Tempo  6 ore 46 minuti

Coordinate 2223

Caricato 3 gennaio 2018

Recorded dicembre 2017

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795 m
47 m
0
5,4
11
21,77 km

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vicino San Gottardo, Liguria (Italia)

Un anello che conduce da via Piacenza, di fronte alla chiesa del quartiere San Gottardo, a visitare il forte Diamante, (volendo) per passare poi dal Valico di Trensasco, la Crocera di Pino, fino a Creto e ridiscendere a Molassana. Poi seguendo una parte dell’Acquedotto Storico di Genova si arriva al punto di partenza.
Partiti quindi da San Gottardo, (50 m) si inizia subito a salire per la bella “Creuza”dei Morchi, in pietre e mattoni che, dapprima costeggiando dei grossi palazzoni e poi via via qualche piccola casetta, prende quota andando poi a costeggiare un lavatoio. Poco dopo si incontra un bivio di “creuze”, dove bisogna mantenersi su quella di destra che prende a salire con maggiore decisione costeggiando un paio di case per poi addentrarsi in una rada boscaglia e poco dopo innestarsi nel tracciato dell’Acquedotto Storico. (120 m) Qui si arriverà con il percorso di ritorno. Il tratto da noi percorso, continua gradevolmente offrendo scorci fantastici, anche se purtroppo continuiamo ad incontrare buchi nella copertura della condotta, a causa di lastre rotte o del tutto mancanti. Si possono anche notare alcuni interventi, realizzati con materiali di fortuna probabilmente da residenti. Dopo raggiungiamo una frana che ha letteralmente tagliato la struttura della condotta: una gran massa di detriti si è staccata dal versante in occasione di violenti piogge, ed ha travolto la struttura, tranciandola di netto e rendendo difficoltoso il passaggio. Ad un tratto l’Acquedotto Storico devia bruscamente a sinistra per attraversare il Rio Trensasco e proseguire nell’altro versante della valletta. Sul ponte vi è una bella ringhiera con un bel cancello lasciato all’abbandono e quindi alla ruggine. Peccato, dal momento che sono manufatti non saldati ma ribattuti nelle giunture.
Da Molini di Trensasco, dopo aver seguito l’asfalto per 170 m, si continua a seguire il vecchio Acquedotto per qualche centinaio di metri fino all’inizio del sentiero a destra con l’indicazione del percorso AQ1 del Forte Diamante. (95 m)
Si sale subito bruscamente tra piccoli terrazzamenti e piccole querce fino al Monte Croce di Pinasco, poi si continua a risalire il costone fra arbusti e radi alberelli, in costante ma mai eccessivamente ripida salita, fin quando si sbuca sulla sterrata che da Righi conduce alla Baita del Diamante. Si svolta a destra fino al Colle di Trensasco.
Attraversato un breve tratto d'asfalto si incontra una palina che indica di seguire una strada asfaltata a sinistra con segnavia X Rossa, che bisogna percorrere per qualche centinaio di metri, fino al bivio a destra per il Monte Bastia. Il sentiero nel bosco costeggia una casa e poi, svoltando a sinistra per crinale, raggiunge il Monte. (444 m) Dal Monte, facendo attenzione a non sbagliare, si svolta a sinistra in direzione Nord per scendere alla Crocera di Pino, valico tra la Val Polcevera e Val Bisagno. (365 m) Poco distante a sinistra vi è la stazione del trenino Genova- Casella.
Da qui, a destra, si segue la sterrata con fondo compatto che, attraverso il bosco lungo un falsopiano ben pedalabile, arriva ad uno slargo oltre il quale si restringe e raggiunge la località Galleria dell’Acquedotto della Val di Noci. Il percorso prosegue con un sentiero che sale tagliando il fianco del monte Alpe fino a Creto.
Noi invece abbiamo voluto percorrere la cresta a sinistra che, con sali scendi, porta fino alla cima del Monte Alpe. All’inizio si pensava ad una variante poco faticosa ma successivamente si è dimostrata il contrario. Il sentiero inizia a salire da dietro alla Chiesetta di San Bernardo seguendo l’oleodotto, per il Monte Tascee (440 m) fino alla cima del Monte Corvo. (534 m) Si scende leggermente per risalire fino al Monte Butegna (566 m) dal quale dopo aver perso quota si risale più ripidamente fino al Monte Mezzano. (637 m) Scendendo fino alla sella a Sud Ovest del Monte Alpe, s’incontra il sentiero con segnavia X Rossa per Crocetta d’Orero-Avosso. (590 m) Seguendo ancora a Est i paletti dell’oleodotto, si risale per l’ultima volta il ripido crinale seguendo una traccia che conduce alla stradina cementata col paletto dell’AVML e