Tempo  6 ore 56 minuti

Coordinate 3503

Uploaded 28 febbraio 2016

Recorded febbraio 2016

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411 m
-1 m
0
6,3
13
25,12 km

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vicino Levanto, Liguria (Italia)

Questo percorso è parte del lungo tracciato denominato sentiero Verdeazzurro. Lungo più di 140 km questo sentiero attraversa l’intera fascia costiera della riviera di Levante, dal Porto di Genova fino a Portovenere. L’itinerari attraversa numerosi centri costieri inerpicandosi sui rilievi che li separano. A Monterosso inizia il Parco delle 5 Terre dove il sentiero Verdeazzurro affronta il tratto più amato dagli escursionisti di ogni parte del mondo. Tanta fama è dovuta alla peculiarità dei posti, che se in passato sono rimasti quasi isolati dal resto del mondo, ora hanno fatto di questo loro isolamento un punto di forza. Le colline modificate in parte dall’uomo, i paesi che si inseriscono perfettamente nel paesaggio naturale, e il mare in eterno movimento a fare da sfondo sono gli ingredienti principali del successo di questa parte di Liguria, assurta da pochi anni a parco nazionale. Ad ogni tappa si può tornare indietro utilizzando un mezzo di trasporto pubblico, come il treno, il battello o l’autobus di linea. Noi da Manarola siamo ritornati a Levanto col treno. Qui di seguito una breve descrizione del percorso:
1. Levanto – Monterosso: poco impegnativo con qualche tratta in cornice.
2. Monterosso - Vernazza: impegnativo! Con un tratto iniziale molto ripido coperto in parte da circa 400 scalini, nella parte più alta è riparato dal vento e d’estate fa molto caldo. Si sale fino a 190 m.
3. Vernazza- Corniglia: impegnativo ma con minore pendenza e più ventilato. Si sale fino a 190 m.
4. Corniglia-Manarola: il sentiero azzurro è chiuso a causa di numerose frane che hanno gravemente danneggiato il sentiero. Come percorso alternativo per raggiungere Manarola, vi è il sentiero N.586 ex 6D da Corniglia a Volastra e poi il N.587 da Volastra a Manarola, percorso molto panoramico anche se più faticoso. Questo percorso è il più faticoso perché sale fino a 420 m.

1 TAPPA: LEVANTO - MONTEROSSO
Lunghezza km 7,8, altitudine m 320.
Partendo dal centro di Levanto si sale seguendo la costa verso il Castello che dopo averlo oltrepassato si procede salendo abbastanza rapidamente tra coltivazioni tipiche e macchia mediterranea sempre con la vista sul magnifico mare della baia. Una volta giunti ad incrociare la strada si procede sempre verso destra e si giunge a delle indicazioni che indicano Punta Mesco e si imbocca il sentiero che costeggia un piccolo albergo. Da qui seguendo l'unico sentiero si attraversano luoghi di tra macchia mediterranea e scogliera a picco sul mare. Una volta giunti ad un bivio dove girando a sinistra si scende a Monterosso, con una breve deviazione si giunge ai ruderi della chiesetta trecentesca di S. Antonio, che conserva i resti dell’abside, la base del campanile e una caratteristica porta gotica. Furono i monaci agostiniani a fondare l'eremo, pare nel XIII secolo, in funzione di avvistamento. Poco più avanti, nel secolo scorso, la Marina Militare fece costruire un Semaforo, costruzione oggi abbandonata. Ritornando al bivio tralasciato in precedenza si scende a destra verso il centro paese di Monterosso sulla spiaggia dominata dalla gigantesca statua del Gigante Nettuno che sostiene una conchiglia.

2 TAPPA: MONTEROSSO - VERNAZZA
Lunghezza km 4,3, altitudine m 190.
Da Piazza Garibaldi si procede fino a raggiungere l’albergo Porto Roca seguendo la camminata marittima sulla scogliera. Da qui si comincia la salita tra i vigneti, alternando ripide scalinate a stretti tratti in pianura. Il sentiero segue il crinale della collina e continua all’ interno della Valle di Acquapendente oltrepassando un ponticello a schiena d’asino in pietra. Aggirato un contrafforte, si passa il Rio Molinaro e si raggiunge un punto di sosta attrezzato a 2 km da Monterosso. Comincia qui la lieve discesa che porterà fino a Vernazza, con punti panoramici indimenticabili come a Scoglio del Frate o Punta Linà. Ormai vicini alla meta, il sentiero discende bruscamente verso l’abitato, offrendo viste da cartolina e raggiungendo da Via Ettore Vernazza la strada principale.

3 TAPPA: VERNAZZA - CORNIGLIA
Lunghezza km 4.6, altitudine m 220.
Da via Ettore Vernazza, si procede verso via Carattino e passando per stretti carrugi si arriva alla mulattiera, che porta a Corniglia, vicino alla torre superiore delle fortificazioni di Vernazza. È imprescindibile fermarsi un momento per ammirare il panorama mozzafiato che si mostra una volta in quota, salendo tra vigneti prima e agavi, fichi d’india, euforbie arboree poi. Si attraversa in salita un oliveto in parte coltivato, e si raggiunge quindi la frazione di Prevo a 220 metri, massima quota dell’itinerario azzurro a 1.6 km da Vernazza. Il sentiero prosegue in leggera discesa offrendo una veduta completa di Corniglia fino alla Punta di Montenero, e della sottostante spiaggia di Guvano, dove il sentiero si restringe e scende bruscamente fino ad incontrare un punto di sosta attrezzato. Si ricomincia a salire con la frazione di San Bernardino alle spalle, per poi ridiscendere di nuovo e attraversare il rio Canaletto su un ponte a schiena d’asino in pietra. Si oltrepassa un altro rio, il Rio Groppo, e risalendo per i vigneti, il sentiero continua fino alla chiesa di San Pietro e quindi a Corniglia.

4 TAPPA: CORNIGLIA - MANAROLA
Lunghezza km 6,9, altitudine m 420.
Il sentiero parte da dietro la chiesa parrocchiale di San Pietro, all'inizio una fontanella di acqua potabile consente di riempire la borraccia. Immediatamente il percorso sale ripidamente attraversando terrazze coltivate a vite e ulivo per poi entrare nella pineta. Giunti ad un bivio, il sentiero prosegue a destra per Volastra, continuando pianeggiante seguendo l'andamento della montagna. Lasciato il bosco di lecci e pini si arriva alla frazione di Porciano da dove cominciano ad apparire le prime fasce coltivate a vitigni, non più alti più di un metro e mezzo e imbrigliati in un reticolato per favorire la crescita e la maturazione dell'uva. Il tracciato prosegue sul bordo delle terrazze coltivate per più di un chilometro, fino a giungere a Volastra. Pare che il nome derivi dal latino "vicus oleaster", ovvero villaggio dell’olio. Dall’abitato una comoda mulattiera inizia a scendere a tratti ripidamente fino a pochi metri dalla provinciale dove con una deviazione a destra inizia il sentiero per Manarola. Dopo un primo tratto pianeggiante il sentiero scende verticalmente, si deve fare molta attenzione perché ci sono passaggi davvero ripidi e, in caso di pioggia, molto scivolosi. Continuando a scendere si attraversa il presepe che Mario Andreoli, ogni anno con grande merito e perizia, prepara per le feste natalizie.
Cave_entrance
Cafe Vernazza, La Spezia, ITA
  • Foto di Sant'Antonio Del Mesco
  • Foto di Sant'Antonio Del Mesco

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