Tempo  8 ore 23 minuti

Coordinate 2750

Uploaded 17 maggio 2018

Recorded maggio 2018

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1.592 m
908 m
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5,9
12
23,68 km

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vicino Capannette di Pey, Emilia-Romagna (Italia)

CAPANNE DI COSOLA - DONETTA

Questa seconda parte del percorso si snoda fino al Monte Carmo lungo il confine tra il Piemonte e l’Emilia Romagna, poi lungo il confine tra Piemonte e Liguria fino al Monte Ántola. Percorso meno faticoso del primo ma molto interessante, perchè si sviluppa quasi completamente sui crinali concedendo splendide vedute sulla Val Borbera e Val Boreca. Si riprende da Capanne di Cosola, (1502 m)
L’itinerario è tutto ben tracciato e ben segnato, e quindi l’orientamento risulta abbastanza agevole.
Attenzione che lungo il percorso non c’è la possibilità di approvvigionarsi di acqua e quindi riempire le borracce alla fonte sulla sinistra di Capanne di Cosola.
Dall'albergo imboccare la sottostante stradina asfaltata in direzione Artana e Bogli che taglia in leggera discesa, dopo qualche centinaio di metri la si abbandona per prendere, sulla destra, un sentiero che per prati e boschetti si eleva gradatamente fino ad uscire allo scoperto sulle pendici del Monte Cavalmurone, (1667 m) che si raggiunge seguendo il sentiero N.101 con i segnavia Bianco-Rossi. Dopo altro ripido saliscendi in breve, con piccola deviazione a destra, si raggiunge la vetta del Monte Legnà (1669 m) per poi proseguire con una ripida discesa che, costeggiando una recinzione metallica, conduce ad una sella e quindi in un bosco.
Il sentiero passa nel bosco sul versante Est e risale, con un tratto a tornanti, fino ad incontrare sulla sinistra un sentierino che per prati sale direttamente al Poggio Rondino. (1630 m) Si continua per l’itinerario principale, che prosegue a Ovest (destra) del Poggio Rondino, con bel percorso semi-pianeggiante. Proseguendo si arriva sotto la rampa terminale del Monte Carmo che in breve tempo per ripida traccia su cresta erbosa si raggiunge la vetta. (1641 m) Volendo trascurare la cima il sentiero con segno Bianco-Rosso taglia il monte sul versante Est, nel bosco, con percorso a saliscendi.
Il panorama dal monte Carmo è molto ampio, in giornate di media visibilità si gode comunque di un’ottima vista sullo spartiacque Cosola-Carrega, con tutte le vette principali, dall’Ebro all’Ántola la vista abbraccia l’inconfondibile monte Lesima, nonché l’Alfeo, che appare distante. Nel nostro caso, dopo aver aggirato il monte a Est, abbiamo iniziato a scendere per una carrareccia che si inoltra nella bella faggeta e conduce alla località di Capanne di Carrega (1367 m), dove si trova il piccolo agriturismo omonimo.
Dalle Capanne di Carrega l’itinerario prosegue sulla strada asfaltata per circa 300 m e arriva al valico stradale che segna il confine con la provincia di Genova; qui abbandona l’asfalto per risalire sulla destra all’interno di una estesa faggeta. È un bel percorso sullo spartiacque tra Trebbia e Borbera ed è anche l’itinerario più comodo per raggiungere questa importante cima. Infatti seguendo i contrassegni con due Cerchi Pieni Gialli si sale dolcemente per prati, si supera la radura di Pian dell’Aia e continua poco sotto il crinale alternando tratti boscati e spazi aperti. Poco dopo si attraversa un boschetto sul lato della Val Borbera, per passare poi sul versante rivolto alla Val Trebbia. Si attraversa il cancello di un pascolo, subito dopo si passa accanto ad una piccola croce per arrivare ad una selletta con un tavolo e la panca. (1510 m) Inizia una leggera salita che tra boschetto e prati porta al versante Sud del Monte delle Tre Croci. (1560 m) Subito dopo una discesa si raggiunge il Passo delle Tre Croci. (1495 m) Volgendo lo sguardo a sinistra si possono notare tre croci di legno. Si racconta che tre uomini tornando a Caprile dalla pianura padana, il mese di marzo, furono colti da una tempesta di neve con un vento gelato che impedì a loro di proseguire. Giunti sulla sella furono sepolti dalla neve. Questo vento gelido ancora oggi è chiamato, dalla gente dei monti, “previn”. Proseguendo per la dorsale con i faggi, si scende poi fino ad una selletta incontrando il sentiero a sinistra che proviene da Caprile. (1483 m) Ancora una salita sullo spartiacque e si arriva alla cime del Monte Ántola. (1597 m)