successivamente alla cima del Monte Alpe. (799 m) Volendo, dalla sella a destra, si può prendere per un sentiero che quasi in piano porta a Creto poco prima del Passo del Canile. Dalla cima si gode di uno splendido panorama sui vicini Monte Alpesisa e Monte Bano, sulla catena dell'Antola, sul versante occidentale dell'Appennino Ligure dal Tobbio al Reixa e sulle Alpi Liguri. Seguendo l’Alta Via si scende a Creto passando per il Passo del canile. Poco prima di raggiungere la SP 13 si imbocca a destra il sentiero segnalato con il Quadrato Rosso, che scende verso Sud-Ovest entrando nel bosco. Si scende ripidamente in diagonale con qualche tratto scalinato, tra erba, rocce e alberi, quindi si attraversa l'impluvio dove, sul versante ripidissimo, vi è la presenza di diverse carcasse di auto lasciate cadere dalla Curva del Perdono sulla strada provinciale di Creto. Questo canalone è disseminato di telai di auto, probabilmente veicoli rubati che dopo essere stati spogliati di tutto sono stati letteralmente gettati dalla strada provinciale. Molte di queste carcasse sono proprio in prossimità del sentiero.
Guadato un piccolo rio, il sentiero inizia a costeggiare il tracciato di un'antica mulattiera, ormai invasa da alberi e arbusti e quindi impercorribile. Più in basso il sentiero si congiunge alla mulattiera, ora più agevole; essa scende ripida ad un gruppetto di case isolate (340 m), poi continua più dolcemente accanto ad un muro a secco, con tratti a fondo cementato, offrendo belle viste sulla sottostante valle del Torrente Geirato. Si sorpassa il Rio Lagolungo su un ponticello, quindi si attraversa un solco sassoso e si sale brevemente lungo un muretto a secco tra erbacce invadenti; si svolta quindi a destra, scendendo in breve alle case della località Costa, dove la mulattiera si congiunge all'asfalto in Via del Perdono. (210 m). Subito dopo la stradina confluisce in via San Felice, che si segue verso sinistra percorrendola per alcune centinaia di metri, fino ad intercettare via Giò Maria Cotella. Noi abbiamo fatto una deviazione nel bosco che passando sotto alle Terre Rosse arriva ugualmente in Via Cotella la quale seguendola in discesa porta all’innesto col percorso dell’Acquedotto Storico. Seguendolo in direzione Ovest abbiamo raggiunto il ponte sifone del Geirato presso la Casetta dei filtri. Questo magnifico ponte lungo più di seicento metri e composto da 22 arcate, collega la località di Molassana Alta con Pino Sottano. Questo tratto fino al borgo Carpi della lunghezza di 2,5 km, è chiamato del Presidente. Anche questo tratto è risultato piacevole ad eccezione di un cedimento che ci ha costretti ad una piccola deviazione. Arrivati alla “creuza dei Morchi, alla sinistra, siamo ridiscesi a San Gottardo per lo stesso percorso dell’andata.
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Carcasse di auto rubate

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Cartagenova

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Colle del Canile

645m
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Creto

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Crociera di Pino

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Curva del Perdono

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Molassana Alta

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Molini di Trensasco

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Monte Alpe

799m
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Monte Bastia

Monte Bastia 444m
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Monte Butegna

Monte Butegna 566m
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Monte Corvo

Monte Corvo 534m
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Monte Croce di Pinasco

263m
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Monte Mezzano

Monte Mezzano 637m
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Monte Tascee

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Pino Soprano

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Ponte Sifone sul Geirato

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San Bernardo

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San Gottardo

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Stazione di Pino

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Valico di Trensasco

Valico di Trensasco 392m

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