-
-
1.322 m
181 m
0
4,1
8,1
16,22 km

Visto 964 volte, scaricato 8 volte

vicino Predore, Lombardia (Italia)

"Si vede l'acqua, ma non siamo al mare..."
L’itinerario ha inizio, come anticipato, in coincidenza del paese di Predore salendo a piedi per le strette viuzze asfaltate dell’abitato in direzione della soprastante Chiesetta di S.Gregorio.Guadagniamo quota con alcuni tornanti ignorando la deviazione a destra che risale, con lunghissima scalinata, verso la Chiesetta di S.Gregorio. Procediamo su fondo che diviene cementato sino a raggiungere il pianetto ove è presente la Cappella del Crocifisso (località Dessi). Il percorso, ora quasi pianeggiante, raggiunge un evidente bivio dove abbandoniamo la strada piana per salire ripidamente a sinistra su mulattiera. Si risale la boscosa Valle di Predore ed è sorprendente trovare, lungo la carrareccia, alcune costruzioni in posizione isolata. I rari segnavia purtroppo non aiutano; in compenso il percorso ampio ed evidente elimina le ambiguità e porta all’evidente Cascina Castagna Grande. Si procede oltre con frazioni a fondo naturale che si alternano ad altre cementate. La fitta boscaglia si attenua lasciando spazio, più in alto, ad ampi appezzamenti prativi; il panorama finalmente si apre verso nordest permettendo di scorgere l’ampia mole del Monte Guglielmo, spesso coperta di neve sino a primavera inoltrata. Siamo inoltre sovrastati dall’ampia mole del Bronzone che raggiungeremo nel proseguo della camminata. Un breve tratto in salita conduce infine a pochi passi dal Colle di Oregia (m 820 – ore 1,45 dalla partenza) dove confluiamo in una più ampia carrareccia sterrata. Ancora una volta non vi è segnaletica a chiarire l’orientamento. Scegliamo comunque di volgere a sinistra: si tratta di una breve, raccomandabile digressione, che conduce, in 10 minuti appena, sino alla sommità del Corno Buco. In moderata salita seguiamo l’ampia sterrata che, appena sotto crinale, raggiunge una casa isolata. Pochi metri prima della costruzione si sale a destra, tra i bellissimi prati sommitali, raggiungendo in pochi istanti la grande croce metallica osservabile anche dalla sponda del Lago d’Iseo. Il punto più alto del Corno Buco è spostato tuttavia poco più a occidente e si raggiunge in qualche minuto tra prati e splendide fioriture che ne colorano l’ampia sommità nei mesi primaverili (m 966 – ore 2 dalla partenza). Riprende la nostra escursione rientrando a ritroso, in una decina di minuti, sino al Colle d’Oregia (m 820). Proseguiamo con scarsi dislivelli lungo la carrareccia di crinale passando vicino ad una postazione di caccia con piccola pozza d’acqua; incontriamo come ulteriore riferimento un cartello indicante Monte Bronzone. In debole salita incrociamo il sentiero che verso destra condurrebbe alla Punta Alta (non vi sono cartelli indicatori); lo ignoriamo proseguendo di fronte a noi e incrociando subito oltre un’ampia carraia. Ignoriamo anch’essa raggiungendo, in breve ma ripida risalita, l’erboso Colle La Rola (m 939). Da notare lo scorcio verso il paese di Vigolo con lo sfondo del Monte Guglielmo oltre che sul retrostante Corno Buco. Per un breve tratto passiamo a destra del crinaletto traversando su evidente traccia scavata nel manto erboso; raggiungiamo in breve la sella posta alla base del crinale che ascende alla vetta del Bronzone. Le indicazioni e i segnavia (n°701), finalmente chiari, indicano l’ampia carraia sterrata che sale verso sinistra. La seguiamo, in moderata pendenza, raggiungendo una casa isolata per poi procedere su sentiero nel bosco. Il percorso, ora ben segnato, ascende lungamente verso sinistra nel bosco di latifoglie. Più in alto, in coincidenza di un bivio, eseguiamo un improvviso cambio di direzione: torniamo senza difficoltà verso destra con un lungo settore in falso piano che si articola tra bosco rado e affioramenti rocciosi. Qualche scorcio tra la vegetazione permette di intravedere la parte meridionale del Sebino e la sommità erbosa del Corno Buco. Il lungo traverso riporta infine all’ampia cresta meridionale del Bronzone: la risaliamo a sinistra, in sensibile pendenza, con il bosco che lascia rapidamente spazio alle ampie praterie sommitali.Naturalmente è possibile rientrare alla partenza a ritroso; molto più interessante è la possibilità d’eseguire uno splendido itinerario circolare che aggiunge una terza cima panoramica all’escursione. In questo caso si torna al Colle la Rola, si interseca un’ampia carraia e, pochi metri oltre, si trova un sentiero che si separa a sinistra (segnavia 701). Da notare l’assenza di segnaletica in coincidenza del bivio, si osservano tuttavia i segnavia sugli alberi lungo il sentiero. Abbandoniamo pertanto il proseguo verso il Colle d’Oregia per volgere a sinistra e guadagnare in breve un poggio erboso. Proseguiamo in debole discesa rientrando nel bosco e traversando sotto cresta sul versante meridionale. Dopo una lunga frazione nel folto ci riportiamo in piena cresta in coincidenza dei magnifici prati del Colle del Giogo (m 811 – ore 0,45 dal Colle La Rola – ore 4,45 complessive). E’ presente una piccola chiesetta e il panorama concede un’apertura verso il Lago d’Iseo. Osserviamo la cresta boscosa culminante nella Punta Alta che andremo ora a risalire. Ancora una volta l’assenza di segnaletica crea alcune difficoltà: un segnavia apposto su un albero sembra indicare una traccia che abbandona il crinale calando nella boscaglia a destra. E’ bene ignorare questa possibilità mantenendo, in modo più logico, l’ampia cresta erbosa avendo come riferimento un bel casolare che domina il pendio. Raggiunta la costruzione passiamo alle sue spalle ritrovando il segnavia nel bosco sovrastante. Riprende in debole risalita il tracciato nel bosco mantenendo in linea di massima lo spartiacque per poi obliquare alla sua sinistra restando comunque in prossimità della dorsale. Il tracciato nel folto impedisce l’osservazione del panorama circostante sino ad accedere in ultimo alla sommità della Punta Alta (m 953 – ore 0,45 dal Colle del Giogo – ore 5,30 complessive). Non resta ora che discendere ripidamente alla partenza: caliamo dalla cima sul segnavia 734 seguendo l’ampia spalla boscata che dalla Punta Alta cala verso sudest. Nonostante la discesa particolarmente ripida e qualche roccetta affiorante non vi sono, ancora una volta, apprezzabili difficoltà. Raggiungiamo un’ampia radura con immenso panorama ancora una volta esteso al Lago di Sebino con il sottostante paese di Predore.

Commenti

    You can or this trail