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vicino a Rossena, Emilia-Romagna (Italia)

da wikipedia
Il castello di Rossena nasce come fortezza militare posta a difesa del castello di Canossa, sito nelle immediate vicinanze, con lo scopo di arrestare eventuali aggressioni nemiche provenienti dalla valle dell'Enza.[1] La costruzione, probabilmente iniziata intorno al 950, si origina a partire da una struttura preesistente, che costituisce il mastio. Essa era paragonabile per tipologia alla vicina torre di Rossenella.[2] Si organizza su tre livelli ed è caratterizzato tre cinta murarie.

Inizialmente di proprietà della famiglia Canossa, passa in mano alla famiglia Da Correggio fino al 1612, quando il ducato di Parma ne entra in possesso.

Nel 2000 ha subito un restauro che ha permesso anche l'utilizzo della struttura per scopi ricettivi.

l Tempietto del Petrarca è una struttura commemorativa nella frazione di Selvapiana, località nel Comune di Canossa in provincia di Reggio Emilia, Italia. Venne edificata tra il 1838 e il 1847 per ricordare il soggiorno del poeta in quei luoghi attorno al 1341, tempi in cui fu ospite a Parma presso Azzo da Correggio. Durante il soggiorno a Selvapiana egli riprese la scrittura del poema Africa.

Canossa (Canòsa in dialetto reggiano) è un comune italiano di 3 749 abitanti della provincia di Reggio Emilia in Emilia-Romagna.

Fino al 1991 era chiamato Ciano d'Enza (Ciân o Siân in dialetto reggiano[2][3]), tuttavia tale nome è stato mantenuto dal capoluogo, per cui da quel momento è divenuto un comune sparso.
Indice


La frazione di Ceredolo dei Coppi

Il comune di Canossa sorge sulla sponda destra del torrente Enza, presso il confine con la provincia di Parma. Il capoluogo comunale, Ciano d'Enza, sorge a 25 chilometri a sud-ovest di Reggio nell'Emilia nell'Appennino Emiliano. L'abitato di Ciano d'Enza si trova su un terrazzo alluvionale circondato dalle catene montuose calanchive della provincia di Parma e da quelle del comune di Canossa, in particolare alle spalle del paese si trova il verdeggiante monte Albano alle cui spalle si nota a fianco del castello di Canossa, ricoperto da boschi di querce, il monte Tesa (690 m s.l.m.)[4], seconda cima più elevata del comune dopo il monte Staffola; mentre a sud ritroviamo le rupi di Rossena e Rossenella.
Clima

Il comune è caratterizzato da clima di valle per la frazione di Ciano d'Enza, con inverni nevosi e molto rigidi ed estati calde ma ventilate di giorno dalla brezza di valle che soffia da nord verso sud e di notte dalla brezza di monte da sud verso nord; mentre clima tipicamente montano caratterizza il resto del territorio. Grazie alla sua elevazione durante il giorno in inverno il paese emerge dalle nebbie che ricoprono la pianura a partire dalla zona pedecollinare di San Polo d'Enza, mentre di sera è possibile riscontrare la risalita di questa nebbia che non perdura per più di qualche ora sul territorio, dando spettacoli suggestivi alla zona dei castelli.
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Canossa.
Storia

I primi abitanti della zona furono i Liguri, probabilmente della tribù dei Frinati. A nord dell'odierno insediamento di Ciano d'Enza sorgeva la città di Luceria. Fondata in quanto importante centro commerciale, decadde verso il IV secolo a causa di un disastro naturale, probabilmente un'inondazione o un terremoto, dato il gran numero di reperti rinvenuti nel corso degli scavi. Nei secoli bui le popolazioni che prima abitavano nella valle dell'Enza, s'insediarono nelle colline preappeninniche, fortificando i rilievi più difendibili, come le rupi di Canossa e Rossena. Il primo riferimento a Ciano è contenuto in una donazione fatta dal conte Arduino al monastero di San Prospero di Reggio nel quale viene menzionato come Cilianum.

Qui, durante la lotta per le investiture, nell'anno 1077, l'imperatore Enrico IV si umiliò davanti a papa Gregorio VII perché venisse ritirata la scomunica (da cui il detto: Andare a Canossa, in segno di remissione e pentimento).
Da qui partì inoltre l'incarico per Irnerio di fondare lo studium di Bologna, col preciso scopo di diffondere la nobile legislazione romana, da alcuni secoli andata dimenticata.

In località Selvapiana, nei pressi dell'Enza, il poeta Francesco Petrarca trascorse l'estate del 1341, ospite di Azzo da Correggio. Vi terminò la stesura del suo poema Africa. A ricordo del suo soggiorno è stato eretto il Tempietto del Petrarca, con una statua del poeta, opera di Tommaso Bandini, e dipinti di Francesco Scaramuzza.[5]

Nel 1847 Ciano, Borzano, Compiano, Gombio e Vedriano furono unite al Ducato di Modena e Reggio nell'ambito del trattato di Firenze.

Durante la seconda guerra mondiale a Ciano d'Enza operò un Commando anti-partigiano che si rese responsabile di diversi eccidi e massacri nell'Appennino reggiano e parmense.

Presso 'Rossena' si ritrovavano i dirigenti cattolici che facevano riferimento a Giuseppe Dossetti[6]

Nel 1991 il comune di Ciano d'Enza assunse l'attuale denominazione di Canossa.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose

Chiesa di Sant'Apollonio, ruderi del X secolo
Nell'antico borgo di Cerezzola è presente un oratorio (di S. Maria Maddalena) con scorci di affreschi quattrocenteschi

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