Tempo  3 ore 13 minuti

Coordinate 1139

Uploaded 7 gennaio 2018

Recorded gennaio 2018

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643 m
28 m
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2,3
4,7
9,38 km

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vicino San Gottardo, Liguria (Italia)

Questo è l’anello più corto della serie degli ultimi due percorsi da noi effettuati. Inizia da via Piacenza, vicino alla chiesa del quartiere, per il Monte Pignasco, Transesco, Bastia fino al Forte Diamante e ridiscendere a San Gottardo per la dorsale del percorso precedente. Si parte quindi da San Gottardo, (50 m) si inizia subito a salire per la bella “Creuza”dei Morchi, in pietre e mattoni che, dapprima costeggiando dei grossi palazzoni e poi via via qualche piccola casetta, prende quota andando poi a costeggiare un lavatoio. Poco dopo si incontra un bivio di “creuze”, dove bisogna mantenersi su quella di destra che prende a salire con maggiore decisione costeggiando un paio di case per poi addentrarsi in una rada boscaglia e poco dopo innestarsi nel tracciato dell’Acquedotto Storico. (120 m) Qui si svolta a destra salendo alcuni scalini e si prosegue per l’Acquedotto in direzione Est per 200 metri fino ad incontrare, a sinistra, l’inizio del percorso con segnavia AQ1. Lasciato l’acquedotto si sale abbastanza ripidamente con varie curve tra radi ulivi, lecci e bassi cespugli di timo, fino a raggiungere il Monte Pinasco. (312 m) Il sentiero è sempre ben segnalato. Fare attenzione alle MTB che scendono dal Monte Bastia. Nei pressi della cima sono ancora ben visibili, nonostante siano passati oltre due secoli, resti delle trincee napoleoniche dove, al tempo dell'assedio di Genova nella primavera del 1800, austriaci e francesi si sono battuti.
Si prosegue in discesa, costeggiando una recinzione elettrificata, fino ad una sella (299 m) da dove con modesta salita si guadagna la cima del Monte Trensasco. (413 m) Un breve tratto in leggera discesa e si raggiunge un prato, superato il quale dopo una breve salita si arriva al Monte Bastia Sud. (441 m) La vista si apre sulla val Polcevera e su gran parte delle cime dell’Appennino Genovese.
Dalla cima si scende a sinistra in direzione Ovest fino ad una casa per deviare destra ed entrare nel bosco, fino alla strada asfaltata per il Valico di Trensasco. (385 m) Arrivati al valico si prosegue per la sterrata di Righi e, oltrepassata la “Baita del Diamante”, si svolta a destra per un sentiero in salita. Segnavia AQ1. Da qui inizio un tratto di sentiero in forte pendenza con roccette e pietre tra erba e radi arbusti. Raggiunto il bel poggio panoramico (558 m) appena prima della sella Est del Diamante, si rimonta velocemente per prati lungo il crinale erboso in forte pendenza, fino in cima al monte che ospita il primo dei forti, cioè il Forte Diamante. (667 m) Esso fu costruito tra il 1756 e il 4758 su proposta dell'ingegnere Jacques De Sicre, come posizione avanzata per controllare le mosse del nemico nelle valli sottostanti. Nel 1814 con l'annessione della Liguria al Regno di Sardegna, furono approvati nuovi interventi al Forte, con l'inserimento di nuove caditoie, l'ampliamento della caserma centrale e la costruzione della torre semicircolare con all'interno una scala elicoidale, retrostante la caserma, usata per raggiungere la terrazza. All'interno del forte, posizionato su un terrapieno, si trovano la caserma a tre piani, utilizzati come cappella[9], magazzino e camerate per la guarnigione che poteva variare da 40 a 100 uomini. Il pavimento del terrazzo, ora ridotto ad un prato, era in origine piastrellato in mattoni, e le grate delle caditoie erano apribili. L'opera è dotata di una cisterna, capace di contenere 80 metri cubi d'acqua. Il retrostante terrapieno pentagonale alla caserma, ospitava l'armamento; cinque grandi obici posizionati verso nord, e due cannoncini a difesa dell'ingresso. Questo è il punto più elevato del sistema di fortificazioni.
Dal forte il percorso scende con una lunga serie di tornanti (14) che si possono “tagliare con scorciatoie, per terminare alla Selletta Ovest del Diamante. (550 m) Volendo evitare la salita fino al forte, alla sella Est svoltando a sinistra, si segue il segnavia AQ1 che con percorso in piano aggira il versante Sud della cima del monte per raggiungere la sella Ovest.
Qui si devia a sinistra per scendere in direzione Sud Est. Seguendo le segnalazioni si percorre il sentiero in discesa dove è presente anche il segnavia FIE Triangolo Pieno Rosso. Si supera un facile salto su roccette e per procedere in piano entrando in un rado boschetto. Poco dopo si vede una neviera (487m) ben ripulita, con una parte visibile del rivestimento interno in pietre. Il sentiero continua in piano, esce da bosco, oltrepassa tre tralicci abbandonati e scende fino al Passo Gandino, all’incrocio con una bella mulattiera (452 m). Si attraversa e si risale dalla parte opposto per iniziare il sentiero che scende nella Valle Bisagno. Oltrepassati alcuni pilastrini di cemento, si incrocia la sterrata proveniente da Righi e si prosegue scendendo ripidamente per sentiero con segnavia AQ1.
Il tracciato passa tra i prati con un boschetto sulla sinistra e raggiunge la zona del metanodotto, che si segue a destra per circa 100 metri. La si lascia a destra per continuare lungo la linea di massima pendenza del costone Est del Monte San Michele (Forte Fratello Maggiore). Sempre con il segnavia presente e ben evidente, si raggiunge un tratto di crinale in piano, a cavallo della valletta di Trensasco e della valletta del Fossato della Cicala, dove si può vedere il tracciato dell’Acquedotto Storico. Continuando in leggera discesa, si oltrepassa la Croce di Pinasco (363 m) e subito dopo la pendenza diventa più evidente, effettua qualche tornante, incontra un rudere con un oblò e si innesta sull’Acquedotto Storico. (100m) Lo si attraversa per continuare a scendere per una “creuza” dove, dopo circa 100 metri, si deve svoltare a sinistra per raggiungere la Chiesa di San Gottardo.
Bar Trattoria la Baita Del Diamante Restaurant Sant'Olcese, Genova, ITA
Monte Bastia 444m
Monte Pinasco 313m
Monte Trensasco 414m
Passo Gandino 445m
Trincee - Trenches ruins
Valico di Trensasco 392m

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