• Foto di 2017-01-03 Forti di Genova da Transasco
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Tempo  2 ore 29 minuti

Coordinate 1202

Uploaded 4 gennaio 2017

Recorded gennaio 2017

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650 m
367 m
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2,5
5,0
9,91 km

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vicino Trensasco, Liguria (Italia)

I forti di Genova sono un insieme di fortificazioni militari risalenti a diverse epoche, che la Repubblica di Genova edificò a difesa del territorio urbano del capoluogo ligure nel corso della sua storia. I progetti di edificazione vennero inoltre ripresi e utilizzati in epoca napoleonica, risorgimentale e durante la prima e la seconda guerra mondiale.
Superate le ultime case di Trensasco, si raggiunge un valico dove si può parcheggiare l'auto. Da qui inizia l'escursione per i Forti di Genova. Appena passata il Bar Trattoria la Baita Del Diamante, si lascia a sinistra il Sentiero dell'Acquedotto che sarà usato per il rientro e si imbocca, a destra, la traccia per la Direttissima del Monte Diamante che sale subito ripidamente. Raggiunta una prima elevazione, si rimonta velocemente per prati fino in cima al monte che ospita il primo dei forti, cioè il Forte Diamante, (667 m) costruito tra il 1756 e il 4758 su proposta dell'ingegnere Jacques De Sicre, come posizione avanzata per controllare le mosse del nemico nelle valli sottostanti. Nel 1814 con l'annessione della Liguria al Regno di Sardegna, furono approvati nuovi interventi al Forte, con l'inserimento di nuove caditoie, l'ampliamento della caserma centrale e la costruzione della torre semicircolare con all'interno una scala elicoidale, retrostante la caserma, usata per raggiungere la terrazza. All'interno del forte, posizionato su un terrapieno, si trovano la caserma a tre piani, utilizzati come cappella[9], magazzino e camerate per la guarnigione che poteva variare da 40 a 100 uomini. Il pavimento del terrazzo, ora ridotto ad un prato, era in origine piastrellato in mattoni, e le grate delle caditoie erano apribili. L'opera è dotata di una cisterna, capace di contenere 80 metri cubi d'acqua. Il retrostante terrapieno pentagonale alla caserma, ospitava l'armamento; cinque grandi obici posizionati verso nord, e due cannoncini a difesa dell'ingresso. Questo è il punto più elevato del sistema di fortificazioni.
Dal forte il percorso scende con una lunga serie di tornanti (14) che si possono “tagliare con scorciatoie, per terminare alla Selletta del Diamante. (550 m) Da qui si può scegliere se proseguire a sinistra sulla pista che taglia in quota o salire di fronte per un sentiero che sale ripidamente per cresta verso le altre fortificazioni. Raggiunta la cima erbosa (645 m) si trovano i resti di quello che fu il forte Fratello Maggiore, una torre a pianta quadra posta poco più in alto e demolita in epoca fascista nel 1932, per fare spazio a una postazione contraerea della quale rimangono ancora alcuni resti. Il forte Fratello Maggiore sorgeva sulla cima più alta del monte dei “Due Fratelli”, detto anche monte di S. Michele o Monte Michele e faceva parte delle fortificazioni a nord della cinta muraria seicentesca che comprendevano anche i forti Puin, Diamante e Fratello Minore.
Il forte era costituito da una semplice torre quadrata a due piani, oltre il seminterrato, ed era accessibile dopo aver superato un breve fossato attraverso un ponte levatoio. I muri perimetrali, spessi alla base oltre due metri, erano fortemente inclinati verso l'alto, tanto che lo spessore all'altezza della terrazza era quasi dimezzato. Alcune paraste a metà altezza incorniciavano le cannoniere. La struttura ospitava una guarnigione di 20 soldati, che potevano arrivare a 70 in caso di necessità. La dotazione d'artiglieria comprendeva un cannone e un obice, collocati nelle casematte, oltre a due obici posizionati sulla terrazza.
