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Caricato 8 novembre 2017

Recorded novembre 2017

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19,31 km

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vicino Pagliari, Abruzzo (Italia)

COMUNE DI ABBATEGGIO
ECOMUSEO DEL PALEOLITICO
ABBATEGGIO: UNO DEI BORGHI PIU' BELLI D'ITALIA
IL PREMIO NAZIONALE DI LETTERATURA NATURALISTICA PARCO MAJELLA
ABBATEGGIO STORIA & NATURA
VALSIMI: LE MINIERE DELLA MAIELLA E IL RICORDO COLLETTIVO
GUIDA TURISTICA
DEPOSITI LACUSTRI DELLA VALLE GIUMENTINA

Abbateggio è un borgo della provincia di Pescara, situato a breve distanza dalla via Tiburtina Valeria, all'altitudine di 450 m s.l.m..
Il suo aspetto è quello di un piccolo paese montano arroccato all'ombra della Maiella; Le case del borgo sono costruite con la tipica pietra bianca della Majella, lavorata a mano secondo la fiorente tradizione degli scalpellini locali. Con i suoi circa 400 abitanti rappresenta un punto di riferimento nazionale per cultura, letteratura e tradizioni. Ogni anno infatti Abbateggio ospita il prestigioso "Premio Nazionale di Letteratura Naturalistica Parco Majella" dedicato agli scrittori della penna verde.
Ma Abbateggio è importante anche per la sua natura e i suoi paesaggi unici, frutto della millenaria interazione fra uomo e ambiente: le tracce di questo connubio si perdono nella preistoria, come testimonia il sito Paleolitico di Valle Giumentina, e proseguono fino ai giorni nostri con l'architettura montana in pietra a secco e la tipica coltivazione del farro, che è al centro di una manifestazione volta alla riscoperta e alla tutela di questo antico cereale.
Abbateggio è anche una culla di spiritualità che ha dato i natali a Mariano di Abbateggio, uno dei monaci della cerchia di Celestino V.

