Tempo  9 ore 30 minuti

Coordinate 4474

Uploaded 11 agosto 2016

Recorded agosto 2016

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42,86 km

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vicino Capannette di Pey, Emilia-Romagna (Italia)

Un itinerario affascinante con splendide vedute sulla valle dello Staffora, che parte da Capanne di Cosola passando per il Passo Giovà, al confine tra Lombardia ed Emilia e prosegue fino al Brallo di Pregola passando dalla Cima Colletta. Il Brallo è posto tra la Valle Staffora e la Valle Trebbia a 950 mslm. dal Brallo il percorso, attraverso il bosco, sale fino nei pressi del Passo Scaparina, per poi scendere a Massinigo, Vendemiassi fino in fondo alla valle nell’abitato di Casanova di Destra e poi Casanova di Sinistra. Qui inizia il tratto faticoso che porta dapprima a Cegni per poi salire ripidamente fino al Pian della Morra da cui inizia il percorso in quota passando per il Monte Boglelio, il Colle della Seppa, il Monte Garavè, il Monte Riundo e, finalmente, l’ultima fatica per salire al Monte Chiappo. L’intero percorso chiamato “Anello della Valle Staffora” ha richiesto 9,5 ore di cui 53 minuti di soste varie. Si parte da capanne di Cosola (1500 m) e si prende la strada carrozzabile SP88 che, in leggera discesa, porta al passo Giovà, alla Colletta e al Passo del Brallo. Si oltrepassa Capannette di Pej, la Cappelletta degli Alpini per svoltare a destra all’incrocio del passo Giovà. (1366 m) Proseguendo in leggera salita per la strada del Brallo, dopo circa 800 m, al Colle di Pej (1375 m), si devia a destra abbandonando la strada, per salire nel bosco di faggi seguendo il sentiero segnavia Bianco-Rosso N.101. Si prosegue nel bosco seguendo il sentiero tra i saliscendi della costiera fino ad uscire dal bosco nei pressi di una palina che indica di svoltare a destra per il Monte Lesima o proseguire diritto per il Brallo. Il sentiero raggiunge e attraversa la strada asfaltata per il radio faro e prosegue tagliando a mezza costa il versante Nord Nord-Ovest del Monte Tartago. Scendendo si arriva al Passo della Ritorta (1448 m) per risalire tra i prati al Monte Terme (1489 m) e subito dopo sulla cima del Monte La Colla interamente boscosa. (1438 m) Scendendo per un ripido boschetto si raggiunge la SP88 nei pressi del Passo La Colla dove si incontrano altre segnalazioni tra le quali, oltre al nostro sentiero 101, un sentiero che conduce ai Piani di Lesima. (1350 m) Lasciando l’asfalto il sentiero, a destra, sale seguendo la linea del crinale tra bosco di faggi e piccoli prati fino alla Cima Colletta.(1490 m) Nel bosco una palina indica una deviazione per Travo che permette di evitare la Cima Colletta risparmiando una ventina di minuti. (1410 m) Dalla Cima si ha una bella vista sulla valle Staffora con Negruzzo ai piedi del Monte Garavè e sulla val Tidone, mentre subito sotto in direzione Nord-Nord Ovest si può notare, seminascosto dalle piante, il rifugio Felice Nassano. (1379 m) Seguendo sempre i contrassegni, per un sentiero boschivo, in ripida discesa e pietroso nella parte finale, si arriva brevemente all’abitato di Bocco nei pressi di un lavatoio. (1070 m) Si attraversa l’abitato per scendere proseguendo sulla SP88 per 270 m nei pressi di una curva a sinistra dove un sentierino scende diretto al Brallo. Ritornando sulla SP88 si prosegue fino alla piazza dell’abitato passando per una fontana dove fare rifornimento. (951 m) Una palina, posta nell’angolo della SP89 per il Penice, indica la direzione per il Monte. Percorsi poche centinaia di metri si prosegue a destra per Via della Pineta o Strada Brallo-Drezza seguendo sempre le indicazioni. Giunti al Piano della Crocetta (1080 m) una palina indica a sinistra per il Passo del Condottiero. (sentiero N.101) Lasciato il Passo si percorre il sentiero che, attraverso boschi di essenze varie, conduce in una radura al rifugio “La Faggeta” (1.107 m) Proseguendo a sinistra, seguendo sempre la segnaletica, il percorso si addentra in una faggeta con un susseguirsi di saliscendi su un tratto della “Via Longa”, fino a raggiunge la strada che conduce a Ceci al Passo Vallette di Ceci. (1120 m) Attraversando quest’ultima si compie ancora un breve tratto nel bosco fino ad incontrare la SP89 che, per un bel tratto panoramico, conduce al Passo Scaparina (1108 m) posto tra la valle del torrente Bobbio e quella dello Staffora, nei pressi di una trattoria bar che potrebbe fungere da servizio ristoro. Circa 780 m prima di arrivare al passo sulla sinistra, senza indicazioni, inizia una strada interpoderale che scende verso valle in mezzo al folto bosco fino a S. Margherita di Staffora oppure a Massinigo. Infatti se si seguono le indicazioni per Varzi ignorando l’ultima a destra si può raggiungere l’abitato di Massinigo. (770 m) Superato l’abitato, raggiunta la SP186, svoltando a destra e superato il ponte, una stradetta asfaltata conduce all’abitato di Vendemiassi. (670 m) Tagliando con qualche scorciatoia la stradetta asfaltata si raggiunge l’abitato di Casanova di Destra (560 m) e ,attraversato lo Staffora, si raggiunge Casanova di Sinistra.