Tempo  7 ore 46 minuti

Coordinate 3619

Uploaded 2 maggio 2017

Recorded aprile 2017

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1.694 m
609 m
0
7,8
16
31,32 km

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vicino Capannette di Pey, Emilia-Romagna (Italia)

Questa è una versione “light” del percorso effettuato il 4 Agosto 2016, dove nel tratto fino a Cegni è uguale ma in direzione opposta. Questi percorsi potrebbero essere meno faticosi se iniziati dal punto più basso dell’anello, esempio da Cegni, in modo da poter affrontare le prime ripide salite senza essere troppo stanchi. Infatti la salita da Fego è iniziata dopo 17 km dalla partenza.
Si parte da Capanne di Cosola (1500 m) per salire di fronte all’albergo in direzione Monte Chiappo. Un ripido sentiero erboso passa dapprima vicino ad una piccola stazione meteo per salire poi, seguendo la Costa Montanaia Rusbone fino all’anticima del monte. Superata l’anticima, poco dopo si raggiunge la cima del Monte Chiappo. (1700 m) Questa è la cima più alta dell’itinerario della Via del Sale, dove convergono i confini di Piemonte, Lombardia e Emilia Romagna. Essendo inoltre il punto di unione di ben quattro valli, Val Boreca, Valle Staffora, Val Curone e Val Borbera è un ottimo punto di osservazione dell’intera catena dell’Appennino Pavese dove la vista arriva fino al Mar Ligure e alla catena delle Alpi, dalle Marittime alle Retiche. Sulla cima è presente la statua dedicata a San Giuseppe falegname. Si scende dal monte in direzione Nord seguendo la Via del Sale e si prosegue quasi in piano fino alle pendici del Monte Rotondo dove si sceglie se salire fino alla sua cima (1564 m) oppure aggirarlo a Ovest seguendo la Via. A Nord del Monte si oltrepassa il Passo della Mula e si sale per il Monte Garavè (1549 m) da dove, attraverso una faggeta, si arriva al Colle della Seppa,(1485 m) valico verso la provincia di Pavia, nei cui pressi si trova il bivio con il sentiero N.110 che sale dal paese di Bruggi. Proseguendo sempre a Nord in salita per il crinale, si raggiunge il rifugio Laguione, costruito sui ruderi di un vecchio albergo. Infatti in questa località, nota come "U Laguion", nel 1928 Paolo Toso di Forotondo costruì l'Albergo "Belvedere", trasportando fin quassù il materiale con i buoi. L’albergo divenne, negli anni della Resistenza, il rifugio di un gruppo di inglesi, che vennero scoperti dai fascisti, i quali diedero alle fiamme il loro nascondiglio. A destra si sale al Monte Bagnolo (1531 m), sulla cui sommità è presente una piccola edicola dedicata a S. Anna, sulla quale si trova una targa in ricordo di Don Pietro Castellano, giovane parroco deceduto su questo crinale nel lontano 1924, a causa di una improvvisa tormenta di neve. Il percorso continua diritto in un ambiente suggestivo, fra tratti immersi in boschi di conifere e zone più esposte al vento; percorre il crinale che divide il Piemonte dalla Lombardia, con a destra la Val Curone col Monte Giarolo, il Monte Gropà e il Monte Panà e a sinistra la Valle Staffora con il Monte Lesima. Superato il Monte Boglelio (1492 m) si scende con un paio di tornanti, che si possono “tagliare”, fino al rifugio Pian della Mora, (1400 m) accogliente costruzione in legno con cuccetta e stufa a legna. Qui una palina indica il sentiero per scendere a Cegni. Dopo un tratto in leggera discesa per il bosco di larici, una palina indica di svoltare bruscamente a sinistra in forte discesa e, dopo circa 280 m si deve svoltare a destra e proseguire in discesa tagliando i tornanti della carrareccia principale. Seguendo le indicazioni si abbandona la strada per una vecchia mulattiera che tra pino nero e faggi che,su terreno calcareo marnoso, scende sulla SP90 sopra all’abitato di Cegni. (765 m) La frazione o località di Cegni fa parte del comune di Santa Margherita di Staffora. All’uscita dell’abitato, nelle vicinanze della Chiesa, una palina indica la via per Santa Margherita, ecc. Svoltare a destra in discesa per una stradetta asfaltata che poi, più avanti, diviene inghiaiata. Di fronte ad una costruzione con degli alloggi, svoltare a