Tempo  7 ore 47 minuti

Coordinate 3118

Uploaded 27 aprile 2018

Recorded aprile 2018

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1.023 m
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27,64 km

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vicino Varazze, Liguria (Italia)

Dal Piazzale Carlo Alberto dalla Chiesa si prende per Via Piave seguendo il torrente Téiro. Passati sotto il viadotto dell’autostrada, s’imbocca a destra una scalinata, (circa 340 scalini!!) contrassegnata da una Croce Rossa, in corrispondenza di Via Bianca, che sale fra orti e colture abbandonate, quindi si cammina su una stradina stretta fra due muri sino allo spartiacque fra Teiro e Arzocco. Presso la Chiesetta di San Giuseppe (164 m) si segue l’asfalto a destra poi una vecchia mulattiera nel bosco sino alla Cappella del Beato Jacopo (318 m) dedicata a Jacopo da Varagine, frate scrittore e cronista, vescovo di Genova, vissuto nel XIII secolo. Proseguendo in direzione Nord sempre con segnavia Croce Rossa, si percorre una carrareccia tra pini devastati da un incendio fino ad una strada asfaltata, Passo Lecana. (366 m) Si possono notare portati dal vento, molti sacchetti di plastica impigliati nella vegetazione provenienti dalla vicina discarica situata più avanti a destra. Si continua a sinistra passando di fianco ad una presa dell’acquedotto, sempre per una carrareccia disastrata fino al Bric della Forca (471 m) e con una discesa ripida si giunge al Passo del Muraglione (394 m). Si prosegue su asfalto in direzione Ovest verso Le Faie fino all’incrocio per Alpicella, Cappelletta Faie (446 m) e, proseguendo sempre verso Le Faie, si raggiunge la Chiesa Di Nostra Signora Delle Grazie. (447 m) A 120 m dall’incrocio con la Chiesa, sulla sinistra inizia il sentiero Prierusse contrassegnato da una Linea Rossa. I primi due tratti attraversano il bosco incrociando tre volte la strada sterrata per Prariondo. A meta dell’ultima curva a sinistra il percorso abbandona lo sterrato per salire nel bosco a destra. (600 m) Questo percorso è vario e abbastanza interessante. Il primo tratto boschivo è molto agevole, largo e poco pendente fino alla presa d’acqua del Rio Serra, (700 m) poi si trasforma in mulattiera cominciando a salire a Sud delle Prierosse fino al Rio Scaglionetti che viene attraversato con un bel passaggio su rocce aiutato da una fune. (810 m) Il sentiero prosegue verso Est con un lungo traversone passando a Nord della caratteristica Rocca Priata. La salita, ormai più ripida, sale per il bosco fino ad una bella radura con un recinto rotondo per poi terminare sulla stessa strada sterrata abbandonata all’inizio. (970 m) Qui si prosegue a salire per due tornanti fino alla base del Monte Siguelo. Da qui, volendo, si può proseguire salendo a Ovest per la breve dorsale erbosa fino a raggiungere la cima. (1102 m) La vetta è pressoché erbosa ed ha due cime, su una delle quali c’è un piccolo cippo. Vi passa li confine amministrativo tra le provincie di Savona e Genova. Dalla vetta, verso occidente, in questa giornata si ammirava nitida la costa del savonese e soprattutto l'arco alpino, dal Carmo di Loano fino alle Marittime. Verso Est, si nota il Monte Rama, mentre, più lontano, si scorgono la città di Genova e gli Appennini. Dal monte si scende per il ripido ma corto sentiero che porta alla carrareccia che dalla Faie raggiunge Prariondo. Segnavia Tre Bolli Rossi. Proseguendo a Nord tagliando per i prati si raggiunge il Rifugio. (1120 m) Bevuta una “birretta” seduti sui tavoli da pic-nic, si riprende il cammino in direzione Ovest seguendo la carrareccia dell’AVML. Proseguendo si giunge ad una sorgente situata poco sopra la Casa della Miniera (1078 m) oggi trasformata in rifugio, a Sud della Cima