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Distanza

10,39 km

Dislivello positivo

204 m

Difficoltà tecnica

Facile

Dislivello negativo

204 m

Altitudine massima

285 m

Trailrank

99 4,8

Altitudine minima

174 m

Tipo di percorso

Anello

Tempo

3 ore 13 minuti

Coordinate

1183

Caricato

10 giugno 2018

Registrato

giugno 2018
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285 m
174 m
10,39 km

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vicino a Vicchio, Toscana (Italia)

Anello del Beato Angelico. Il paese di Vicchio, nel cuore del Mugello, ha dedicato alcuni giri escursionistici ai pittori ed artisti che ivi sono nati, luoghi da cui essi hanno tratto le ispirazioni per produrre quei capolavori riconosciuti in tutto il mondo; Giotto, Cimabue, Benvenuto Cellini, il Beato Angelico. Proprio di quest'ultimo percorriamo un facile itinerario nelle colline a nord del paese. Si parcheggia la macchina in centro e ci si dirige verso il cuore, piazza Giotto. Dopodiché si gira dietro all'omonimo teatro e si va verso nord, seguendo via dei Pini e costeggiando il bel lago di Vicchio. Presto la strada diventa bianca e poi carrareccia ai lati di campi coltivati. Ad un segnale ben visibile si gira a destra, scendendo in un fresco boschetto. Si attraversa un fiumiciattolo su di un ponticello e si risale abbastanza ripidamente verso Rupecanina, con amena chiesetta e piccolo cimitero datato. Si prosegue poi verso nord sino al prossimo bivio, dove si volta nuovamente a destra per collegarsi con una strada bianca. Da questo punto occorre voltare a sinistra per raggiungere n cima alla salita la bella casa ristrutturata del Beato Angelico, dove un gentil signore, l'attuale proprietario, volentieri farà due chiacchiere con voi sulle origini dei luoghi da cui l'artista trasse l'estro. Si ritorna poi sui propri passi fino al bivio, dove si tira dritto. La strada ritorna asfaltata ed entra in paese per la chiusura dell'anello.
Da wikipedia
Vicchio, talvolta anche indicato come Vicchio del Mugello, è un comune italiano di 7 954 abitanti[2] della città metropolitana di Firenze, situato nella valle del Mugello, in Toscana.

Il Cristo in cera realizzato dal maestro ceraiolo de' La Specola fiorentina nel 1798 ed esposto sopra l'altare dell'oratorio della Misericordia di Vicchio

Geografia fisica

StoriaModifica

Vicchio è stata la patria natale di due pittori che hanno fatto grande l'arte figurativa: Giotto e il Beato Angelico. La casa natale di Giotto sul colle di Vespignano è meta ogni anno di numerosi visitatori. Nel 2001 sono stati festeggiati i 100 anni della posa in opera della statua del pittore nella piazza omonima nel centro del paese.

Il caratteristico Cipresso di Montelleri, frazione nei pressi del Lago di Vicchio.

Tra il 1559 e il 1571, a Vicchio soggiornò saltuariamente Benvenuto Cellini. Nella casa che fu dell'orafo e scultore, c'è oggi una scuola di oreficeria, in cui si tengono anche mostre.

Al plebiscito del 1860 per l'annessione della Toscana alla Sardegna i "sì" non ottennero, anche se di poco, la maggioranza degli aventi diritto (1154 su totale di 2772), sintomo dell'opposizione all'annessione[5].

Nel 1901 Giosuè Carducci, spesso ospite della famiglia nobile dei Giarrè Billi nella frazione di Pilarciano, fu il presidente del comitato che portò all'erezione della statua di Giotto, nella piazza centrale del paese.

Vista sul Lago di Vicchio. In primo piano il piccolo isolotto sul lago.

Vicchio fu l'epicentro del terremoto del 29 giugno 1919, uno dei maggiori sismi italiani del XX secolo: la scossa ebbe magnitudo 6,2. Il comune, su 1500 abitazioni esistenti, ne vide andare distrutte 700, con altre 500 danneggiate al punto tale da non consentire l'abitabilità. Le vittime furono oltre cento, relativamente poche rispetto alle migliaia di senzatetto: il terremoto avvenne infatti verso le tre del pomeriggio, dopo alcune scosse di preavviso, in una zona e in una stagione in cui la componente rurale, maggioritaria, era impegnata a lavorare nei campi. In quell'occasione caddero anche le mura cittadine e tre delle sei torri. Due di quelle rimaste, la Torre di levante e la Torre di ponente (quelle maggiori) vennero fatte crollare dall'esercito tedesco, durante la sua ritirata. Resta soltanto la torre Cerchiai, visibile da Piazza della Vittoria.

