmente dissestato e ricoperto dall'asfalto in corrispondenza dei passaggi a livello. Malgrado ciò, pare che la linea non sia stata ancora formalmente dismessa, ma soltanto sospesa.
Progetti concreti di riutilizzo della ferrovia Busca-Dronero, finora, non ve ne sono. Gli unici
interventi sono quelli del Museo Ferroviario Piemontese che, al fine di promuovere l'attività turistica verso le valli del Cuneese (Dronero è all'imbocco delle valli Maira e Grana), sostiene un progetto di ricostruzione della linea per un esercizio con treni d'epoca. Il progetto si inserisce nel contesto del museo saviglianese al fine di realizzare un vasto piano di linee turistiche in Piemonte, a gestione volontaria.

IL PERCORSO
Decidiamo di percorrere a piedi il tracciato dismesso della storica linea Busca-Dronero, partendo proprio dalla stazione di Busca.
Arrivati in paese è già esilarante vedere le reazioni degli abitanti a cui chiediamo indicazioni per la "stazione" che ci rispondono in dialetto piemontese qualcosa come "Atensiun che treni non ne passano eh!"

Raggiunta la stazione di Busca scambiamo due parole col gentilissimo Maresciallo, che gestisce la sezione della associazione Carabinieri che ha sede in questo stabile. Ci rassicura che il sabato e la domenica non passano treni merci quindi si può seguire da qui il tracciato ferroviario.
ATTENZIONE!!! Per chi facesse questo percorso durante la settimana, e quindi con potenziale passaggio di treni merci, è VIETATO e RISCHIOSO percorrere questo tratto! Meglio lasciare l'auto presso il cimitero e partire da lì.
Qui, dopo le prime centinaia di metri e attraversato il ponte sul Maira si giunge al vero snodo di partenza della Busca-Dronero, ben visibile sulla destra.

Iniziamo a percorrere la traccia sempre visibile, affascinati dalla storia che pervade questa linea e dalla fantasia con cui la ferrovia è stata riadattata a estensione di orto, giardino, pascolo cavalli e altre varianti.

Il percorso non è sempre agevole, alcuni tratti sono coperti da rovi e piante percui occorre camminare per tratti lungo campi e canali adiacenti o aggirare gli ostacoli ritrovando più avanti il tracciato.
Si incontrano molte case cantoniere in stato di abbandono ma anche qualche edificio ristrutturato adibito ad abitazione privata.
Passiamo anche due stazioni intermedie, Castelletto di Busca e Monastero-Pratavecchia.
Le ultime centinaia di metri che portano a Dronero sembrano le più difficili in quanto dapprima occorre aggirare il cimitero e poi affrontare i rovi.
L'arrivo però a Dronero è impagabile e ci regala il sapore dell'impresa storica!
Un plauso al comune che ha recuperato l'area e ristrutturato tutti i caseggiati ferroviari.
Colpiscono i dettagli di questa architettura ferroviaria e sicuramente il fatto che fosse sovradimensionata per le necessità del luogo e del tempo. E' perfino presente un'ampia rimessa locomotive e il serbatoio dell'acqua per il rifornimento delle vaporiere.

Decidiamo dopo una visita al centro di Dronero, attraverso il Ponte del Diavolo, di percorrere il sentiero lungo il torrente Maira (percorso CAI T42 segnavia biancorosso).

LA TORRAZZA
Nei pressi, sull'antica Via Nera, che da Dronero portava alla frazione, sorge la torre di vedetta detta comunemente La Torrazza, sulla destra orografica del Maira, presso un guado che ebbe notevole importanza nei secoli. Era inserita nel complesso sistema
di avvistamento e di trasmissione di segnali che, faceva capo ai vicini castelli di Montemale, di Caraglio, di Dronero verso Busca e di qui fino a Saluzzo (con altri
castelli piccoli e grandi e torri). È una possente costruzione cilindrica, risalente al 1100, in pietre di fiume e rivestimento di malta, a vari piani, con una porta a livello superiore del piano di campagna ed alcune feritoie orientate verso Caraglio, Montemale e Busca.

Oltrepassata la torre si giunge alla "Pedancola sul Maira" ovvero una passerella sospesa in cavi d'acciaio che attraversa il torrente.
Da qui in poi seguiamo i sentieri indicati dalle cartine e non segnati. Dobbiamo prima aggirare "la casa del farmacista" come ci viene descritta, per raggiungere la asfaltata che da Morra del Villar porta a borgata San Mauro. Si prende verso destra oltrepassando un tempietto. Dopo alcune centinaia di metri dopo l'abitato si prende a sinistra un tratturo che costeggiando un rigagnolo raggiunge San Mauro.
Di qui proseguiamo su sterrata che segue ora un canale irriguo. Ancora alcuni km e la sterrrata si trasforma in asfalto che riconduce a Busca in Via Sant'Alessio.
Rientriamo alla stazione passando dalla via Umberto I.

NOTA
Il tracciato ferroviario non è sempre agevole o facilmente individuabile tra i rovi. Occorre un po' di attenzione ed alcuni passaggi risultano difficoltosi (rovi, dissestamenti, macerie o legname). Per questo motivo e per la lunghezza dell'intero anello considero la difficoltà media. Considerate tempi di percorrenza più lunghi del normale per i 12 km circa seguendo la ferrovia.
(N.B. le foto non corrispondono geograficamente ai waypoint indicati in mappa)

95% sterrato
5% asfalto
Waypoint

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7

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Keep right

Keep right su Via Risorgimento
Waypoint

FINISH

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