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Uploaded 21 dicembre 2017

Recorded dicembre 2017

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vicino Pagliari, Abruzzo (Italia)

COMUNE DI ABBATEGGIO
ECOMUSEO DEL PALEOLITICO
ABBATEGGIO: UNO DEI BORGHI PIU' BELLI D'ITALIA
IL PREMIO NAZIONALE DI LETTERATURA NATURALISTICA PARCO MAJELLA
ABBATEGGIO STORIA & NATURA
VALSIMI: LE MINIERE DELLA MAIELLA E IL RICORDO COLLETTIVO
GUIDA TURISTICA
DEPOSITI LACUSTRI DELLA VALLE GIUMENTINA

Abbateggio è un borgo della provincia di Pescara, situato a breve distanza dalla via Tiburtina Valeria, all'altitudine di 450 m s.l.m..
Il suo aspetto è quello di un piccolo paese montano arroccato all'ombra della Maiella; Le case del borgo sono costruite con la tipica pietra bianca della Majella, lavorata a mano secondo la fiorente tradizione degli scalpellini locali. Con i suoi circa 400 abitanti rappresenta un punto di riferimento nazionale per cultura, letteratura e tradizioni. Ogni anno infatti Abbateggio ospita il prestigioso "Premio Nazionale di Letteratura Naturalistica Parco Majella" dedicato agli scrittori della penna verde.
Ma Abbateggio è importante anche per la sua natura e i suoi paesaggi unici, frutto della millenaria interazione fra uomo e ambiente: le tracce di questo connubio si perdono nella preistoria, come testimonia il sito Paleolitico di Valle Giumentina, e proseguono fino ai giorni nostri con l'architettura montana in pietra a secco e la tipica coltivazione del farro, che è al centro di una manifestazione volta alla riscoperta e alla tutela di questo antico cereale.
Abbateggio è anche una culla di spiritualità che ha dato i natali a Mariano di Abbateggio, uno dei monaci della cerchia di Celestino V.

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Dopo aver imboccato una strada sterrata e percorso meno di 100 metri troviamo un'edicola con scene sacre e una croce in ferro dove un'ampio spazio permette di lasciare l'auto e di iniziare il percorso.
In alcuni dei fontanili sparsi nella Valle Giumentina e nelle zone limitrofe è possibile ammirare in primavera e in estate diverse specie di tritone. La particolarità di questo abbeveratoio è quella di essere alimentato da una risorgiva e questo ha consentito lo sviluppo di condizioni ambientali favorevoli affinché i tritoni potessero viverci come in un piccolo stagno. I tritoni sono piccoli anfibi di dimensioni diverse a seconda della specie. Nel fontanile della valle Giumentina vivono il tritone crestato e il più piccolo tritone appenninico, quest'ultimo un endemismo dell'Italia peninsulare.
Diversi sono gli animali che frequentano il territorio abbateggiano: tra i più caratteristici ci sono l’orso bruno marsicano e il lupo appenninico che, oltre nei boschi circostanti, sono stati avvistati mentre si aggiravano all'interno del borgo. Tra gli ungulati è possibile osservare facilmente cervi, caprioli e cinghiali. Tra i mammiferi di piccola taglia troviamo ricci, volpi, tassi, faine. Tra gli uccelli si annoverano diverse specie di passeracei – cardellino, culbianco, averla piccola- e di rapaci – come la comunissima poiana - insediati stabilmente, mentre altre specie, come i gracchi corallini e le upupe, sono considerabili di passo nell'area della Valle Giumentina. Tra i rettili si annoverano il cervone, il biacco, la biscia dal collare, il ramarro, mentre tra gli anfibi è significativa la presenza di diverse specie di tritoni. In alcuni fontanili della Valle Giumentina e nei corsi d’acqua presenti sul territorio di Abbateggio, infatti, si osserva il caratteristico tritone crestato, oltre ad altri anfibi come la raganella.
Le contrade e i borghi sono collegate da strade bianche, mulattiere e sentieri che consentono di percorre i boschi e le valli tra le più suggestive della Maiella.
Un degli elementi più caratteristici dei borghi e delle contrade pedemontane della Maiella sono i fontanili che in passato svolgevano una funzione molto importante. Nelle masserie e nei casali, infatti, non esisteva l'acqua corrente e i fontanili erano l'unico modo per rifornire di acqua le popolazioni che abitavano in queste zone. Le fontane non fornivano solo l'acqua potabile per le persone e per il bestiame, ma spesso erano costruite in modo tale che vi si potesse lavare anche la biancheria.
Gli abbeveratoi sparsi in abbondanza sulla fascia pedemontana della Maiella svolgono un ruolo importantissimo in quanto consentono agli animali al pascolo e agli animali selvatici di potersi dissetare.
Nei dintorni del borgo di Abbateggio sono presenti masserie e casali che testimoniano, insieme agli aspetti architettonici della casa rustica abruzzese e alle attività ad essa collegate, soprattutto l'allevamento ovino e la transumanza verticale. Dal punto di vista costruttivo la pietra locale veniva sapientemente lavorata e organizzata, al fine di ottenere strutture integrate negli spazi funzionali alle attività legate alla pastorizia. Le stalle poste al piano terra dovevano essere ampie, in modo da garantire ai numerosi capi di bestiame un ricovero durante la stagione invernale. Al piano superiore erano presenti la cucina e il dormitorio. Le attività condotte nella masseria erano organizzate in maniera molto rigida e verticistica: a capo si trovava il "massaro", che di norma coincideva con il proprietario degli armenti, delle terre e del casale; altre figure sottoposte al massaro erano addette alla mungitura, alla lavorazione del formaggio e alla vendita.
I muretti di pietra a secco nascono, come le capanne, dalla necessità di liberare dalle pietre i terreni pedemontani adibiti ad uso agricolo. Nel momento in cui i terreni pianeggianti erano stati tutti occupati, si pose la necessità di recintare e terrazzare i pendii più difficili da coltivare. I terrazzamenti seguono l’andamento delle curve di livello e sono anch'essi costruiti a secco senza leganti o malte; la grande stabilità, che ha consentito loro di resistere praticamente intatti fino ad oggi, è dovuta ad una particolare struttura che facilita il drenaggio dell’acqua.

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