Frattin. Da qui si scende fino alla Cappelletta degli Alpini dove una palina indica il sentiero per Sciaborasca. Dopo un primo tratto erboso, il percorso diventa più evidente scendendo ripidamente fino ad incrociare il sentiero per il Monte Sciguelo. Svoltando a sinistra si prosegue per la mulattiera contrassegnata da un Quadrato Rosso Pieno che conduce a Sciaborasca. (880 m) La mulattiera, resa scivolosa dall’umidità, prosegue piuttosto sconnessa, scendendo ripidamente tra un ambiente aspro e montano sovrastato dalla vetta del Monte Rama e il mare all’orizzonte. Proseguendo in leggera discesa la vecchia mulattiera incrocia a sinistra il sentiero per la Cima Fontanaccia e il Monte Rama. (790 m) Poco più avanti si passa nei pressi della Fontana Montebello. Questa mulattiera, che ora scende in modo più ripido con lunghi tornanti, un tempo veniva utilizzata per il trasporto del legname proveniente dai boschi dell'alta Val d'Orba e diretto ai cantieri navali della Riviera. Si passa accanto alla sommità dei Torrioni di Sciarborasca utilizzati per la palestra di roccia, (445 m) si passa accanto ad una cisterna dell’acquedotto e sotto due tralicci dell’alta tensione, su un crocevia in una piazzola asfaltata, si arriva alle prime case di Nascio. (340 m)
Qui si va diritto in ripida discesa, deviando poi a sinistra sempre sull’asfalto per arrivare a Sciarborasca, nella piazza centrale dove si trova la chiesa di Sant’ Ermete. (215 m) Continuando a scendere per la SP66, dopo circa 370 m, si svolta a destra per Via al Deserto e subito dopo a sinistra costeggiando il parcheggio a destra dell’Albergo La Pineta. Proseguendo si costeggia un giardino pubblico con un rubinetto per acqua potabile e si arriva ad una deviazione dove la strada continua scendendo a destra. Proseguire in discesa per la stradetta asfaltata fino alla fine di quest’ultima, in corrispondenza di una casa a sinistra. Da qui a destra si vede un sentiero che scende ripidamente, con alcuni tornanti, al torrente. Arrivati in fondo ci si trova su uno spiazzo erboso con una vecchia casa dove il sentiero prosegue alla sua sinistra continuando a scendere nel bosco. Pochi metri e si arriva ad un ponte di ferro che attraversa il Torrente Arrestra per proseguire in salita, su di una strada inghiaiata che inizia di fronte a due case. A questo punto basta proseguire per questa via fino ad arrivare in quota sulla strada dei Piani di San Giacomo. Passato il pianoro panoramico affollato da ville e giardini con strade rettilinee che si intersecano e il cavalcavia dell’autostrada, si scende per la ripida strada asfaltata che dopo tre tornanti raggiunge la SS 1 Aurelia. (50 m) Svoltando a sinistra e continuando a scendere si arriva al ponte del Torrente Arrestra da dove inizia il percorso della vecchia ferrovia che conduce a Varazze. Volendo risparmiare qualche metro, di fronte al campeggio, esiste sulla destra una scorciatoia che porta direttamente sulla tracciato del ritorno. In questo percorso si succedono nove gallerie cosi denominate: Galleria Maddalena, (40,7 m) Galleria S. Giacomo, (70 m) Galleria Forno. (97,45 m) All’uscita della galleria il percorso attraversa la valletta del Torrente Portigliolo con il bel viadotto ad arco dell’Autostrada costruito nel 1956. Si rientra nella Galleria Invrea, (290, 65 m) che passa sotto l’omonimo Castello, e si prosegue per la Galleria Pescatori, (92 m) Galleria Valsassina (125, 6 m) Galleria Madonnetta, (57 m) Galleria S. Caterina I, (26,7 Galleria S. Caterina II. (21 m) Superato il sottopasso dell’Aurelia alle porte di Varazze si prosegue per il Lungo Mare fino al ponte del torrente Teiro punto di arrivo del percorso.
PASSO VALLE 368M
N44° 25.252' E8° 34.903'

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