• Foto di 338 FORESTA UMBRA
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Tempo  2 ore 38 minuti

Coordinate 736

Caricato 26 aprile 2016

Recorded giugno 2014

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819 m
735 m
0
2,7
5,4
10,81 km

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vicino Vico del Gargano, Puglia (Italia)

Al riparo dalla calura estiva, all'interno di una bellissima faggeta, c'è una foresta fitta e fresca, dove si può godere di un'escursione immersi nel verde. Merita davvero! Possibilità di acquistare una mappa disegnata dei dintorni presso un negozietto vicino alla casa forestale che potete trovare sulla SP vicino al punto di partenza dell'itinerario. Purtroppo non ho trovato una carta topografica escursionistica.
Estratto da www.it.wikipedia.org
La riserva naturale Foresta Umbra è un'area naturale protetta posta all'interno del Parco Nazionale del Gargano. Si estende nella zona centro-orientale del Gargano, a circa 800 metri di altitudine. Il nome "umbra", deriva dal latino: cupa, ombrosa, come allora, e come in parte oggi, appare.
Dal 7 luglio 2017 le sue faggete vetuste sono entrate a far parte del patrimonio UNESCO.
Territorio
Il territorio della riserva occupa un'area di circa 400 ettari.[2] La foresta è stata divisa in quattro zone più o meno concentriche: la zona A, la zona B, la zona C e la zona D.

zona A: area di riproduzione delle specie animali selvatiche. È il cuore nascosto della foresta e l'accesso al pubblico è vietato;
zona B: comprende la parte più incontaminata della Foresta Umbra dove è severamente vietato produrre rumori molesti, alzare la voce o avere comportamenti che possono essere percepiti in qualche modo dalla popolazione animale;
zona C: in quest'area è interdetto l'ingresso ai veicoli a motore pur essendo libera la circolazione delle persone;
zona D: è quella di maggior tolleranza dal punto di vista ambientalistico, in quanto è la zona dei paesi compresi nella foresta.
Fllora
Floristicamente vi si possono distinguere tre zone: quella superiore della faggeta (84% circa di faggi, in misura minore aceri, carpini ecc.); quella intermedia della cerreta (cerri e altre querce circa 45%, faggi 21%, poi carpini, aceri, tigli ecc.) e quella bassa del bosco mediterraneo con lecci e specie minori. Lo scenario che la foresta offre in autunno è spettacolare, quando le foglie degli alberi si tingono dei tipici colori.
Zappino dello Scorzone
Lo Zappino dello Scorzone è un albero monumentale di oltre 700 anni situato nel territorio tra San Menaio e Peschici. Si tratta di un pino d'Aleppo il cui tronco presenta una circonferenza di circa 5 metri , ed un'altezza che supera i 20 metri.
Insieme allo Zappino di don Francesco è considerato tra i pini d'Aleppo più grandi e antichi d'Italia.
Tasso
Diffuso nella foresta Umbra è l'albero del tasso (Taxus baccata). È un albero che preferisce vivere in solitudine dai suoi simili, in quanto le sue radici tendono a soffocare la vegetazione circostante. Il tasso è detto anche "albero della morte", poiché da esso si ricava un veleno mortale, la tassina, che ha effetto narcotico e paralizzante sull'uomo e su alcuni animali; è mortale in quanto anche se ingerita in piccole quantità blocca la respirazione. Esiste una leggenda che vuole la tassina usata dal principe Federico II di Svevia per uccidere le sue amanti scomode. Nonostante l'elevata pericolosità, dalla tassina si ricava il farmaco tamoxifene. Il tasso ha un legno particolarmente elastico usato anticamente per la produzione degli archi.
Fauna
La Foresta Umbra ospita un grande numero di specie animali. Possiamo infatti trovare lepri, scoiattoli, fagiani e piccoli roditori oltre a cinghiali, caprioli, picchi e donnole. Nel folto è possibile anche avvistare il cervo. Comuni sono anche daini, volpi, tassi e gatti selvatici, questi ultimi predatori astuti e con abitudini elusive. Molte specie di uccelli tra le quali il corvo, la gazza, la capinera, l'usignolo, il pettirosso e il merlo. Numerosi sono i rapaci sia diurni come lo sparviero, il nibbio, l'astore e la poiana, sia notturni come il grande gufo reale, l'allocco, la civetta ed il barbagianni. Recentemente, alcune fototrappole, messe nelle zone più interne della foresta hanno dimostrato la presenza del lupo appenninico. Nelle foto scattate si intravede una coppia di lupi, della quale la femmina, ha le mammelle gonfie, segno che è nel periodo dell'allattamento e che sta allevando dei cuccioli. Il ritorno del lupo, non solo sul Gargano, ma ancora prima sulla Murgia barese può essere spiegato con l'efficacia delle misure di protezione attuate dallo Stato che stanno facendo aumentare la popolazione di lupo. Il più importante carnivoro italiano, a partire dalla seconda metà del XX secolo, ha recuperato i territori dai quali era stato eliminato nei due secoli precedenti, tornando a svolgere il suo prezioso ruolo di predatore al vertice della piramide trofica.
I prodotti principali delle attività legate al bosco sono rappresentati dal legname, soprattutto di faggio.

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