sinistra e appena superata un’altra grossa costruzione, svoltare a destra per continuare a scendere a valle. Raggiunta la SP 48 (620 m) si svolta a destra, si passa il ponte sul Torrente Staffora e si inizia a salire per raggiungere l’abitato di Fego. (658 m) Lo si attraversa in direzione Est, passando per la piazzetta con la fontana a destra, lasciando la chiesetta sulla sinistra fino al grande lavatoio posto all’uscita. Lasciandolo sulla destra si prosegue per una mulattiera che, dopo una lunga svolta a destra, inizia a salire subito ripidamente. Il sentiero sale costantemente per il bosco fino ad un bivio dove si deve proseguire a sinistra per l’abitato di Valformosa (968 m) Dopo aver fatto questo percorso ho scoperto che prima del nostro bivio, 90 m più in basso, ne esisteva un altro che avrebbe portato all’abitato. Per questo motivo l’ho segnato nella traccia. Arrivati in paese si svolta a destra per raggiungere la SP131, la si attraversa per proseguire sul sentiero che riprende a salire fino a raggiungere il Rifugio Nassano (1378 m) In questo tratto ci sono dei segnavia Bianchi e Rossi. Da qui, seguendo la seggiovia si raggiunge Cima Colletta. (1490 m) Questo tratto, con un dislivello da superare di 870 m, è risultato abbastanza faticoso. Dalla Cima si ha una bella vista sulla valle Staffora con Negruzzo ai piedi del Monte Garavè e sulla val Tidone, mentre subito sotto in direzione Nord-Nord Ovest si può notare, seminascosto dalle piante, il rifugio Felice Nassano.
Il sentiero scende da Cima Colletta seguendo la linea di crinale, tra piccoli prati e bosco di faggi, per giungere sull’asfalto nei pressi del Passo La Colla dove si incontrano altre segnalazioni tra le quali, oltre al nostro sentiero 101, un sentiero che conduce ai Piani di Lesima. (1350 m)
Lasciando l’asfalto, si seguono le segnalazioni che fanno salire in un ripido boschetto che, attraverso notevoli pendenze, riporta immediatamente in quota, sulla cima del Monte La Colla, (1438 m) interamente boscosa per ridiscendere brevemente fino a fuoriuscire dal bosco e salire per prati fino alla cima Monte Terme. (1489 m) Guardando a sinistra (Est), si ha una splendida vista sui sottostanti Piani di Prodongo, (1185 m) ampi prati nei pressi dei quali si trova un ristorante, mentre di fronte ricompare la palla dei radar del Lesima. Dal Monte Terme si scende nuovamente per prati fino al Passo della Ritorta, (1448 m) che corre parallelo all'asfalto che conduce al Passo del Giovà.
Continuando a salire fino per il Colle del Terme si giunge ad un bivio dove il sentiero 101, proseguendo verso destra, taglia a mezza costa il versante del Monte Tartago in direzione del passo del Giovà- Capannette di Pej. Si prosegue in questa direzione fino ad attraversare la strada asfaltata che porta al radar del Monte Lesima e si entra subito dopo nel bosco di faggi. (1500 m) Si prosegue nel bosco seguendo il sentiero tra i saliscendi della costiera fino ad uscire per incontrare al Colle di Pej (1375 m) la stradina asfaltata che dal Brallo conduce al Giovà. Seguendo la strada a sinistra si arriva al Passo del Giovà (1366 m)e svoltando a sinistra si prosegue in salita. Mantenendo la sinistra all’incrocio, si oltrepassa la Cappelletta degli Alpini, l’Albergo Capannette di Pej e dopo alcune centinaia di metri si raggiunge Capanne di Cosola. (1500 m)
  • Foto di Cegni
  • Foto di Cegni
  • Foto di Cegni
  • Foto di Cima Colletta
  • Foto di Cima Colletta
  • Foto di Colle della Seppa
  • Foto di Fego
  • Foto di Lavatoio di Fego
  • Foto di Monte Bagnolo
  • Foto di Monte Boglelio
Monte Boglelio 1492m
  • Foto di Monte Chiappo
San Giuseppe Monument Santa Margherita Di Staffora, Pavia, ITA
Monte Rotondo 1564m
Monte Terme 1489m
PASSO DELLA RITORTA 1450M
  • Foto di Rifugio Laguione
  • Foto di Rifugio Pian della Mora
  • Foto di Rifugio Pian della Mora
Rifugio Vittorio E Aristide Nassano Italian Restaurant Brallo Di Pregola, Pavia, ITA +390383500134
  • Foto di Valformosa
  • Foto di Valformosa
  • Foto di Valformosa
  • Foto di Valformosa

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