(580 m) Salendo per il paese, verso la chiesa, una palina indica l’inizio del percorso per Cegni. Da qui parte una strada panoramica sterrata che sale gradualmente fino a Cegni (813 m) offrendo belle viste sulla vallata sottostante. Appena sopra Cegni, il sentiero si stacca dalla provinciale per salire ripidamente inoltrandosi fra pino nero e faggi su un terreno calcareo marnoso. Poco dopo si allarga diventando una carrareccia da percorrere verso Ovest. Al primo incrocio si tiene la sinistra e poi, risalendo sulla destra, si arriva al bivacco Pian della Ciappa. (1100 m) Il bivacco è curato dalla Comunità Montana, è dotato di stufa, tavolo e fonte d'acqua e si presta per un ricovero d'emergenza. Dopo il bivacco si riprende la salita fino ad un bivio, si volta a destra e si passa sulla presa dell'acquedotto. Al successivo bivio bisogna volgere a destra e, sempre in salita, si congiunge con l'altro sentiero proveniente da Castellaro. Occorre volgere a sinistra e dopo cinque minuti di attraversamento del bosco di larici si arriva al bivacco Pian della Mora (1400 m), accogliente costruzione in legno con cuccetta e stufa a legna. Il percorso attraversa il pianoro verso Sud e, con un paio di tornanti, (che ho tagliato) raggiunge la sommità del Monte Boglelio. (1492 m) Il percorso prosegue in piano sul crinale boscato, superando il bivio con il sentiero N.112 proveniente dal paese di Forotondo e continuando diritto in un ambiente suggestivo, fra tratti immersi in boschi di conifere e zone più esposte al vento, percorre il crinale che divide il Piemonte dalla Lombardia, con a destra la Val Curone col Monte Giarolo, il Monte Gropà e il Monte Panà e a sinistra la Valle Staffora con il Monte Lesima.
Dopo una brevissima salita si raggiunge il Monte Bagnolo (1531 m), sulla cui sommità è presente una piccola edicola dedicata a S. Anna, sulla quale si trova una targa in ricordo di Don Pietro Castellano, giovane parroco deceduto su questo crinale nel lontano 1924, a causa di una improvvisa tormenta di neve. Ai piedi del Monte Bagnolo è presente il rifugio Laguione, costruito sui ruderi di un vecchio albergo. Infatti in questa località, nota come "U Laguion", nel 1928 Paolo Toso di Forotondo costruì l'Albergo "Belvedere", trasportando fin quassù il materiale con i buoi. L’albergo divenne, negli anni della Resistenza, il rifugio di un gruppo di inglesi, che vennero scoperti dai fascisti, i quali diedero alle fiamme il loro nascondiglio.
Proseguendo sul crinale in direzione Sud, dopo un susseguirsi di saliscendi si raggiunge il Colle della Seppa (1485 m), valico verso la provincia di Pavia, nei cui pressi si trova il bivio con il sentiero N.110 che sale dal paese di Bruggi.
Dopo un passaggio all’interno di una faggeta, il sentiero risale il versante settentrionale del Monte Garavé fino a giungere sulla sua cima (1549 m), per poi incominciare a scendere dapprima nel bosco e poi sul crinale tra i pascoli di quota. Giunti ai piedi del Monte Rotondo, al Passo della Mula, il sentiero piega sulla destra aggirandolo sul lato Ovest, mentre, proseguendo diritti, ho raggiunto la vetta. (1564 m)
Ridisceso il monte il sentiero, in leggera salita, arriva ai piedi del Monte Chiappo e prosegue diritto sul crinale giungendo al rifugio e alla vetta del Monte Chiappo. (1700 m) Questa è la cima più alta dell’itinerario della Via del Sale, dove convergono i confini di Piemonte, Lombardia e Emilia Romagna.
Essendo inoltre il punto di unione di ben quattro valli, Val Boreca, Valle Staffora, Val Curone e Val Borbera è un ottimo punto di osservazione dell’intera catena dell’Appennino Pavese dove la vista arriva fino al Mar Ligure e alla catena delle Alpi, dalle Marittime alle Retiche. Sulla cima è presente la statua dedicata a San Giuseppe falegname. Seguendo sempre il crinale in direzione Sud il percorso scende sul versante, oltrepassa una anticima e, per un ripido sentiero erboso che passa per la Costa Montanaia Rusbone, passa nei pressi di una piccola stazione di rilevamento meteorologico e termina su una carrareccia giungendo infine alla località di Capanne di Cosola (1500 m), valico tra le province di Alessandria, Pavia e Piacenza.
Monte Boglelio 1492m

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