Coordinate 2730

Caricato 27 maggio 2019

Recorded aprile 2019

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843 m
111 m
0
6,2
12
24,69 km

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vicino Marassi, Liguria (Italia)

Questo percorso, che parte da Casella, permette di arrivare fino a Genova con l’ultimo tratto che passa attraverso i suoi forti e le sue mura, per poi scendere in Piazza Manin da dove si può utilizzare il trenino per il ritorno. Questa è una ferrovia a scartamento ridotto molto caratteristica che percorre un lungo tratto montano nell'entroterra di Genova. Di solito questo percorso si compie partendo da Genova ma noi lo facciamo al contrario, a causa del traffico dovuto alla mancanza del ponte Morandi. Infatti, è più semplice raggiungere Casella e parcheggiare l’auto. Da qui, per la strada asfaltata, attraversiamo il Torrente Brevenna per raggiungere Avosso e continuare fino al ponte del Torrente Scrivia, dopo il quale a destra inizia il sentiero per Casale di Sella. (420 m) Si sale subito nel bosco per una mulattiera con segnavia Tre Pallini Gialli che in breve raggiunge il torrente Assereto. Il percorso affianca il torrente fino a scendere sul greto, svoltiamo a sinistra e lo seguiamo tra i massi per alcune decine di metri fino a quando a destra, dopo il guado, si riprende il sentiero in salita. La pendenza si fa subito forte e la percorribilità pedonale è assicurata da un bel lavoro di scalinatura con tronchi di sostegno, (in parte rovinati dalle moto) fino al bivio con diramazione a destra senza segnavia, per Crocetta d'Orero. (660 m) Noi proseguiamo diritti, con meno pendenza, fino al villaggio abbandonato di Assereto. (655 m) Del borgo resta ben poco, le case sono quasi tutte crollate, quel poco che resta in piedi è in bruttissime condizioni. Molti tetti sono crollati, pavimenti sfondati, muri in rovina, soffocati dalle liane con la vegetazione spontanea che invade ogni spazio disponibile. Tuttavia, l’impressione è che la bellezza doveva avvolgere questo luogo fino a qualche decennio fa. Riprendiamo il percorso aggirando a Est il Monte Assereto, fino ai prati sommitali che poco dopo ci portano sul dorso erboso e allungato della Cima di Cravasco (780 m) per scendere dolcemente appena sotto al monte passando sotto ad una croce dedicata ai caduti dello stesso. Si prosegue passando accanto al basamento di una pala e si raggiunge una strada asfaltata che in pochi metri porta al valico di Casale di Sella (731 m), dove si trovano una cappella con tavoli e panche per picnic. Il valico prende il nome dal vicino nucleo di case. La cappella è stata eretta in ricordo dei partigiani caduti in questa zona nel 1944 durante uno scontro con i tedeschi. Presso i tavolini di legno si riprende il sentiero segnalato, che aggira ad Est il Monte Sella percorrendone il boscoso. Con una ripida rampa il sentiero si porta sullo spartiacque, in corrispondenza di una selletta erbosa (764 m). Qui si segue il segnavia dell’AVML per salire a sinistra, su tracce lungo il crinale boscoso. Più in alto gli alberi si diradano e si sbuca sulla vetta del Monte Carossino (839 m) da cui si prosegue per risalire il crinale fino alla cima del Monte Alpe (799 m) e subito dopo alla stradina cementata col paletto dell’AVML. Dalla cima si gode di uno splendido panorama sui vicini Monte Alpesisa e Monte Bano, sulla catena dell'Antola, sul versante occidentale dell'Appennino Ligure dal Tobbio al Reixa e sulle Alpi Liguri. Seguendo l’Alta Via si scende per Creto fino al Passo del Canile. (620 m) Nelle vicinanze di un palo in cemento si abbandona il sentiero dell’Alta Via Monti Liguri che prosegue diritto e s’imbocca a destra, il sentiero in discesa tra un’abitazione a sinistra e una vecchia rimessa per auto a destra. Ora il sentiero scende con alcuni tornanti sino alla presa dell’acquedotto, nei pressi del Rio Molassana. Si segue verso Ovest la strada sterrata, ampia