Tempo  5 ore 32 minuti

Coordinate 2600

Caricato 11 febbraio 2019

Recorded febbraio 2019

-
-
488 m
12 m
0
5,3
11
21,18 km

Visto 104 volte, scaricato 3 volte

vicino Bacezza, Liguria (Italia)

La prima parte del percorso si svolge lungo un vecchio sentiero abbandonato, riportato alla luce e ben ripulito dalla Pro Loco di Leivi nel 1998 che forma un anello che dalla città di Chiavari sale sul crinale di Leivi e ritorna a Chiavari passando per Maxena e San Pier di Canne. Il sentiero è stato denominato "le cinque torri" perché, strada facendo, si dovrebbero incontrare una torre medioevale e quattro torri campanarie. Noi però non le abbiamo incontrate tutte. L'itinerario, soprattutto nella parte iniziale, si svolge anche su strade asfaltate percorse da autoveicoli i cui guidatori si possono definire "briosi". Prestare quindi molta attenzione e possibilmente procedere in fila indiana, tutti dalla stessa parte. Il segnavia è con Due Righe Rosse tagliate da Una Inclinata. Leivi è storicamente, fino a tutt'oggi, un centro molto importante per la produzione dell'olio; oltre ai numerosi oliveti troveremo terrazzamenti coltivati ad ortaggi e fiori.
Lungo i sentieri si possono ammirare le viste su tutto il Golfo del Tigullio, su parte della val Graveglia e Fontanabuona, con i principali monti che fanno corona come il Monte Porcile, Zatta, Penna, Aiona, Ramaceto e Caucaso.
Il percorso inizia all’angolo tra Via Luigi Marana e Via delle Vecchie Mura dove, si imbocca una larga mulattiera a gradini che poi si restringe nei pressi del Castello di Chiavari.
A poche centinaia di metri dalla partenza si trova una prima variante: se si prosegue a destra si raggiunge la prima torre campanaria, che non fa parte delle cinque, della chiesa di San Michele di Ri Alto, invece se si prosegue in salita si utilizza un sentiero che taglia i tornanti della strada asfaltata per riunirsi all'altra variante cinquanta metri prima della torre d'avvistamento di Ri alto, ora abitazione privata. Proseguendo in salita per una “creuza”, si raggiunge la prima torre campanaria in comune di Leivi, che appartiene alla chiesa di San Tommaso del Curlo, restaurata recentemente.
Sul piazzale della chiesa ci sono nuovamente due possibilità: o proseguire sul lato Nord attraversando un bel bosco di castagni con vista sulla val Graveglia, Sestri Levante e la cinta di monti, oppure dal lato Sud con vista sul Golfo del Tigullio. Questa volta abbiamo optato per il lato Sud che, attraverso un sentiero panoramico, si ricongiunge, nei pressi del Convento Carmelitane Scalze, con l’altro percorso per proseguire fino alla seconda torre campanaria della Chiesa di San Bartolomeo e il suo caratteristico sagrato. (229 m)
Superata la Chiesa e attraversata la piazza, in fondo a destra, una palina indica il percorso che prosegue per asfalto, verso Via al Castello fino ad una sbarra dove si prosegue nei pressi di una villetta in pietra, dove il percorso devia a destra. Proseguendo nel bosco si giunge ad un quadrivio dove si prosegue dritti fino a che la strada si allarga e si giunge ad un gruppo di case facenti parte della frazione di San Rufino.
Nei pressi di una cappelletta si gira a destra e, dopo 10 m, ancora a destra. Proseguendo, dall'alto, possiamo vedere la Chiesa di San Rufino ed il suo campanile. Giunti nei pressi di due case, si deve fare attenzione perché il sentiero abbandona la strada sterrata e si infila nel prato tra le due case per raggiungere la strada asfaltata dove si continua seguendo a destra. Qui la strada asfaltata porta fino al Bocco di Leivi, punto principale di collegamento con Leivi e S. Colombano di Certenoli, e quindi con la Fontanabuona. (270 m) Passando davanti al Ristorante Pepen si prende per San Lorenzo dove si trova l'ultima torre campanaria di Leivi, che appartiene alla chiesa di S. Lorenzo, la più antica delle chiese del comune. Qui abbandoniamo il Percorso delle 5 Torri che ritorna in direzione di San Martino di Maxena, per proseguire al Passo dell’Anchetta e, successivamente, a Zoagli. Ritornati sulla strada asfaltata e percorsi una cinquantina di metri in direzione