È la cima più elevata dell'omonimo parco e si trova sul crinale che raccorda l'alta Valle Scrivia con l'alta Val Trebbia. Nota a tutti i genovesi per le stupende fioriture, (specialmente di narcisi) che colorano i suoi versanti. Tradizionale meta escursionistica, dopo l'abbandono delle due strutture poco sotto la vetta, oramai semidistrutte, un nuovo rifugio è stato costruito nelle vicinanze. Il monte Ántola prende il nome dalla parola greca “Anthos” ovvero fiore. Le copiose fioriture che ricoprono le sue pendici lo colorano di rosso, giallo, bianco e blu a seconda della stagione. Inoltre fin dai tempi lontani, l’Ántola era rinomato per le erbe aromatiche e medicinali che crescono sui suoi pascoli. Esiste un’erba medicinale che nel linguaggio locale prende il nome di erba d’Antua, che ancora in un passato non lontano, veniva impiegata nella preparazione di infusi da usare come antiveleno nella cura del morso delle vipere.
Già nel Medioevo era frequentato dai mercanti, pastori, viandanti e coloro che raccoglievano erbe medicinali. Oggi l’Ántola è meta molto amata dai Genovesi attratti dal suggestivo panorama che offre la visione incomparabile delle Alpi e del mare fino alle coste della Corsica.
La Cappella dell’Ántola è stata inaugurata il 25 Giugno del 2000 per interesse del Parroco di Propata. Molti anni fa, dal 1895, appena dopo la Cappelletta si trovava l’osteria rifugio della famiglia Musante, composto da sette camere di cui una con porta esterna ad uso esclusivo dei soci del CAI. Questo rifugio rimase operativo anche dopo la guerra fino al 1979. Dal versante Sud Est del Monte Ántola si può ammirare la Valle del Brugneto con il suo vasto bacino 25 milioni di metri cubi, realizzato tramite la costruzione di una diga lunga 260 metri ed alta 80 metri, iniziata nel 1957, allo scopo di fornire acqua potabile alla città di Genova. Sommersi dall’acqua giacciono i paesi di Casoni e Frinti le cui case furono smantellate e ricostruite nei paesi limitrofi.
Superato i ruderi del vecchio rifugio e proseguendo diritto sulla mulattiera è possibile raggiungere in 10 minuti il sottostante Rifugio Parco Ántola (1460 m), situato a circa 900 metri di distanza dalla vetta, punto di ristoro e pernottamento.
Dopo una breve sosta proseguiamo verso Sud in una faggeta percorrendo una mulattiera che proviene da Bavestrelli fino a quando svolta all’indietro scendendo. Verifichiamo la cartina e con un sentiero proseguiamo per lo spartiacque pianeggiante in direzione Sud e, successivamente, aggirato ad oriente il monte Cremado scendiamo leggermente fino ad arrivare alla Colletta delle Cianazze (1343 m) dove vi sono dei tavoli per i picnic sotto ad una tettoia. Qui si incontra a destra l'itinerario N. 37 per Piancassina. Subito si riprende in leggera salita mantenendo sempre la direzione Sud e, passando dal versante della Val Trebbia al versante della Val Brevenna, si raggiunge la diroccata Casa del Piccetto. (1384 m) Quest’ultima, per anni dopo la guerra, fu un riferimento importante per gli allevatori con le loro bestie al seguito, nonché incontro dei cacciatori. Si prosegue contornando il monte Duso ad Est fino ad una sella sullo spartiacque, (1317 m) per proseguire poi tagliando a Nord Ovest. Si passa nel versante della Val Trebbia dove si può rimirare il lago del Brugneto e a mezza costa attraverso il bosco si ripassa sul versante della Val Pentemina fino al Passo dei Colletti. (1285 m) contrafforte occidentale del monte Prelà, riconoscibile per via dei ripetitori della televisione. Finalmente si può ammirare il borgo di Torriglia meta di arrivo della prima tappa. Con una serie di tornanti si scende per la ripida mulattiera mettendo a dura prova le ginocchia, fino a raggiungere l’abitato di Donetta (1000 m.) Qui un grosso lavatoio in pietra ci permette una rinfrescata! Donetta e anche chiamata Torriglia vecchia infatti è situata dove forse si trovava l’antica Torriglia. Si prosegue in discesa sulla mulattiera tra fasce e boschetti fino ad una sterrata che continua diritta fino ad una fonte in località Poggio. (900 m) Da qui si svolta a destra e si continua in discesa fino all’abitato di Colomba dove vi è un’altra fonte. (840 m) Ancora una discesa costeggiando un rio e si arriva finalmente a Torriglia, presso il deposito dell’autobus. (780 m) Noi abbiamo fatto sosta a Donetta, per evitare di scendere a Torriglia e poi risalire fino alla galleria di Boffalora.
B&B Via del mare di Balocco Stefano (104) hotel Località Donetta 104 16029, Torriglia, Genova, ITA +393494465916
1367 m
1540 m
1384 m
1000 m
1641 m
1670 m
1513 m
1556 m
1451 m
1669 m
Monte Prelà 1407m
Passo dei Colletti 1297m
Passo delle Tre Croci 1495m
1630 m

2 commenti

  • Foto di Mauro Vischi

    Mauro Vischi 13-giu-2018

    Tutte le tre tappe ben descritte e con interessanti informazioni etnografiche.
    Complimenti e buon cammino.

  • Foto di Csesia

    Csesia 13-giu-2018

    Grazie 1000 son contento quando qualcuno apprezza lo sforzo di descrivere i percorsi che compio! Purtroppo non sono molti!

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