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Caricato 26 dicembre 2016

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vicino a Abbadia San Salvatore, Toscana (Italia)

Rieccoci nella bellissima Val d'Orcia. Si parte dalla periferia di Abbadia San Salvatore, via Sant'Andrea, inoltrandoci nel rado bosco (foto1). Giunti in località Cerro del Tasca si prosegue sino all'abitato di Piancastagnaio. Bellissimo comune medievale (foto4e5). Rientri per il pedonale-ciclabile da abbandonare dopo circa un paio di kilometri per ricongiungersi con via della Primula, ad Abbadia. Abbadia San Salvatore è bellissima, anche di notte.
Da Wikipedia
Abbadia prende il nome dall'abbazia benedettina, fondata nel 743 dal re longobardo Rachis, di cui oggi rimangono solo la chiesa e la cripta ora officiata dai cistercensi.
La zona di Piancastagnaio faceva parte dei terreni di cui era dotata, sin dall'VIII secolo, l'abbazia di San Salvatore, da cui ha preso nome il vicino paese. Alla fine del XII secolo a Piancastagnaio esisteva già una piccola cinta muraria fortificata che racchiudeva la parte più alta dell'attuale centro storico. Nel secolo seguente, con lo sviluppo economico e la nascita del Comune, l'abitato si estese molto oltre queste mura.

Piancastagnaio, come altre zone appartenenti all'abbazia, fu ottenuto in feudo dai conti Aldobrandeschi di Sovana che, subito minacciati da Siena e da Orvieto, finirono col diventare feudatari di Siena nella seconda metà del XIII secolo. Estintisi gli Aldobrandeschi (del ramo di Sovana) nel 1284, di nuovo Siena e Orvieto si contesero la zona. Orvieto prevalse nella prima metà del XIV secolo, poi Siena, minacciata però dagli Orsini di Pitigliano. Non senza diffidenze e ostilità, il comune di Piancastagnaio fini, nella prima metà del XV secolo, a far parte della Repubblica di Siena (1440), che inviava un podestà.

Il comune si era formato nel corso del XIII secolo, come espressione della comunità di interessi tra artigiani, allevatori e coltivatori (grande valore avevano i boschi di abeti di alto fusto, richiesti per gli alberi delle navi e per l'edilizia). Troppo debole per mirare ad una vera indipendenza politica, il comune si preoccupò costantemente di avere una protezione che, in cambio di un tributo e dell'uso della rocca, lo difendesse militarmente, ma rispettasse l'autonomia amministrativa ed economica.

Piancastagnaio rimase fedele a Siena, finché questa fu sopraffatta da Firenze (resa di Montalcino, 1559). Nel 1601 il granduca di Toscana concesse Piancastagnaio in feudo al marchese Giovanni Battista Bourbon del Monte, già generale delle fanterie della repubblica veneta. Con lui ed i suoi successori il Marchesato di Piancastagnaio ebbe definiti i suoi confini territoriali che ancora oggi permangono. Il marchese concesse denari per gli interventi di riparazione della chiesa della Madonna di San Pietro e del convento di San Bartolomeo, fece impiantare cento castagni da frutto e realizzò il suo palazzo granducale coronato da magnifici giardini. Il dominio dei feudatari cessò nel 1777.
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Via Fosso Canali + Via Piscinello

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Strada

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Via Cerro Del Tasca

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Via San Michele (NO) + Via San

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Via Remedi

2 commenti

  • Foto di leogas

    leogas 28-mar-2020

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    Un bell’anello collegante due bei borghi medievali toscani.

  • Foto di giorgiopat

    giorgiopat 14-set-2020

    Ho seguito questo percorso  Vedi altro

    Trekking tra Abbadia e Piancastagnaio in parte su sterrato ed in parte su strada ciclopedonale. Piacevole una veloce visita tra i due paesi. Apprezzabile la gastronomia locale!

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