Il 6 marzo 1944 Vicchio fu occupata dai partigiani che procedettero alla cattura e all'esecuzione di diversi simpatizzanti fascisti[6].

Il conseguente rastrellamento effettuato da militi della RSI il 12 marzo 1944 portò alla cattura di diversi renitenti alla leva. Tra cui, oltre ad alcuni giovani contadini del posto, un aviere sardo che si era rifugiato presso la famiglia di uno di loro, nei pressi di Gattaia.

I cinque, cosiddetti martiri del Campo di Marte, furono giustiziati il 22 marzo 1944, con l'accusa di renitenza alla leva dalla Banda Carità; essi, tutti ventunenni, si chiamavano Leandro Corona, Ottorino Quiti, Antonio Raddi, Adriano Santoni e Guido Targetti. Il 25 aprile 2008 sono stati insigniti della Medaglia d'oro al Valor Civile dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.[7]. A ricordo è stata posta una targa in un circolo ricreativo fuori dal paese, in località Caselle.

Vista su Vicchio con il campanile in lontananza. Sullo sfondo Montesassi.

Tra i momenti più tragici della storia vicchiese si ricorda l'eccidio nazista di Padulivo, avvenuto tra il 10 e l'11 luglio 1944, quando le milizie tedesche, per rappresaglia contro l'assassinio di un loro commilitone per mano partigiana, uccisero 15 persone: Pietro Bastianelli, Mario Banchi, Valeriano Calzolai, Attilio Fibbi, Aldo Galardi, Antonio Gabellini, Maria Giudici, Renzo Gottardi, Annibale Landi, Aurelio Menicucci, Giovacchino Parigi, Renato Poggiali, Nello Santoni, Ettore e Nello Zagli.

Nella piccola frazione di Barbiana visse e operò don Lorenzo Milani, dopo la decisione della Curia di trasferirlo in quanto scomodo. Intellettuale raffinato, sensibile ai problemi dell'educazione, s'impegnò per l'elevazione culturale dei ceti meno abbienti, insegnando a figli di contadini che avrebbero dovuto invece lavorare. Il suo lavoro quotidiano e la sua produzione letteraria sconcertò e stimolò il dibattito pedagogico degli anni sessanta.

Il nuovo Museo di Arte Sacra e Religiosità Popolare Beato Angelico, inaugurato nel giugno del 2000, è il frutto di un lavoro e di un impegno che affonda le radici negli anni sessanta del XX secolo, quando nei locali del Palazzo Comunale si cominciarono a raccogliere oggetti artistici che si consideravano da salvare, perché destinati ad una lenta distruzione oppure perché sottoposti ai furti sempre più frequenti. Il Museo si inserisce nel progetto di Museo Diffuso che interessa il Mugello, l'Alto Mugello e la Val di Sieve. Di fronte al museo è collocato il monumento bronzeo a Beato Angelico dello scultore Sergio Benvenuti: Beato Angelico è ritratto in abiti dominicani, in posizione eretta, con lo sguardo rivolto verso l’alto mentre stringe al petto la tavolozza, la squadra e i pennelli. È una replica dell'artista, con leggere varianti, della statua già eseguita per la Basilica di San Marco a Firenze.....
Museo

MUSEO

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VICCHIO

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DX

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5 commenti

  • Foto di fefeexplorer

    fefeexplorer 3 mar 2020

    Grazieee mille!!

  • Foto di luca berni

    luca berni 3 mar 2020

    Prego. Ciao

  • Foto di leogas

    leogas 19 set 2020

    Ho seguito questo percorso  Mostra di più

    Un piacevole percorso nelle colline del Mugello 👍

  • Diego Viti 15 gen 2022

    Ho seguito questo percorso  verificato  Mostra di più

    Bella camminata in ambienti bucolici e gradevoli per rilassarsi

  • Foto di luca berni

    luca berni 15 gen 2022

    Bene, mi fa piacere che ti sia piaciuto

Puoi o a questo percorso