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vicino a Misurina, Veneto (Italia)

da wikipedia
Le Tre Cime di Lavaredo (Drei Zinnen in tedesco; Tré Thìme in dialetto cadorino[1]) sono tra le cime più famose delle Dolomiti, nel territorio delle Dolomiti di Sesto, considerate tra le meraviglie naturali più note nel mondo dell'alpinismo con la Cima Grande che rappresenta una delle classiche pareti nord delle Alpi.

Si possono raggiungere dal lago di Misurina, da Carbonin e dalla val di Sesto e permettono la vista panoramica delle cime circostanti e del parco Naturale Tre Cime.
Indice

1 Toponimo
2 Storia
3 Descrizione
3.1 Composizione
3.2 Punti panoramici
3.3 Il Confine
3.4 Idrografia
3.5 Rifugi
3.6 Raggiungibilità
4 Alpinismo
4.1 Le vie classiche più ripetute
4.1.1 Alla Cima Piccola
4.1.2 Alla Cima Piccolissima o Preussturm
4.1.3 Alla Cima Grande
4.1.4 Alla Cima Ovest
4.2 Alpinisti deceduti sulle Tre Cime
5 Ciclismo
6 Leggende
7 Nei media
8 Stemma
9 Galleria d'immagini
10 Note
11 Voci correlate
12 Altri progetti
13 Collegamenti esterni

Toponimo

Le attestazioni più antiche del toponimo si riferiscono alle forme tedesche, tant'è che le denominazioni Dreyspiz (letteralmente "tre punte"), dreÿ Spitz e Zwain hohen Spizenn si riscontrano sin dal Cinque- e Seicento.[2] Nel famoso "Atlas Tyrolensis" del 1774 di Peter Anich e Blasius Hueber le cime sono indicate come 3 Zinnern Spize. Tuttavia le prove a supporto dell'origine tedesca del toponimo sono piuttosto scarne.[3]
Storia
Le Tre cime di Lavaredo fotografate negli anni della prima guerra mondiale

Fra il 1915 e il 1917 le vette delle Lavaredo costituirono il fronte di guerra. Di questo periodo rimangono ancora evidenti resti (trincee, gallerie, baraccamenti) sul massiccio e sul vicino monte Paterno.

Il 9 luglio 1974 cadde tra le Tre Cime e il monte Paterno un elicottero Bell 206 dell'Esercito Italiano (sigla "EI613"), pilotato dal Capitano Pier Maria Medici dell'ALE. A bordo inoltre vi erano due Ufficiali di SM della Brigata alpina "Tridentina" (Ten. Col. Renzo Bulfone Ca. S.M. della Brigata e il Magg. Gianfranco Lastri Capo Ufficio OAIO).[4] A memoria dell'incidente, tra i due monti si trova una lapide commemorativa, composta anche dalle stesse pale dell'elicottero.
Descrizione

Le Tre Cime di Lavaredo assomigliano vagamente a tre dita, che puntano verso il cielo compatte, armonicamente allineate, apprezzate dagli estimatori per forme e colori.

Il gruppo è attraversato dall'alta via n. 4, detta di Grohmann.
Composizione
Le Tre Cime indicate come 3 Zinnern Spize nell'Atlas Tyrolensis del 1774

Le Tre Cime sono composte da[5]:

la più alta è la Grande, ossia la centrale (3.003 m s.l.m.);
la seconda è la Cima Ovest (2.973 m);
la Cima Piccola è la più bassa (2.857 m).

Punti panoramici

I punti panoramici più conosciuti sono quelli che si possono ottenere dalla val di Landro, presso il vecchio paese (ora al suo posto c'è un albergo) dove si ha un profilo laterale delle Tre Cime, oppure dal rifugio Auronzo o ancora dal rifugio Antonio Locatelli.

Ma forse la vista migliore delle Tre Cime si ha dal monte Piana e dalla cima di alcune vette, che si ergono nelle sue vicinanze, come la Torre di Toblin o il monte Paterno.
Il Confine

L'attuale Confine, rideterminato in seguito alla Grande Guerra, coincide con quello tra il Sacro Romano Impero e la Serenissima stabilito nel 1752 con il Trattato di Rovereto da Maria Teresa d'Austria e dal doge Francesco Loredan. Esso, passando esattamente lungo la Parete Nord delle Tre Cime e cadendo a piombo verso terra sulla Base Nord. In precedenza al Trattato di Rovereto, le Tre Cime di Lavaredo erano sempre da tempo immemore contenute nel comprensorio di Auronzo, ma, all'epoca più esteso di oggi e comprendente vari territori al di là dello spartiacque alpino sotto il dominio di Venezia: a titolo di esempio il confine inglobava una parte dell'attuale Parco Naturale Tre Cime e giungeva fino alle "Pale di Rivis", ovvero, partendo dal Rifugio Locatelli proseguiva sulla Torre dei Scarperi e oltrepassava il Monte Rudo.[6][7][8][9]
Idrografia

L'esteso altipiano ai piedi delle Tre Cime rappresenta un importante spartiacque idrografico.

Verso nord-nordest i piccoli torrenti e i rigagnoli scorrono attraverso le valli Sassovecchio (Altensteintal) e Campo di Dentro (Innerfeldtal), sfociando nel rio Sesto e poi attraverso la Drava e successivamente il Danubio, nel mar Nero.
La Rienza, che sgorga ai piedi delle Tre Cime, sul versante settentrionale, scorre verso ovest attraverso le valli Rienza e Pusteria e poi confluendo nell'Isarco e nell'Adige, sfocia nel mare Adriatico presso Chioggia.
Dall'altopiano verso sud invece le acque scorrono prima attraverso la val Marzon, e raggiungono poi il mare Adriatico presso Jesolo dopo essere confluite nei fiumi Ansiei e Piave.

Rifugi

Rifugio Antonio Locatelli
Rifugio Auronzo
Rifugio Lavaredo

Raggiungibilità
Le Tre Cime di Lavaredo viste da ovest

L'unico modo per raggiungere comodamente le Tre Cime in macchina, è attraverso la strada panoramica a pedaggio di ingresso al parcheggio, che sale da Misurina;
Come escursione a piedi, invece esistono diverse alternative:
un modo è risalire la valle della Rienza, dal lago di Landro;
dalla val Fiscalina nei pressi di Sesto;
dalla val Campo di Dentro, passando per il rifugio Tre Scarperi;
dal rifugio Pian di Cengia raggiungibile sempre dalla val Fiscalina passando alla sinistra della Cima Una e oltrepassando il rifugio Zsigmondy-Comici (circa 5 ore);
oppure da Auronzo di Cadore risalendo prima per la val Marzon e poi per la vecchia strada militare lungo il vallon di Lavaredo.

Alpinismo

1 commento

  • Foto di leogas

    leogas 29-ott-2020

    Ho seguito questo percorso  Vedi altro

    Contesto e panorami indescrivibili 👍

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