Tempo  8 ore 5 minuti

Coordinate 2574

Caricato 17 maggio 2018

Recorded maggio 2018

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1.652 m
389 m
0
5,7
11
22,86 km

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vicino Varzi, Lombardia (Italia)

Non esiste un'unica via del sale: i vari popoli dell’Emilia, Lombardia, Piemonte, Friuli e Sicilia avevano ognuno la propria rete di sentieri e collegamenti per portare le merci, principalmente lana e armi, verso il mare e recuperare lì il sale, allora prezioso per la conservazione degli alimenti nel lungo periodo. La produzione di formaggio e di insaccati, la conservazione della carne, del pesce e anche delle olive necessitavano di elevate quantità di questo pregiato elemento.
La Via del Sale che andiamo a percorrere, metteva in comunicazione la pianura padana con la Liguria, permettendo il commercio di questo materiale prezioso, che era di difficoltoso reperimento nelle regioni del Settentrione, lontane dal mare. Ovviamente il trasporto, a causa dei terreni accidentati, veniva effettuato a dorso di mulo poiché le strette e disagevoli mulattiere che si inerpicavano sui pendii e nelle valli non permettevano il passaggio di carri. La via del sale lombarda seguiva tutta la valle Staffora in provincia di Pavia, percorreva il crinale che divide la val Borbera in provincia di Alessandria dalla val Boreca in provincia di Piacenza passando per il monte Antola, per scendere in val Trebbia a Torriglia, punto di incontro con i tracciati piemontesi ed emiliani, e da lì raggiungeva agevolmente Portofino, oppure Sori, Recco, Camogli e Santa Margherita Ligure. Noi abbiamo effettuato il percorso da Varzi a Recco che, riassumendo: (dal Garmin)
• è lungo 81,5 km
• ha un dislivello in salita di 3.370 m
• sono necessari almeno 3 giorni di cammino
• la segnaletica è ottima, composta sia da cartellonistica dedicata sia indicazioni CAI / FIE
• il tragitto è conservato in buona efficienza
Nelle prime due tappe si è praticamente sempre sulla linea di confine tra le province di Pavia, Alessandria, Piacenza e Genova, e quindi le regioni della Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Liguria. La Via del Sale non è un trekking adatto a tutti per la presenza di forti dislivelli, la scarsità di strutture e punti di ristoro lungo il percorso e gli zaini abbastanza pesanti.
Una nota di sfavore è data dalla segnaletica non uniformata, soprattutto dal nome col quale viene identificato questo trekking: Via del Sale in Lombardia e Via del Mare in Liguria.
In Lombardia ci sono grandi cartelli orizzontali, sollevati da terra, con una grande scritta “Via del Sale” e cartelloni indicanti la mappa è il punto in cui si è al momento.
In Liguria compaiono invece piccole placche metalliche, affisse su alberi e paletti quasi sempre all’altezza degli occhi. Con la scritta VM, che indica che si sta percorrendo la Via del Mare.
Infine ci sono dei tratti dove il percorso è anche con altri simboli o numerazioni.