Ovest a sinistra si intravede una scalinata in cemento che sale in senso contrario. Qui, una palina indica la direzione per Montallegro e Zoagli. (330 m) La mulattiera sale subito ripidamente per inoltrarsi nel bosco, si attraversano alcuni corsi d’acqua fino alla strada asfaltata Via Villa Oneto, dove si svolta a sinistra. (450 m) Dopo aver percorso circa 350 metri si raggiunge il Passo dell’Anchetta. (474 m) Da qui si può procedere o verso Montallegro a Nord, oppure ritornare a Chiavari passando per San Martino di Maxena, seguendo a Sud. Noi però proseguiamo per Semorile e quindi iniziamo a scendere per una bella mulattiera che inizia proprio di fronte. Inizialmente si scende per il bosco con diversi tornanti poi la bella mulattiera apre la vista ai primi coltivi di ulivi su terrazze fino ad incontrare le prime case dell’antico borgo rurale di Semorile. (265 m) Si incontra la Chiesa e si continua a scendere tra castagni e ulivi trovando molte costruzioni un tempo adibite a Mulini, a causa della zona ricca di acque e sorgenti che ancora scorrono di fianco alla mulattiera, formando graziosi e caratteristici laghetti dalle acque trasparenti. Alla bellezza naturale di questo tratto di sentiero si aggiunge una curiosa esposizione a “cielo aperto” di originali sculture allestite intorno ad una casa privata. Si arriva così al centro di Zoagli nel piazzale a mare. Per proseguire verso Chiavari occorre prendere Via Garibaldi, che inizia come scalinata e continua come via pedonale che passa sotto il viadotto ferroviario. La via sale fino ad un piazzaletto, dove si prosegue a sinistra fino a raggiunge l’Aurelia. Questa via termina con un tratto in salita e una breve scalinata che sbuca in una via adiacente l’Aurelia. Raggiunta la strada ne percorriamo un tratto lungo una cinquantina di metri, fino ad individuare sulla sinistra Via S. Pietro, che inizia con cinque gradini. Percorriamo una strada compresa tra ville e giardini in graduale salita che oltrepassa una strada asfaltata. Poco oltre ci immettiamo sulla rotabile che porta a Rovereto, che percorreremo per un buon tratto. Superato il Rio Rico, si prende poco dopo la scalinata di Salita Montà. Questa stradina porta in breve tempo al piazzale della chiesa di San Pietro in Rovereto (186 m), una delle chiese toccate dal Sentiero dei 5 Campanili. (180 m) A lato della chiesa si percorre Via Longarola che in forte salita si inerpica lungo un crinale di collina fino alla svolta a destra dove inizia una stradetta con segnavia Pallino Rosso con un Tratto Verticale. (260 m) Si prosegue salendo leggermente fino ad incrociare e a seguire a destra, il sentiero con segnavia T rovesciata chiamato Anello di Monte Telegrafo. Si sale ancora per il bosco poi il sentiero, mantenendo la destra, scende sulla SS1 Aurelia. Proseguendo, sempre ad Est per la statale, nei pressi della galleria si devia a destra per la breve salita al Santuario delle Grazie, fino al cancello che viene aperto nell’orario delle funzioni religiose. In caso contrario si prosegue attraverso la galleria dove, subito dopo a destra, inizia il sentiero per scendere a Chiavari. Il santuario (177 m) è di origine quattrocentesca e comprende un piccolo portico a due archi e pregevoli affreschi al suo interno di Teramo Piaggio e Luca Cambiaso. Splendida la vista che si gode dal piazzale verso il Golfo del Tigullio. Percorsa la scalinata in discesa verso Chiavari, si prende subito a destra un sentiero segnalato con due Bolli Rosso – Bianchi. Il percorso scende in una folta lecceta, effettuando diversi zig zag, successivamente passa in una folta pineta e, dopo un tratto in falsopiano, arriva alla discesa finale con una scalinata zigzagante tra gli alberi che termina sulla strada asfaltata nei pressi di un tornante. Si svolta a destra per la Colonia Faro, un edificio risalente al ventennio fascista, restaurato di recente. Procedendo a fianco della linea ferroviaria sul versante mare, al termine della recinzione della colonia marina, si svolta a destra verso Piazza Gagliardo, aperta sul mare.
Passo dell'Anchetta 474m

Commenti

    You can or this trail