e comoda, sotto la quale passa l’acquedotto della Val di Noci. Dopo circa un chilometro incontriamo sulla destra la deviazione segnalata con segnavia X Rosso e Cerchio Pieno Rosso per Case di Sella, continuiamo dritti sino a una curva a destra, facilmente identificabile per la presenza di un ampio slargo e di un traliccio e proseguiamo fino all’abitato di Crocera di Pino. (365 m) Da qui, per strada asfaltata, si raggiunge il Valico di Trensasco. (329 m) Appena passata il Bar Trattoria la Baita Del Diamante, si lascia a sinistra il Sentiero dell'Acquedotto e si imbocca, a destra, la traccia per la Direttissima del Monte Diamante che sale subito ripidamente. Raggiunta una prima elevazione, si rimonta velocemente per prati fino in cima al monte che ospita il primo dei forti, cioè il Forte Diamante, (667 m) costruito tra il 1756 e il 4758 su proposta dell'ingegnere Jacques De Sicre, come posizione avanzata per controllare le mosse del nemico nelle valli sottostanti. Nel 1814 con l'annessione della Liguria al Regno di Sardegna, furono approvati nuovi interventi al Forte, con l'inserimento di nuove caditoie, l'ampliamento della caserma centrale e la costruzione della torre semicircolare con all'interno una scala elicoidale, retrostante la caserma, usata per raggiungere la terrazza. All'interno del forte, posizionato su un terrapieno, si trovano la caserma a tre piani, utilizzati come cappella, magazzino e camerate per la guarnigione che poteva variare da 40 a 100 uomini. Il pavimento del terrazzo, ora ridotto ad un prato, era in origine piastrellato in mattoni, e le grate delle caditoie erano apribili. L'opera è dotata di una cisterna, capace di contenere 80 metri cubi d'acqua. Il retrostante terrapieno pentagonale alla caserma ospitava l'armamento; cinque grandi obici posizionati verso nord, e due cannoncini a difesa dell'ingresso. Questo è il punto più elevato del sistema di fortificazioni.
Dal forte il percorso scende con una lunga serie di tornanti (14) che si possono “tagliare con scorciatoie, per terminare alla Selletta del Diamante. (550 m) Da qui si può scegliere se proseguire a sinistra sulla pista che taglia in quota o salire di fronte per un sentiero che sale ripidamente per cresta verso le altre fortificazioni.
Noi abbiamo optato per il sentiero che dirige a Sud, procedendo sul crinale panoramicissimo con viste sulla Riviera di Levante e le Alpi Marittime, per salire al poggio su cui sorge l’elegante Forte Puin, (508 m) costruito dai piemontesi a partire dal 1815 e terminato nel 1830. Abbandonato a fine Ottocento venne preso in concessione e restaurato nel 1963 dal professor Fausto Parodi pittore, che l'ha abitato per 15 anni. Continuando per il panoramico crinale si passa per il Monte Peralto sulla cui sommità vi è il Forte Sperone, (489 m) un'opera fortificata compresa nelle "Mura Nuove" a difesa della città, costruito nel punto d'incontro dei due rami della cinta difensiva. Proprio l'unione delle due mura, quella sul versante della Val Polcevera e quella sul versante della Val Bisagno, dà luogo ad un particolare bastione angolare, la cui forma assomiglia alla prua di una nave, dal quale deriva il nome del forte. Seguendo le mura poco dopo si inizia la discesa per sentiero fino a Via delle Baracche da cui si svolta a destra per Righi. Fatti circa 120 metri si prosegue a sinistra passando dapprima sotto al parcheggio di Righi, poi costeggiando le mura del Forte castellaccio e le seguenti altre mura: mura delle Chiappe, mura di Sant’Erasmo, mura di San Bernardino e infine le mura di San Bartolomeo per raggiungere la stazione del trenino Genova Casella.
420 m
Bar Trattoria la Baita Del Diamante Restaurant Sant'Olcese, Genova, ITA
411 m
Colle del Canile 645m
Forte Castellaccio Genova, ITA it:Forte Castellaccio
Forte Sperone Genova, ITA IT:FORTE SPERONE
Monte Alpe 799m
Valico di Trensasco 392m

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