Tempo  7 ore 29 minuti

Coordinate 2312

Caricato 4 novembre 2019

Recorded novembre 2019

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20,06 km

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vicino Capranica, Lazio (Italia)

Percorrendo due varianti parallele della via Francigena, si va da Capranica a Sutri. Il tratto nord è più selvaggio e suggestivo, segue il letto di un torrente ed è spesso all'ombra. Il rientro invece è stato fatto sulla variante sud, meno suggestiva e su strada bianca tra boschetti di nocciole. Seguire la traccia satellitare al waypoint 002. Si va a nord sulla destra in mezzo ad alberi ben curati e distanziati tra di loro. Al punto 003 si individua verso nord un varco nella vegetazione che porta tramite sentiero abbastanza evidente a scendere verso nordest, ad attraversare un ponte e quindi ci si ricongiunge al punto 993 del percorso fatto all'andata.
da wikipedia
Capranica (Caprà in dialetto capranichese[3]) è un comune di 6 442 abitanti della provincia di Viterbo dell'alto Lazio precisamente nella Tuscia, è situata al 55º chilometro sulla via Cassia (SS 2) e dista dal suo capoluogo 27 chilometri. È uno dei comuni italiani attraversati dalla via Francigena.
Indice

Geografia fisica
Il territorio

Il territorio del Comune di Capranica è posto sulle prime propaggini del vulcano Cimino, a sud del lago di Vico, e si estende per una superficie di 40,74 km². È delimitato a nord dal Comune di Ronciglione, a est dal Comune di Sutri, a sud dal Comune di Bassano Romano e ad ovest dai Comuni di Barbarano, Vetralla e Vejano. Le dimensioni medie dell'area comunale misurate sulle direttrici N-S ed E-O, di circa 8 × 6 km², gli conferiscono una caratteristica conformazione "a pera", con la punta leggermente schiacciata e orientata verso NO.

Così come i territori comunali di Sutri, Ronciglione, Caprarola, Carbognano, Canepina, Soriano nel Cimino e San Martino al Cimino, anche quello capranichese appartiene alla sub-area ambientale Cimina, costituita dall'omonimo sistema orografico-vulcanico e caratterizzata dalla presenza del lago di Vico, le cui rive, anche se poste immediatamente a settentrione dei limiti comunali di Capranica, non ne lambiscono il territorio.

Il complesso vulcanico vicano, costituito da rilievi collinari interrotti da gole boschive percorse da corsi d'acqua e da paesi arroccati su speroni tufacei, rappresenta un paesaggio di grande suggestività con una rilevante presenza di risorse naturalistiche e storico-archeologiche. La morfologia dell'area è caratterizzata dalle vulcaniti vicane, soprattutto dalla ignimbrite, i cui affioramenti formano una platea di grandi dimensioni incisa in più punti da numerosi corsi d'acqua, formanti valli dai ripidi versanti e dal fondo stretto, a testimonianza del processo erosivo in atto.

La morfologia generale appare più tormentata nella Zona a Nord, dove le pendenze e la natura più erodibile dei litotipi hanno permesso una maggiore attività erosiva, mentre a sud il territorio presenta forme più addolcite, laddove la coltre ignimbritica conferisce all'area una pendenza generale verso Est. Nel fondovalle, dove esistono leggere contropendenze e negli antichi bacinetti palustri, sono presenti riempimenti alluvionali che conferiscono al motivo morfologico forme spianate o terrazzate; tipica, in questo senso, è la zona del cosiddetto "Laghetto", all'altezza del Km 61,00 circa della statale Cassia.

