Tempo  6 ore 20 minuti

Coordinate 3298

Uploaded 4 aprile 2016

Recorded aprile 2016

-
-
986 m
6 m
0
5,2
10
20,66 km

Visto 1291 volte, scaricato 17 volte

vicino Voltri, Liguria (Italia)

Punta Martin rappresenta una delle mete più amate dai genovesi, vista la vicinanza al mare e l’aspetto alpestre della vetta, raggiungibile da diversi punti del ponente genovese. Nonostante l’altezza modesta (1001 m), la vetta emergere solitaria dalla vallata del Leira, con versanti piuttosto dirupati e scoscesi. In particolare sul versante occidentale del gruppo Martin – Baiarda sembra di essere in una vallata d’alta montagna, con numerose vie d’arrampicata. Sul versante orientale la vetta si salda al gruppo della Scaggia, un altopiano montuoso che dalla vallata del Varenna giunge fino al Martin, mentre a Nord si salda con i Piani di Praglia. (si vede bene dall'autostrada A26 salendo da Voltri in direzione Nord, o dal parcheggio dell'area di servizio "Turchino Est") La salita da Acquasanta è impegnativa, per un escursionista allenato, naturalmente in condizioni meteo e di terreno ottimale. Noi abbiamo voluto compiere questa “scalata” a Punta Martin, partendo da Voltri e finire poi l’escursione scendendo a Pegli. Diciamo subito che la parte del percorso da Voltri ad Acquasanta non ha nessun contrassegno e quindi sarebbe meglio seguire la traccia scaricata.
Abbandonata Via Gaspare Buffa si svolta a sinistra per la creuza Via Paolo Segneri che poco dopo passa sotto all’autostrada salendo con una scalinata. Svoltando a sinistra si continua a percorrere fino al fondo la stessa via che poi svolta a destra in salita seguendo il corso del Rio. Si prosegue per sentiero passando sotto al grosso centro residenziale fino al punto dove il percorso è interrotto da una recinzione. Svoltando a destra si sale il terrapieno di Via Piero Calamandrei, si scavalca la ringhiera e si prosegue su asfalto fino all’inizio del tornante a destra. (120 m) Qui il percorso riprende a sinistra salendo all’interno del bosco tra orti recintati, fino a raggiungere l’asfalto di Via Piccardo. (170 m) Si svolta stretto a destra proseguendo sull’asfalto per 280 m. e dopo si prosegue a sinistra su sterrato fino ad incrociare Via Superiore Andrea Podestà. (190 m) Mantenendo la sinistra si sale per 1000 m. la strada che poi diventa Via Colletti di Voltri fino a svoltare a destra per Via Acquasanta. (245 m) Superato il primo tratto in salita, si prosegue quasi in piano fino ai Piani di Pra per raggiungere la Colla di Pra. (316 m) Svoltando a sinistra si scende per la strada asfaltata e dopo pochi tornanti, presso loc. "Briscuggi", si incontra un bivio dove si devia stretto a destra per poi transitare sul ponte del Rio Condotti e pervenire quindi alle successive Case Pezzolo. Subito dopo si incontrano ulteriori due bivi, dove occorre procedere in entrambi i casi a sinistra, fino a quando la strada diventa sterrata e sfocia sul pianoro di Case Pezzolo. (287 m)
Si segue il segnavia Linea Punto Rosso e si prosegue sulla carrareccia, fino all’ultima casa recentemente ristrutturata. Proseguendo a mezza costa la sponda sinistra orografica del Rio Baiardetta, si arriva in breve a Gazeu (290 m) ove si trascura la diramazione per Fontanin e Punta Pietralunga (paline). Si continua quindi la risalita lungo il vallone del rio, che infine si attraversa portandosi sull'altro versante del vallone.
Di qui in avanti il percorso si fa decisamente più ripido e faticoso. La traccia risale fino a raggiungere la panoramica cresta, che viene percorsa, all'inizio, in prevalenza sul versante occidentale con alcuni tratti ripidi nel bosco.
