Tempo  6 ore 38 minuti

Coordinate 3128

Uploaded 22 aprile 2018

Recorded aprile 2018

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1.198 m
19 m
0
6,7
13
26,83 km

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vicino Voltri, Liguria (Italia)

Robert Baden Powel diceva che non esiste buono o cattivo tempo, ma solo buono o cattivo equipaggiamento. Quindi se volevo fare questo difficoltoso trekking, ero pronto per il fortissimo vento, la pioggia e magari anche un po’ di freddo. Intanto, oltre a un buon equipaggiamento, il mio stato d’animo ha fatto la differenza. Il percorso proposto è molto lungo, faticoso e richiede buon allenamento e ore di luce sufficienti. Sconsigliato in presenza di ghiaccio, neve abbondante o nel pieno dell'estate per via del gran caldo. Ah…non mi sono accordo che questo percorso lo avevo già fatto il 7 Marzo del 2015, sono meravigliato di non essermi ricordato! Forse sto invecchiando davvero! Comunque proprio uguale non lo è, più avanti spiegherò la differenza.
Inizia dalla Strada Superiore dei Giovi o della “Canellona” che da Voltri conduceva a Masone nella Valle Stura. L’originale tracciato inizia da piazzetta Santa Limbania, alle spalle del capolinea AMT all’ estremo ponente di Voltri, posta al livello del mare. (7 m) Dopo una breve salita a lato della chiesa, una scala introduce in Via Enrico Morselli dove procedendo fino ad un largo tornante sotto il colle del Castello, poco dopo si nota una deviazione sulla sinistra che passa sopra alla galleria dell’autostrada A26 con l’indicazione di Via Superiore dei Giovi. (44 m) La strada, molto stretta, prosegue in salita con bei panorami sulla sottostante valle del Cerusa. Tralasciando il bivio sulla destra per il santuario di N.S. delle Grazie, si raggiunge una vecchia casa colonica detta “Cà de Anime”, ora riconvertita a residenza. Su questa casa, un tempo destinata a locanda dove i viandanti potevano riposare e rifocillarsi, ci sono alcune interessanti leggende. Si narra infatti che quando qualcuno giungeva in questo “albergo”, veniva fatto accomodare e, a seconda della sua disponibilità finanziaria, gli veniva assegnata un stanza. I ricchi solitamente finivano nella stanza più appartata e durante la notte venivano assassinati e derubati ed i cadaveri gettati in una fossa. Superata la “Cà de Anime”, dopo aver aggirato il Bric Ghigermasso, si arriva alla piccola frazione di Cà Voltino, (523 m) il cui toponimo la presenza di un edificio commerciale sotto le cui volte si teneva un mercato di strada.
Il gruppo di casette campestri, disposto ai lati della carrozzabile, è caratterizzato da un minuscolo oratorio dedicato a S. Giovanni Battista (1672)
Proseguendo verso Nord la strada s’imposta sulla linea di crinale, sulla destra scende il versante della Valle Leira, segnato dalla rotabile e dalla ferrovia del Turchino, sulla sinistra si vede la testata del Val Cerusa con il varco del Passo del Faiallo, posto fra il M. Reixa e il Bric del Dente.
La salita si stempera un poco e si avvicina alla Costa Ribattaiola, per arrivare alla località Canellona, (558 m) dove si incrocia il sentiero F.I.E. tre bolli rossi che collega Fiorino con la stazione di Mele. Il piccolo nucleo della Canellona, è caratterizzato da una imponente costruzione un tempo destinata ad albergo di sosta. Adiacente a quello che era la locanda ora riconvertita a locali annessi ad un maneggio, vi è la piccola chiesa dedicata a Santi Pietro e Anna, (1771) sul cui fronte principale rimane ancora una vecchia targa con l’indicazione della strada dei Giovi. Qui Inizia la piccola differenza dal mio precedente percorso del 2015. Infatti 325 m prima (per la precisione!) delle Case Cannellona, si deve svoltare a sinistra e scendere per la stradetta asfaltata che collega Fiorino alla Stazione di Mele. Si raggiunge una casa alla sinistra e, dopo 200 m, alla destra inizia un sentiero senza segnavia che sale per il bosco. (510 m) La traccia risulta essere molto evidente perché è segnata dai pneumatici delle moto che salgono. Si sale a zig zag nel bosco in modo molto ripido, dapprima in verticale direzione Nord, poi si piega a Est (600 m) e poco dopo si prosegue di nuovo a Nord fino a superare il bosco. Si prosegue esposti salendo meno ripidamente fino ad incontrare la SP 73 del Faiallo. (740 m) Svoltando a sinistra e percorrendo quest’ultima per 220 m, a destra, si intravede il sentierino che sale al Forte Geremia.