La quota s.l.m. decresce da Nord-Ovest a Sud-Est da circa 560 m s.l.m. a circa 350 m s.l.m., con picchi massimi di 579,5 m s.l.m. in località Macchia Grossa e minimi di 290,2 m s.l.m. sul fondo delle Valli di Sutri. I rilievi massimi del territorio sono il Monte Calvelle (533,1 m s.l.m.), il Monte San Donato (505,6 m s.l.m.), i Monti di Bassano (494,00 m s.l.m. e 437,4 m s.l.m.), e il Monte Sant'Elia (455,3 m s.l.m.). Nella fascia centrale del territorio comunale, la direttrice principale del deflusso delle acque è orientata da Nord-Ovest a Sud-Est, come si riscontra per i fossi del Quadrone, di Valle Mazzano (Tinozzano) e di Oriano, che rientrano così nel bacino imbrifero del Tevere, mentre nella parte più meridionale del territorio – la zona a sud del Monte Calvelle, dei Monti di Sant'Elia e San Donato e i Monti di Bassano, le acque defluiscono verso sud-sud-ovest, all'interno del bacino imbrifero del fiume Mignone.
Sutri
Sutri è un comune italiano di 6 663 abitanti della provincia di Viterbo nel Lazio. Dista circa 30 km dal capoluogo e circa 34 km dal grande raccordo anulare di Roma. Dal 24 ottobre 2019 entra a far parte dell'associazione I borghi più belli d'Italia.[3][4]
Posizione dell'antica Sutrium nell'età regia di Roma.
Necropoli etrusca
Anfiteatro
Concattedrale di Santa Maria Assunta
Villa Savorelli
Torre degli Arraggiati
Madonna Del Parto, Esterno
Madonna Del Parto, Interno
Porta vecchia
Monumento ai caduti della Polizia
Indice


Geografia fisica
Territorio

Sutri sorge su un imponente rilievo di tufo che domina la via Cassia. Le sue origini sono molto antiche e presenta evidenti testimonianze del suo passato: un anfiteatro romano completamente scavato nel tufo, una necropoli etrusca formata da decine di tombe scavate anch'esse nel tufo, mura etrusche incorporate da quelle medioevali, un mitreo poi tramutato in chiesa (intitolata alla Madonna del Parto), il Duomo di origine romanica.

Francesco Petrarca, scrivendo del suo primo viaggio a Roma nella lettera al cardinale Giovanni Colonna, descrive Sutri:

«A due sole miglia sta Sutri, sede diletta a Cerere, e antica colonia, secondo che dicono, di Saturno: ove non lungi dalle mura mostrano il campo che narrano fosse il primo in Italia a ricevere la sementa del grano, segato indi a poco dallo stranio re che con tal beneficio mansuefatti e cattivatisi gli animi di quei primi abitatori regnò su loro tranquillo infin che visse, e venuto dopo morte in voce di Dio, dalla gratitudine degli uomini qual vecchio nume con in mano la falce fu venerato. Saluberrimo, a quanto la breve dimora mi concede di giudicarne, è questo clima.
Cingono d'ogni parte il paese colline senza numero, né troppo alte, né di malagevole salita e di nessuno impedimento allo spaziar della vista, infra le quali s'aprono sui convessi fianchi ombrose e fresche caverne, e sorge frondoso il bosco a riparare l'ardore del sole da tutti i lati da quello infuori che guarda a Borea, ove un monticello degli altri più basso in aprica valle spiegandosi appresta alle api una fiorita dimora. Qui d'acque dolcissime ne' bassi fondi il mormorio, qui cervi, damme, cavrioli, e tutto il selvaggio gregge de' boschi errante ne' colli aperti, e schiera infinita d'augelli che lambe le onde o su pei rami saltellando sussurra. Taccio de' buoi, e de' domestici armenti, e dei doni di Cerere e di Bacco, che alla fatica dell'uomo dolci ed ubertosi rispondono, e dei naturali tesori dei vicini fiumi, dei laghi e del mare, che anch'esso poco è distante.»
(Lettere di Francesco Petrarca delle cose familiari, lettera XXIII, ca. 1337)
Clima

Classificazione climatica: zona D, 1937 GR/G

Storia

La storia di Sutri (anticamente Sutrium) è testimoniata dai numerosi ritrovamenti archeologici nella zona appartenenti a diverse epoche. Le sue origini sono molto antiche, probabilmente risalenti all'età del bronzo. La sua fondazione è, secondo la leggenda, da attribuirsi ad un antico popolo di navigatori orientali, i Pelasgi. Altre leggende parlano della fondazione da parte di Saturno, che appare a cavallo con tre spighe di grano in mano nello stemma ufficiale del comune.