Proseguendo a destra per una corta discesa, si raggiunge il Forte Fratello Minore, (622 m costruito a partire dal 1816 e inizialmente, come il Fratello Maggiore e il Puin, era costituito da una semplice torre quadrata. Solo nel 1830 fu decisa l'aggiunta del recinto bastionato. La torre quadrata inserita all'interno del recinto bastionato, era originariamente accessibile mediante un ponte levatoio, oggi non più esistente. Dall'ingresso una rampa, originariamente acciottolata, porta all'ingresso della torre. Al piano terra si aprono numerose feritoie per la fucileria, che appaiono rialzate rispetto al pavimento: in caso di necessità, vi veniva posizionata una piattaforma in legno per i fucilieri, mentre normalmente il locale era completamente libero e poteva essere adibito a dormitorio. Il vano seminterrato, oggi ingombro di detriti, ospitava una riservetta (deposito munizioni). La torre ha una volta a botte di oltre 2 metri di spessore, a prova di bomba. La struttura ospitava una guarnigione di 12 soldati, che potevano arrivare a 40 in caso di necessità. Tornati sul sentiero principale, dapprima in direzione Est e poi Sud, si punta al successivo forte forte Puin (508 m) Iniziato nel 1815, con la costruzione della torre centrale, tre anni dopo fu iniziata la cinta di protezione attorno completata nel 1828. I lavori terminarono nel 1830, ed intorno a metà Ottocento l'opera disponeva di due cannoni campali da 8 pollici, due obici lunghi, due petrieri e quattro cannoncini. La torre, a pianta rettangolare, poteva ospitare una guarnigione fissa di 28 soldati, a cui in caso di necessità se ne potevano aggiungere 45 da sistemare "paglia a terra". Il nome del forte deriva dalla settecentesca "Baracca di Puin", situata pressappoco più sotto dove oggi si trova il ristorante Ostaja de Baracche, cioè delle baracche. Continuando sempre verso Sud si arriva al forte Sperone, (489 m) un'opera fortificata compresa nelle Mura Nuove a difesa della città. Costruito sulla cima del monte Peralto, nel punto d'incontro dei due rami della cinta difensiva, proprio l'unione delle due mura, quella sul versante della Val Polcevera e quella sul versante della Val Bisagno, dà luogo ad un particolare bastione angolare, la cui forma assomiglia alla prua di una nave dal quale deriva il nome del forte. Il forte Sperone ha una struttura complessa, su tre distinti livelli ad altitudini diverse. Il primo livello, quello in cui si apre l'ingresso principale, ospita magazzini, locali di servizio e cisterne; al secondo livello vi erano gli uffici e le camere per ufficiali e graduati, al terzo gli alloggiamenti per i soldati. La struttura ospitava una guarnigione di circa 300 soldati, che potevano arrivare a 900 in caso di necessità. L'importanza del forte era testimoniato dalla consistenza dei suoi pezzi d'artiglieria: 18 cannoni di varie dimensioni, nove obici e numerosi pezzi di dimensioni minori.
Seguendo le mura con un sentiero in forte discesa, si incrocia la strada Via delle Baracche che, in direzione Nord, riporta al punto di partenza. Giunti alla deviazione il percorso prosegue a sinistra in salita, oppure prosegue a destra diventando il Sentiero dell’Acquedotto. Entrambi riportano al punto d’inizio del nostro percorso.
Bar Trattoria la Baita Del Diamante Restaurant Sant'Olcese, Genova, ITA
Forte Diamante Sant'Olcese, Genova, ITA IT:FORTE DIAMANTE
Forte Fratello Maggiore Genova, ITA IT:FORTE FRATELLO MAGGIORE
Forte Puin Genova, ITA IT:FORTE PUIN
Forte Sperone Genova, ITA IT:FORTE SPERONE
Neviera Ruins

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