Coordinate 720

Uploaded 4 giugno 2018

Recorded giugno 2018

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vicino Pagliari, Abruzzo (Italia)

COMUNE DI ABBATEGGIO
ECOMUSEO DEL PALEOLITICO
ABBATEGGIO: UNO DEI BORGHI PIU' BELLI D'ITALIA
IL PREMIO NAZIONALE DI LETTERATURA NATURALISTICA PARCO MAJELLA
ABBATEGGIO STORIA & NATURA
VALSIMI: LE MINIERE DELLA MAIELLA E IL RICORDO COLLETTIVO
GUIDA TURISTICA
DEPOSITI LACUSTRI DELLA VALLE GIUMENTINA

Abbateggio è un borgo della provincia di Pescara, situato a breve distanza dalla via Tiburtina Valeria, all'altitudine di 450 m s.l.m..
Il suo aspetto è quello di un piccolo paese montano arroccato all'ombra della Maiella; Le case del borgo sono costruite con la tipica pietra bianca della Majella, lavorata a mano secondo la fiorente tradizione degli scalpellini locali. Con i suoi circa 400 abitanti rappresenta un punto di riferimento nazionale per cultura, letteratura e tradizioni. Ogni anno infatti Abbateggio ospita il prestigioso "Premio Nazionale di Letteratura Naturalistica Parco Majella" dedicato agli scrittori della penna verde.
Ma Abbateggio è importante anche per la sua natura e i suoi paesaggi unici, frutto della millenaria interazione fra uomo e ambiente: le tracce di questo connubio si perdono nella preistoria, come testimonia il sito Paleolitico di Valle Giumentina, e proseguono fino ai giorni nostri con l'architettura montana in pietra a secco e la tipica coltivazione del farro, che è al centro di una manifestazione volta alla riscoperta e alla tutela di questo antico cereale.
Abbateggio è anche una culla di spiritualità che ha dato i natali a Mariano di Abbateggio, uno dei monaci della cerchia di Celestino V.
  • Foto di Vista sulla Maiella
Abbateggio offre un complesso di attrattive naturalistiche caratterizzate da una notevole biodiversità. Nella cornice formata dal massiccio della Maiella, l'esistenza stessa del borgo, circondato di ambienti frutto dell’interazione tra presenza umana e natura, ha contribuito a mantenere i luoghi in ottimo stato di conservazione. L'importanza naturalistica della Valle Giumentina e della Macchia di Abbateggio, infatti, è stata riconosciuta dall'Ente Parco Nazionale della Maiella che ne ha disposto la tutela integrale, mentre la sorgente La Morgia testimonia la purezza delle acque e rappresenta un'importante risorsa idrica che rende autosufficienti Abbateggio e altri comuni del comprensorio. Di particolare interesse sono le valli dei fiumi Lavino e Lejo: si tratta di ambienti vallivi da cui in passato veniva estratto il bitume della Maiella. Con il recupero della memoria storica di queste lavorazioni e dei sentieri lungo i due fiumi è stato realizzato un parco minerario frutto del dialogo tra storia e natura.
  • Foto di Inizio sentiero che scende al fiume Orfento
Dalla Valle Giumentina si raggiunge in meno di un'ora il piccolo borgo di Decontra. Attraversando il caratteristico paesino si possono ammirare le costruzioni in pietra e ci si può rifornire di acqua nei fontanili posti lungo le stradine, guadagnando l'imbocco del sentiero che scende al fiume Orfento.
  • Foto di Decontra di Caramanico
L’utilizzo della pietra viva non è legato soltanto alla tradizionale presenza di abili maestranze come gli scalpellini o i mastri muratori, ma rappresenta una tecnica costruttiva elementare che sull’Appennino, e sulla Maiella in particolare, definisce la cosiddetta "casa subappenninica", o casa di pietra. Questo particolare tipo di messa in opera, infatti, permette alle volte che costituiscono il solaio degli edifici di non gravare eccessivamente sulla statica dei muri perimetrali che hanno le fondamenta incastonate nella roccia. Altra caratteristica è quella di avere piccole porte di ingresso e piccole finestre prive di imposte e ben definite dall’elemento lapideo. Grossi blocchi di pietra, infatti, fanno da cornice alle finestre e ai portali degli ingressi. Di norma il piano terra era destinato a magazzino, a stalla o a bottega degli antichi mestieri praticati dagli artigiani del posto. La casa subappenninica di pietra è caratteristica anche nel borgo di Abbateggio. Sia nella casa del tipo a schiera che in quella a torre l'andamento strutturale è molto regolare, con un organizzazione rigida degli spazi resi funzionali allo svolgersi della vita quotidiana dell’intero nucleo famigliare. Si è già accennato come al piano terra potevano essere realizzati magazzini, stalle o botteghe. Al piano di mezzo invece vi era uno stanzone che fungeva insieme da cucina e da dormitorio, in cui l’elemento principale era il camino in pietra locale, opera della maestria degli scalpellini. Al primo piano non si accedeva dagli ambienti interni del piano terra, in quanto le volte non potevano essere perforate per motivi statici e l'ingresso era reso possibile, quindi, da una scala esterna in muratura. Al sottotetto, invece, si poteva salire dal primo piano con una scala di legno, in quanto la volta era presente soltanto tra il piano terra e il primo piano. Normalmente nel sottotetto venivano tenuti i prodotti alimentari che potevano deteriorarsi.
  • Foto di Eremo di Sant'Onofrio
Luogo di culto rupestre probabilmente costruito a cavallo tra il XII e il XIII secolo, non sembra essere legato alla figura di Celestino V. Nessun documento, infatti, lo mette in relazione con l'opera intrapresa da Pietro Angeleri volta alla ricostruzione degli antichi cenobi rupestri, che, come è stato accertato, erano già esistenti sulla Maiella prima del suo arrivo. Gli abitanti del luogo frequentavano l'eremo di Sant'Onofrio per pregare ma anche per usi funerari: alcune fonti, infatti, riportano notizie circa la presenza di sepolture di pastori e taglialegna morti in montagna, e ciò è stato confermato anche dalle ricerche archeologiche. Tutto quel che resta della struttura originaria è il muro della chiesa addossato alla parete rocciosa. Il luogo è stato frequentato da pastori e contadini che vi trovavano riparo ancora fino agli inizi del '900.
  • Foto di Partenza-Arrivo
Dal Borgo di Abbateggio si raggiunge la valle Giumentina con l'auto in circa cinque minuti. Dopo aver imboccato una strada sterrata e percorso meno di 100 metri troviamo un'edicola con scene sacre e una croce in ferro dove un'ampio spazio permette di lasciare l'auto e di iniziare il percorso. Dalla Valle Giumentina è possibile raggiungere la confinante Valle dell'Orfento attraversando il suggestivo borgo di Decontra di Caramanico. Le bellezze naturalistiche sono il punto di forza di questo trekking che si svolge in ambienti sottoposti a tutela integrale dal Parco Nazionale della Maiella. I boschi, le radure e il fiume si coniugano con un passato rurale che lascia alcune tracce ben visibili nella Masseria, nel riparo agro-pastorale della Cantarella e nelle opere di pietra a secco tipiche della Maiella.

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