Più in alto si esce invece allo scoperto, e alternando tratti di ripido sentiero a facili roccette si rimontano prima Cima Legea e poi Rocca Calù. (750 m) Il percorso diventa ora meno scosceso, proseguendo sempre lungo il crinale, alternando tratti erbosi a tratti su roccia che richiedono attenzione specialmente se bagnati o ghiacciati. Il tratto terminale del sentiero si sviluppa su terreno prettamente roccioso dove è necessario l’utilizzo delle mani per salire alcune roccette e dove occorre prestare particolare attenzione per arrivare in prossimità della parte terminale che si risale ancora per sentiero fino alla panoramica vetta di Punta Martin. (1001 m)
La vetta offre bei panorami sulla zona del Turchino e del Beigua a Sud-Ovest e sull'Appennino. Naturalmente si vede il mare e, qualche volta si può vedere anche la Corsica. Purtroppo per noi, la foschia non ci ha permesso di ammirare tutto questo.
Dalla vetta si prosegue in direzione Est, verso il Monte Penello (995 m) passando per il Monte Piazza (1000 m) fino al Bivacchi Bellani e Zucchelli, entrambi ricavati da vecchie costruzioni militari prima diroccate
Dietro ad essi vi è la vetta del Monte Penello (995 m), dove si nota una tavola orientativa metallica, dove sono inserite le vette o i luoghi visibili in tutte le direzioni. A Sud del Bivacco si riprende il percorso con un sentiero che si collega alla strada sterrata in direzione mare. Più avanti si trova l’altipiano delimitato dal Monte Fontanabuona (964 m) che costituisce la vetta da cui scendono e si separano i contrafforti rocciosi verso Punta del Corno a Est, il Monte Prialunga a Ovest e il Monte Riondo a Sud. Si segue il crinale verso Sud in direzione di Pegli e Prà.
Inizialmente si utilizza la carrareccia creata dal tracciato del metanodotto, contrassegnata dal segnavia a E1 e da un Pallino Pieno Rosso. Il tracciato passa a fianco dell’area di sosta del Funtanin, dove si trova un’area di sosta con tavoli e panche di legno e una sorgente d’acqua potabile. In sentiero prosegue lungo la linea di crinale, tralasciando la diramazione per il Prialunga sulla destra per continuare lungo il crinale tra la Val Varenna e il nascente Torrente Branega, che sorge dalle pendici del Monte Cuccio (893 m). Il sentiero diventa gradualmente più stretto e tortuoso, fino ad un tornante dove diventa più evidente grazie a una tipica mulattiera militare. Giunti al colletto del Monte Riondo, anziché proseguire per la vetta si prosegue in direzione Sud per un tratto accidentato in discesa, sempre segnato E1, fino al pianoro boscoso di Cian delle Figge (619 m), dove da qui si staccano numerosi sentieri nei due versanti della Val Branega e Val Varenna.
Seguendo la diramazione per Pegli si continua a scendere in maniera precipitosa lungo un sentiero sempre più accidentato e stretto, fino a raggiungere la sella di Pian delle Monache (423 m), dove si diramano i tracciati per la Val Varenna, a sinistra e per Pegli, a destra. Si continua a seguire il solito segnavia in direzione mare e, dopo un tratto con rocce appuntite, si arriva in una area coltivata alle spalle di una grossa casa. Dopo aver aggirato la proprietà, si raggiunge una strada sterrata di collegamento, che seguiremo per un lungo tratto fin quasi alle spalle di Pegli. Poco prima della zona periferica, il tracciato abbandona la sterrata e procede lungo una traccia di sentiero che taglia direttamente in mezzo al bosco, fino ad arrivare sulle alture di Pegli, all’altezza di una sbarra metallica dove termina il sentiero e la strada diventa asfaltata col nome di Salita Superiore Rapalli. Sbuchiamo su Viale Modugno, dove girando a sinistra e successivamente a destra per Via Martiri della Libertà, andiamo verso la Stazione dei treni. In seguito si è deciso di scendere verso l’Aurelia e prendere l’autobus N. 1 per ritornare a Voltri.

1 comment

You can or this trail