VARZI - CAPANNE DI COSOLA

Questa parte del percorso credo che sia la più faticosa. Richiede, a causa dello sviluppo chilometrico e del dislivello complessivo da superare, un minimo di allenamento alla marcia in montagna.
Dalla piazza del mercato di Varzi, ci si porta sul ponte asfaltato che conduce verso la Valle Curone e si rintracciano agevolmente i sentieri del CAI. (400 m) Il sentiero costeggia il torrente Staffora sulla sua sponda sinistra orografica tra canneti e macchie di salici. Dopo 1.2 km, lungo la sponda, una palina indica il sentiero a destra che, lasciato il letto, inizia a salire più deciso, attraverso la vegetazione e i calanchi. Appena superato il Rio Monteforte (Fosso di Féiga) la mulattiera si presenta a gradoni per tutto il tratto fino alla strada interpoderale che conduce a Monteforte. (697 m)
All’uscita dell’abitato, a sinistra e poi di nuovo a sinistra, inizia una costante salita con fondo a tratti sabbioso che si collega alla strada asfaltata che da Varzi conduce a Castellaro. (756 m) Da qui ha inizio la salita al Monte Boglelio che, partendo dagli ultimi prati coltivati, sale incontrando i primi boschi di castagno, i primi faggi misti ai sorbi, per proseguire in un ambiente ricco di ginepro e pino silvestre fino a sbucare sulle ampie praterie sommitali del Pian della Morra (1374 m) dove è presente, all’inizio, un bivacco attrezzato per trascorrere la notte. Il percorso attraversa il pianoro verso Sud e, con un paio di tornanti, (che abbiamo tagliato) raggiunge la sommità del Monte Boglelio. (1492 m) Il percorso prosegue in piano sul crinale boscato, superando il bivio con il sentiero N.112 proveniente dal paese di Forotondo e continuando diritto in un ambiente suggestivo, fra tratti immersi in boschi di conifere e zone più esposte al vento, percorre il crinale che divide il Piemonte dalla Lombardia, con a destra la Val Curone col Monte Giarolo, il Monte Gropà e il Monte Panà e a sinistra la Valle Staffora con il Monte Lesima.
Dopo una brevissima salita si raggiunge il Monte Bagnolo (1531 m), sulla cui sommità è presente una piccola edicola dedicata a S. Anna, sulla quale si trova una targa in ricordo di Don Pietro Castellano, giovane parroco deceduto su questo crinale nel lontano 1924, a causa di una improvvisa tormenta di neve. Ai piedi del Monte Bagnolo è presente il rifugio Laguione, costruito sui ruderi di un vecchio albergo. Infatti in questa località, nota come "U Laguion", nel 1928 Paolo Toso di Forotondo costruì l'Albergo "Belvedere", trasportando fin quassù il materiale con i buoi. L’albergo divenne, negli anni della Resistenza, il rifugio di un gruppo di inglesi, che vennero scoperti dai fascisti, i quali diedero alle fiamme il loro nascondiglio.
Proseguendo sul crinale in direzione Sud, dopo un susseguirsi di saliscendi si raggiunge il Colle della Seppa (1485 m), valico verso la provincia di Pavia, nei cui pressi si trova il bivio con il sentiero N.110 che sale dal paese di Bruggi.
Dopo un passaggio all’interno di una faggeta, il sentiero risale il versante settentrionale del Monte Garavé fino a giungere sulla sua cima (1549 m), per poi incominciare a scendere dapprima nel bosco e poi sul crinale tra i pascoli di quota. Giunti ai piedi del Monte Rotondo, al Passo della Mula, il sentiero piega sulla destra aggirandolo sul lato Ovest, mentre noi, proseguendo diritti, abbiamo raggiunto la vetta. (1564 m)
Ridiscesi il monte il sentiero, in leggera salita, arriva ai piedi del Monte Chiappo e prosegue diritto sul crinale giungendo al rifugio e alla vetta del Monte Chiappo. (1700 m) Questa è la cima più alta dell’itinerario della Via del Sale, dove convergono i confini di Piemonte, Lombardia e Emilia Romagna.
Essendo inoltre il punto di unione di ben quattro valli, Val Boreca, Valle Staffora, Val Curone e Val Borbera è un ottimo punto di osservazione dell’intera catena dell’Appennino Pavese dove la vista arriva fino al Mar Ligure e alla catena delle Alpi, dalle Marittime alle Retiche. Sulla cima è presente la statua dedicata a San Giuseppe falegname. Seguendo sempre il crinale in direzione Sud il percorso scende sul versante, oltrepassa una anticima e, per un ripido sentiero erboso che passa per la Costa Montanaia Rusbone, passa nei pressi di una piccola stazione di rilevamento meteorologico e termina su una carrareccia giungendo infine alla località di Capanne di Cosola (1502 m), valico tra le province di Alessandria e Piacenza.
760m
1492 m
1700 m
1564 m
697 m
1374 m
400 m

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