Ebbe un forte sviluppo nel periodo di dominazione etrusca, come centro agricolo e commerciale. Come passaggio obbligato per l'Etruria, fu conquistata definitivamente nel 383 a.C. dai Romani, dopo la caduta di Veio. Successivamente sostenne il passaggio di diverse orde barbariche in viaggio per la via Cassia alla volta di Roma, fungendo da baluardo del consolato e dell'impero.

Tra il V e l'VIII secolo Sutri fu coinvolta nelle lotte tra Longobardi e Bizantini, fino a che, nel 728, il re dei Longobardi Liutprando offrì la città e le terre circostanti al papa Gregorio II. Questa donazione viene considerata l'inizio del dominio temporale della Chiesa, ovvero il primo passo per la costruzione del Patrimonio di San Pietro.

Nel IX secolo si colloca la leggenda di Berta, sorella di Carlo Magno, diseredata ed esule per aver avuto rapporti con un uomo di umili origini. Secondo tale leggenda, lungo la strada per Roma, ella si fermò a Sutri (secondo alcuni avendola ricevuta in dono dal fratello come dimora) e partorì in una grotta Orlando (o Rolando), poi nominato paladino di Francia dallo stesso imperatore e protagonista di numerose opere sulle sue gesta cavalleresche.

Si svolse a Sutri nel 1046 un Concilio indetto dall'imperatore Enrico III, che pose fine allo scisma che vedeva opporsi tre rivali per il papato: vi fu eletto papa Clemente II.

In età feudale fu al centro degli scontri tra guelfi e ghibellini, che culminarono nell'incendio che distrusse il borgo nel 1433, ad opera di Nicolò Fortebraccio, capitano di ventura. Da quel momento la città vide un rapido declino della sua importanza demografica ed economica, dovuto anche al dirottamento delle rotte commerciali lungo la Via Cimina, a favore di Ronciglione, fortemente potenziata dai Farnese. Sutri si ridusse quindi ad una cittadina rurale di secondo piano nello Stato Pontificio, facile merce di scambio per le famiglie nobili.

Alla fine del XVIII secolo, Sutri fu conquistata dalle truppe francesi e accomunata a Ronciglione. Nella Restaurazione fu resa allo Stato Pontificio.

Sutri è un'importante sede vescovile almeno dal V secolo, sebbene la leggenda voglia che San Pietro stesso vi inviò San Romolo come vescovo, agli albori del cristianesimo. Il primo vescovo residente di cui si ha notizia certa è Sant'Eusebio, nel 465. Tra il 1243 ed il 1244 la città è stata per breve tempo sede papale, quando papa Innocenzo IV vi si stabilì per fuggire dall'imperatore Federico II, che egli aveva scomunicato. Nel 1435 la sede vescovile fu unificata con quella di Nepi, a riprova del declino demografico ed economico avvenuto all'epoca. Nel 1556 è stata sede vescovile del futuro papa Pio V, poi canonizzato, a cui sono dedicate molte opere nel Duomo cittadino.
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Fiume

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Cascata

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Arrivo a Sutri
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PORTA FRANCETA

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Sito archeologico

NECROPOLI ETRUSCA

Sito archeologico

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VILLA

panoramica

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Panorama dall'alto del parco della Villa
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Dopo Sutri si rientra a Capranica
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3 commenti

  • Foto di fabioman

    fabioman 8-dic-2019

    salve, vorrei sapere le condizione del tratto della francigena che avete percorso da Capranica a Sutri. Conosco molto bene il tratto, ma l'ultima volta che ci ero passato (dicembre 2018) era molto sporco con vari alberi e rami caduti che ostruivano il passaggio. Da considerare che dovrei passarci in mountain bike e i rami caduti costringono a continui e fastidiosi sali e scendi dalla bici.
    Grazie

  • Foto di luca berni

    luca berni 8-dic-2019

    Credo che la situazione non sia molto cambiata. Alcuni rami e tronchi sul percorso che costeggia il fosso Mozzano e alcuni ponticelli scivolosi o in cattive condizioni. Non c'è stata una recente manutenzione del sentiero. Ciao

  • Foto di fabioman

    fabioman 8-dic-2019

    un vero peccato che non riescano a tenere pulito un percorso così bello...

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