• Foto di 335 ROCCA CALASCIO
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Tempo  4 ore 27 minuti

Coordinate 1366

Caricato 26 aprile 2016

Registrato giugno 2014

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vicino a Santo Stefano di Sessanio, Abruzzo (Italia)

Estratto da it.wikipedia.org
Rocca Calascio è una rocca situata in Abruzzo, in provincia dell'Aquila, nel territorio del comune di Calascio, ad un'altitudine di 1450 metri s.l.m, poco sopra il paese. Ricompresa nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, è conosciuta per la presenza del castello, tra i più elevati d'Italia, e dell'antico borgo medioevale sottostante, ancora oggi abitato da alcuni abitanti, considerata uno dei simboli dell'Abruzzo.
La fondazione della rocca è dovuta probabilmente alla volontà di re Ruggero d'Altavilla dopo la conquista normanna del 1140 con prevalente funzione di avvistamento, anche se il primo documento storico che ne attesta la presenza è datato 1239.
Fece parte con Calascio, Castelvecchio Calvisio, Carapelle Calvisio e Santo Stefano di Sessanio della celebre Baronia di Carapelle, della quale seguì le vicende storiche fino al 1806, anno dell'abolizione della feudalità.
Nei secoli si susseguirono nel dominio le famiglie Pagliara, Plessis, Colonna, Celano, Caldora, Accrocciamuro, Todeschini Piccolomini, Del Pezzo, Cattaneo, Medici, Borbone.
In particolare nel 1463 venne concessa da re Ferdinando ad Antonio Todeschini della famiglia Piccolomini che modificò la fortificazione dotandola di una cerchia muraria in ciottolame e quattro torri di forma cilindrica a uso militare, con una merlatura ghibellina.
Nel 1703 venne devastata da un violento terremoto in seguito al quale l'area più alta del borgo venne abbandonata e buona parte della popolazione si trasferì nel vicino paese di Calascio.
Nel XX secolo anche le ultime famiglie rimaste abbandonarono il borgo e la rocca rimase disabitata. Sul finire del secolo però, anche sull'onda del successo derivato dall'ambientazione di alcuni film (su tutti Lady Hawke del 1985 e Il nome della rosa del 1986), alcune abitazioni sono state recuperate e altre sono state convertite a strutture ricettive; il castello, inoltre, ha subito un'importante operazione di restauro e consolidamento ed è oggi una delle principali attrazioni turistiche della zona, grazie al lavoro di due coniugi e della loro famiglia che hanno aperto un albergo diffuso poco sotto il castello.
Il castello, che domina la valle del Tirino e l'altopiano di Navelli a poca distanza dalla piana di Campo Imperatore, è situato su un crinale a 1.460 metri d'altezza, in una posizione molto favorevole dal punto di vista difensivo ed era utilizzato come punto d'osservazione militare in comunicazione con altre torri e castelli vicini, sino all'Adriatico.
La struttura, interamente in pietra bianca a conci squadrati, si compone di un maschio centrale di antica origine e di una cerchia muraria in pietra e quattro torri d'angolo a base circolare fortemente scarpate, costruite a partire dal 1480. L'accesso avveniva attraverso un'apertura sul lato orientale posta a circa cinque metri da terra, cui si accedeva attraverso una rampa in legno, originariamente retrattile, poggiata su mensole in pietra.
Il castello, danneggiato dai terremoti, è stato soggetto a una serie di restauri conservativi tra il 1986 e il 1989 volti a risanare la struttura e a consentirne il recupero architettonico-funzionale, ed è oggi fruibile gratuitamente ai visitatori. Da esso si gode di un'ampia veduta, tra le più suggestive d'Abruzzo, con vista dei principali gruppi montuosi dell'Appennino abruzzese, dal Gran Sasso a nord (Corno Grande, Pizzo Cefalone, Monte Prena, Monte Camicia, Monte Bolza, Monte Ruzza), al Velino-Sirente, alla Maiella, ai Monti Marsicani, la sottostante Valle del Tirino, l'Altopiano di Navelli e in lontananza la Conca Peligna.
Il borgo, situato a sud-ovest rispetto al castello, lungo il sentiero che sale dall'abitato di Calascio, compone con esso un unico organismo fortificato.
Il suo sviluppo è legato alle modeste dimensioni del castello e all'esiguità di uomini che riusciva a ospitare, oltre che alla necessità di salvaguardare la popolazione dagli assalti di invasori. Il collegamento con il castello avveniva attraverso un ponte levatoio in legno, oggi sostituito da una semplice rampa.
Può essere distinto in due parti, una originaria adiacente al castello e una posta più a valle e più recente. La parte alta venne praticamente abbandonata già in seguito alle distruzioni causate dai terremoti del 1348/49 e del 1461 ed è oggi in forma di rudere; la parte bassa era invece abitata sino al primissimo dopoguerra ed è stata sottoposta negli anni a numerosi restauri conservativi. Accanto a forme di restauro, per così dire "pubbliche", vanno segnalati anche interventi di semplici appassionati della montagna abruzzese che hanno contribuito con i loro interventi al recupero del sito, stabilendosi come residenti nel borgo.

1 commento

  • Foto di leogas

    leogas 7-apr-2020

    Ho seguito questo percorso  Vedi altro

    Percorso semplice dal punto di vista tecnico che tocca luoghi affascinanti su posizioni dominanti.

Puoi o a questo percorso