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Il piccolo paesino di Decontra, con le sue case in pietra, conserva ancora intatto il suo assetto rurale. Posto al confine tra la Valle Giumentina e la Valle dell'Orfento, consente di poter godere di panorami unici come la Maiella e il monte Morrone.
Lungo il fiume Orfento si possono ammirare piccole cascate, rivoli e pozze d'acqua che confluiscono nel torrente principale.
Lungo i sentieri sul fiume Orfento ci sono molte passerelle e piccoli ponti che consentono l'attraversamento da una sponda all'altra.
IL MUSEO ARCHEOLOGICO-NATURALISTICO BARRASSO. Nel Museo vengono mostrati, grazie a delle ricostruzioni, gli ambienti che caratterizzano la Maiella: gli altipiani maggiori, la mugheta, i boschi di faggio e quercia. Altre sezioni del museo riguardano la geologia e l'archeologica della Maiella. IL CENTRO LONTRA. La lontra è un mammifero appartenente alla famiglia dei mustelidi che vive in ambiente semi-acquatico. Si nutre di pesci, anfibi e piccoli mammiferi. Il numero di esemplari si è notevolmente ridotto in tutto il territorio nazionale ma nella Valle dell'Orfento la lontra può contare in un luogo particolarmente adatto per poter sopravvivere. Animale dalle abitudini notturne è un ottimo nuotatore grazie alle caratteristiche del suo corpo: lunga coda, pelliccia idrorepellente e zampe palmate. Il Parco Nazionale della Majella ha avviato dei progetti per preservare dall'estinzione la lontra e con il centro lontra dell'Orfento sono stati ottenuti ottimi risultati per quanto riguarda l'allevamento a fini di ripopolamento.
Dalla Valle Giumentina si raggiunge in meno di un'ora il piccolo borgo di Decontra. Attraversando il caratteristico paesino si possono ammirare le costruzioni in pietra e ci si può rifornire di acqua nei fontanili posti lungo le stradine, guadagnando l'imbocco del sentiero che scende al fiume Orfento.
Dal Borgo di Abbateggio si raggiunge la valle Giumentina con l'auto in circa cinque minuti. Dopo aver imboccato una strada sterrata e percorso meno di 100 metri troviamo un'edicola con scene sacre e una croce in ferro dove un'ampio spazio permette di lasciare l'auto e di iniziare il percorso. Dalla Valle Giumentina è possibile raggiungere la confinante Valle dell'Orfento attraversando il suggestivo borgo di Decontra. Le bellezze naturalistiche sono il punto di forza di questo trekking che si svolge in ambienti sottoposti a tutela integrale dal Parco Nazionale della Maiella. I boschi, le radure e il fiume si coniugano con un passato rurale che lascia alcune tracce ben visibili nella Masseria, nel riparo agro-pastorale della Cantarella e nelle opere di pietra a secco tipiche della Maiella.
Il fiume Orfento si origina dalla cascata della Sfischia sul monte Pesco Falcone e la sua portata a carattere torrentizio risente notevolmente delle precipitazioni piovose e nevose. Scorre lungo l'omonima vallata che ha contribuito a modellare nel corso dei millenni. Il suo letto, infatti, non è univoco ma caratterizzato da stretti anfratti rocciosi o da sponde ghiaiose e terrose.
Lungo i sentieri sul fiume Orfento ci sono molte passerelle e piccoli ponti che consentono l'attraversamento da una sponda all'altra.
Le grotte pastorali e i ripari sotto roccia rappresentano una caratteristica della Maiella e un forte elemento di caratterizzazione del paesaggio. Queste piccole costruzioni erano legate alla pastorizia e rappresentavano il ricovero estivo dei pastori. Le diverse tipologie esistenti sono dovute all'ambiente e ai materiali che si avevano a disposizione. Tra i più diffusi ci sono i ripari sotto roccia normalmente ottenuti scavando un fosso nel terreno sotto una una parete rocciosa spiovente o in vere e proprie grotte che poi venivano chiuse o con delle pietre o con dei tronchi di legno che fungevano da recinzione.
La presenza sparpagliata sulla fascia pedemontana di ruderi di antiche masserie e vecchi casali testimoniano un passato rurale legato alle attività armentizie e all'agricoltura di montagna basata essenzialmente su poche colture. Tra i cereali era predominante il farro in quanto particolarmente adatto ai terreni in quota.
L'istituzione della riserva naturale Valle dell'Orfento risale al 1970 quando lo Stato avviò delle iniziative volte a tutelare l'ambiente istituendo dodici riserve statali. Il ruolo svolto dalla tutela di alcuni dei luoghi più incontaminati d'Italia ha delineato una rete di aree protette confluite successivamente nei parchi nazionali. Oggi la Valle dell'Orfento è ricompresa nel Parco Nazionale della Majella.
La Valle dell'Orfento nella parte collinare è dominata da boschi di quercia, mentre alle quote montane immensi boschi di faggio accompagnano la discesa del fiume a valle. Sulle sponde del torrente nascono anche dei salici di fiume e altre specie vegetali tipiche degli ambienti fluviali appenninici. Diversi sono gli animali presenti nella vallata. In ambiente acquatico troviamo diverse specie di anfibi come le salamandra e l'ululone dal ventre giallo. Tra i pesci è presente la trota fario. La valle dell'Orfento è inoltre frequentata dal lupo, dall'orso, da ungulati quali cervi, caprioli e cinghiali. L'animale più caratteristico al centro di importanti iniziative di tutela è la lontra della quale viene attestata la presenza e il buono stato di conservazione.
Il piccolo paesino di Decontra, con le sue case in pietra, conserva ancora intatto il suo assetto rurale. Posto al confine tra la Valle Giumentina e la Valle dell'Orfento, consente di poter godere di panorami unici come la Maiella e il monte Morrone.

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