Tempo  7 ore 15 minuti

Coordinate 1908

Caricato 25 ottobre 2017

Recorded ottobre 2017

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1.754 m
371 m
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24,34 km

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vicino Decontra, Abruzzo (Italia)

COMUNE DI ABBATEGGIO
ECOMUSEO DEL PALEOLITICO
ABBATEGGIO: UNO DEI BORGHI PIU' BELLI D'ITALIA
IL PREMIO NAZIONALE DI LETTERATURA NATURALISTICA PARCO MAJELLA
ABBATEGGIO STORIA & NATURA
VALSIMI: LE MINIERE DELLA MAIELLA E IL RICORDO COLLETTIVO
GUIDA TURISTICA
DEPOSITI LACUSTRI DELLA VALLE GIUMENTINA

Abbateggio è un borgo della provincia di Pescara, situato a breve distanza dalla via Tiburtina Valeria, all'altitudine di 450 m s.l.m..
Il suo aspetto è quello di un piccolo paese montano arroccato all'ombra della Maiella; Le case del borgo sono costruite con la tipica pietra bianca della Majella, lavorata a mano secondo la fiorente tradizione degli scalpellini locali. Con i suoi circa 400 abitanti rappresenta un punto di riferimento nazionale per cultura, letteratura e tradizioni. Ogni anno infatti Abbateggio ospita il prestigioso "Premio Nazionale di Letteratura Naturalistica Parco Majella" dedicato agli scrittori della penna verde.
Ma Abbateggio è importante anche per la sua natura e i suoi paesaggi unici, frutto della millenaria interazione fra uomo e ambiente: le tracce di questo connubio si perdono nella preistoria, come testimonia il sito Paleolitico di Valle Giumentina, e proseguono fino ai giorni nostri con l'architettura montana in pietra a secco e la tipica coltivazione del farro, che è al centro di una manifestazione volta alla riscoperta e alla tutela di questo antico cereale.
Abbateggio è anche una culla di spiritualità che ha dato i natali a Mariano di Abbateggio, uno dei monaci della cerchia di Celestino V.

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Gli abbeveratoi sparsi in abbondanza sulla fascia pedemontana della Maiella svolgono un ruolo importantissimo in quanto consentono agli animali al pascolo e agli animali selvatici di potersi dissetare. Sono un punto di ristoro anche per gli escursionisti.
Sulla strada carrareccia che sale verso il rifugio Di Marco si incontra un piccolo sentiero che svolta a sinistra e che conduce in 10 minuti circa alla Fonte Centiata.
I muretti a secco venivano realizzati per contenere i terrazzamenti al fine di ottenere spazi coltivabili ma anche strade più sicure da percorre con gli animali al pascolo.
Dal Borgo di Abbateggio si raggiunge la valle Giumentina con l'auto in circa cinque minuti. Dopo aver imboccato una strada sterrata e percorso meno di 100 metri troviamo un'edicola con scene sacre e una croce in ferro dove un'ampio spazio permette di lasciare l'auto e di iniziare il percorso. Il percorso che parte dalla valle Giumentina e conduce al rifugio M. Di Marco gestito dal CAI si sviluppa su una strada carrareccia che si può praticare anche in mountain bike fino alla sbarra di Piana Grande. Il tracciato muove parallelamente al sentiero del Parco Nazionale della Majella riconoscibile per la segnaletica di colore biancorosso, e in alcuni tratti si sovrappongono. Questo trekking andata e ritorno è semplice dal punto di vista tecnico ma impegnativo per la lunghezza, e permette di attraversare luoghi di notevole interesse naturalistico. La Valle Giumentina, infatti, gode della tutela integrale del Parco Nazionale della Majella. Inoltre si costeggia la valle dell'Orfento, il bosco di faggio della Macchia di Abbateggio e si attraversa la Piana Grande della Majella fino a raggiungere il rifugio Di Marco prima di una deviazione di circa 5-10 minuti per la Fonte Centiata. Si consiglia di effettuare questa escursione in primavera fino all'autunno non troppo inoltrato.
Questa struttura ha deu ambienti. Una prima stanza con caminetto e una seconda aula con soppalco. Per l'apertura bisogna rivolgersi al CAI.
Da questo punto in poi si può accedere solo a piedi. L'ingresso ai mezzi meccanici, comprese le bici è vietato. Il periodo migliore per la visita della Piana Grande è dalla primavera all'autunno non troppo inoltrato. Già riserva naturale è confluita nel Parco Nazionale della Majella. Nei pressi della Piana Grande si trovano gli eremi di San Giovanni e Sant'Onofrio.
Le strutture in pietra a secco sono una particolarità che contraddistingue il paesaggio collinare e pedemontano. I resti delle attività agricole e pastorali sono disseminate ovunque e nel territorio abbateggiano troviamo alcuni tra gli esempi di complessi agro-pastorali tra i più caratteristici presenti sulla Maiella.
La valle dell'Orfento è uno dei luoghi più visitati del Parco Nazionale della Maiella. Seguendo il tracciato verso il rifugio Di Marco si ha la possibilità di poter osservare i canyon scavati dal fiume Orfento e il paese di Caramanico Terme.
Lungo il sentiero sono molti i punti panoramici dai quali si possono scorgere diverse cime del massiccio della Maiella.
Il piccolo paesino di Decontra, con le sue case in pietra, conserva ancora intatto il suo assetto rurale. Posto al confine tra la Valle Giumentina e la Valle dell'Orfento, consente di poter godere di panorami unici come la Maiella e il monte Morrone.

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