Tempo  4 ore 52 minuti

Coordinate 2083

Uploaded 5 giugno 2017

Recorded giugno 2017

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2.164 m
1.603 m
0
2,9
5,8
11,65 km

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vicino Valle Granara, Lazio (Italia)

Altro 2.000… da Serra Sant’Antonio percorrendo la carrareccia indicata dai cartelli, raggiungo facilmente Fonte Della Moscosa, da qui piegando a sinistra, il sentiero si fa sottile ma comunque evidente. Alberi, prati verdissimi, fiori, roccette e splendidi panorami sono combinati in una misura tale da rendere l’escursione per niente banale e anche poco faticosa. Prima del Viglio, una madonnina, una colombina a ricordo di un’escursionista morta nel 2005, le cime dei Cantari ,una statua e il temuto Gendarme (uno sperone di roccia con un passaggio di I grado, non particolarmente difficile secondo me, ma facilmente aggirabile seguendo il sentiero a destra) prima di raggiungere la vetta. Arrivata sulla cima del Viglio una croce blu domina la dolina dove è posto un cippo che ha stimolato la mia curiosità. Leggo che sulla cresta nord del Viglio passava il confine tra Stato Pontificio e Regno Borbonico. Si… sono soddisfatta… unica nota negativa…. troppi segni della presenza umana, preferisco la montagna meno contaminata possibile.

http://www.tesoridellazio.it/pagina.phparea=I+tesori+del+Lazio&cat=Miscellanea&pag=Filettino+%28FR%29+-+Cippo+di+confine+dello+Stato+Pontificio+sul+Monte+Viglio

Nel Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini si trovano spesso dei cippi di confine risalenti al secolo XIX.
Questi cippi segnarono un momento di conclusione delle controversie legate agli sconfinamenti tre il Regno delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio. Grazie ad un accordo tra i due Stati, firmato nel settembredel 1840, si inizirono ad installare, a partire dal 1846, dei cippi di confine numerati progressivamente lungo tutto il confine.
Il numero 1 fu posto tra Fondi e Terracina e l'ultimo (n.649) a Porto d’Ascoli presso la foce del fiume Tronto. Partendo così dal versante tirrenico nel 1846 si terminarono i laori nel 1847. Ogni cippo riporta, come abbiamo detto, il numero progressivo, la data di apposizione (1846 o 1847) i simboli dei due stati. In particolare un lato aveva sempre incise le chiavi, simbolo dello Stato Pontificio, e la data di apposizione e l'altro lato opposto recava inciso il Giglio ed il numero
progressivo. Sulla testa della colonnina di confine era riportata la linea di confine con la direzione delle colonnine che la precedevano e seguivano. Non vi era una regola sulla distanza di apposizione dei cippi ma era seguito
il buon senso, più il confine era irregolare e più erano vicini. Dopo l'unità d'Italia gran parte dei cippi fu divelta o comunque lasciata al proprio destino. Con un pò di fortuna e colpo d'occhio ne noterete alcuni nelle chiese o nei borghi posti nei luoghi più inverosimili... oppure nel bel mezzo di un prato o di un bosco!
Subito sotto la Vetta del Monte Viglio (m. 2156 s.l.m.) nella "Dolina della Fossa Comune" si potrà notare uno di questi cippi, il numero 249 posto nel 1847
A 41,90705N, 13,37583E
A 41,90380N, 13,38432E
A 41,90200N, 13,38341E
A 41,90115N, 13,38299E
A 41,89979N, 13,37879E
A 41,89892N, 13,37960E
A 41,89426N, 13,38100E
A 41,88792N, 13,37486E
A 41,88765N, 13,37441E
A 41,88487N, 13,37387E
A 41,88370N, 13,37355E
A 41,89650N, 13,37840E

1 comment

  • Foto di Fabio Campoli

    Fabio Campoli 21-giu-2018

    Bella Montagna fatta nel 2015 dalla frazione metà, abbastanza dura partendo da quota 1000.
    Meglio un cippo che racconta una storia passata che delle antenne ;-), come ce ne sono tante tipo Monte Genzana.
    Farò a breve in tuo percorso.

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