Proseguendo per sentiero si scende alla sella “Pràa du Sambüghettu”, (774 m) si procede per pochi metri lungo la SP 73, fino a svoltare alla prima deviazione a destra per ritrovare l’AVML. Nelle giornate limpide questo tratto offre panorami straordinari: da un lato sulla costa ligure vicinissima, dall’altro sui rilievi che digradano verso la Pianura Padana. Procedendo per una distasa prativa si passa per il “Ciàn deř Bařche”, (843 m) da dove inizia una leggera salita tra roccette affioranti che aggira a Sud il Monte Giallo per scendere rapidamente all’ariosa Sella del Barnè, (894 m) importante valico verso la val Cerusa e punto d’arrivo del lungo sentiero proveniente da Rossiglione. Da qui si prende il sentiero dell’Alta Via che risale rapidamente le pendici rocciose a SE del Monte Dente, appena questo si fa pianeggiante si svolta a destra per traccia direttamente in su per massima pendenza verso a vetta. (950 m). Questa è la via diretta e fa risparmiare parecchio cammino. Il percorso alterna tratti erbosi a passaggi facili su roccia, fino ad arrivare esattamente sotto la vetta del Dente. Ancora pochi passaggi e si guadagna la cima. (1109 m) Il Monte Dente (1107 m) è una bella vetta isolata, posta nel punto d’incontro tra le valli Cerusa, Orba e Stura. Da Genova è facilmente riconoscibile per il caratteristico dente roccioso che ne costituisce la sommità (da cui il nome). Dalla cima, in direzione Sud-Ovest si scende fino ad incontrare il sentiero dell’Alta Via e seguendo la Costa Cerusa e, dopo un breve tratto sull’asfalto e un ultimo lungo taglio nel bosco si raggiunge l’area picnic del Passo del Faiallo. (1044 m) La zona del passo, data l'estrema vicinanza dello spartiacque al mare, è sede di singolari fenomeni meteorologici ed ha una nevosità molto elevata. Continuando all’interno del bosco, seguendo i contrassegni dell’AVML, il percorso si apre sui prati. Da qui si abbandona l’AVML per procedere in direzione Sud seguendo il contrassegno Quadrato Rosso e, dopo un tratto di breve salita nella faggeta, si passa per il Cian de Toe, un prato pian o dove s'incrociano vari sentieri. (1090 m) Cian de Toe significa "Piano delle Tavole". Qui un tempo venivano depositati i giganteschi tronchi di faggio tagliati nei vicini boschi. I tronchi venivano sfrondati e squadrati e poi trainati giù per le mulattiere fino alle località marittime, dove erano utilizzati per la costruzione di imbarcazioni. L’ambiente circostante è molto suggestivo: dopo un breve tratto di salita nella faggeta, si passa ad Ovest della prima Cima del Faiallo per sbucare su vaste praterie inframezzate da grossi blocchi rocciosi, che danno all’ambiente un aspetto d’alta montagna, nonostante il mare sia proprio sotto di noi. Subito dopo a sinistra si può passare dall’anticima del Reixa. (1176 m) Continuando a Sud-Sud Ovest, con un'ulteriore risalita si arriva facilmente sull'erbosa vetta del Reixa (1183 m) dove il sentiero piega a sinistra in discesa con contrassegno X Rossa. La vetta è in realtà "parte integrante" del crinale erboso su cui passa l'Alta Via dei Monti Liguri, quindi non molto "montagna" di per sé. Da qui però la vista è straordinaria a 360° su tutto l'arco alpino e la pianura padana, gli appennini, Genova e il promontorio di Portofino, il mare e la costa del Ponente Ligure, le vette di Argentea, Rama e Beigua, le Alpi Liguri e Marittime. Il sentiero scende tra le roccette dapprima al Passo Saiardo per poi aggirare a Sud il Monte fino al bivio per il Rifugio Saiardo Gillwell nei pressi della fonte “Bullu”. (950 m) Il sentiero continua a scendere per i brulli pendii della montagna fino al Passo della Gava. (752 m) Il Passo tra le valli Lerone e Cerusa, era un antico incrocio di mulattiere di collegamento tra Arenzano, Voltri e la Valle dell’Orba e non era raro incontrare lunghe file di muli carichi di merci, composte anche da 1000 animali. Volendo si prosegue seguendo sempre lo stesso contrassegno (X Rossa) fino al Passo Tardie, oppure come nel mio caso, si svolta leggermente a destra in direzione Sud e si sale per una traccia che con qualche “omino” porta per la diretta sulla cima del M.te Tardia. (928 m) Piegando a Est per un facile sentiero si raggiunge il Passo Tardie (862 m) per riprendere, svoltando a destra, il percorso contrassegnato dalla X Rossa. Si continua con una leggera discesa sui pietroni tra le Rocche du Mapertusu per raggiungere il piano erboso del rifugio Ex Dazio (780 m) e passando per il Colletto a Nord del Monte Pennone (747 m) si continua a scendere tra i pietroni di una vecchia mulattiera, si passa vicino ad una fonte, e tra castagni e pini marittimi si raggiunge l’abitato di Crevari. (152 m) Seguendo le “creuze” e poi la strada asfaltata si arriva a Voltri.
  • Foto di Anticima del Rexia
  • Foto di Anticima del Rexia
  • Foto di Anticima del Rexia
  • Foto di Anticima del Rexia
  • Foto di Cabanne Voltino
  • Foto di Cabanne Voltino
  • Foto di Cabanne Voltino
Cima Faiallo 1138m
  • Foto di Monte Dente
  • Foto di Monte Dente
  • Foto di Monte Dente
  • Foto di Monte Pennone
Monte Pennone 802m
  • Foto di Monte Reixa
Monte Reixa 1183m
  • Foto di Monte Tardia
  • Foto di Passo del Faiallo
  • Foto di Passo Saiardo
  • Foto di Passo Saiardo
PASSO TARDIE 862M

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