Tempo  5 ore 29 minuti

Coordinate 2941

Uploaded 16 gennaio 2016

Recorded gennaio 2016

  • Rating

     
  • Information

     
  • Easy to follow

     
  • Scenery

     
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804 m
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19,46 km

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vicino Ceriale, Liguria (Italia)

Bella e facile escursione, ad anello, effettuabile in tutte le stagioni.
Parcheggiata l’auto a Ceriale, svoltare in via Cadenzo, dove un cartello escursionistico bianco e rosso, indica monte Croce - monte Acuto - pizzo Ceresa - Martinetto 6 h. Si inizia a salire seguendo la strada di Cadenzo che costeggia il cimitero in direzione Ovest per circa 200 m, ad un bivio girare a destra in via Piccardone fino a raggiungere una casa rosa sulla destra. Contrassegni Quadrato Rosso su muretti e pali della luce. (Noi l’auto l’abbiamo parcheggiata davanti al cimitero.)
La strada diventa sterrata e di dirige, in direzione Est, dapprima in piano e poi con pendenze lievi tra olivi e macchia mediterranea. Transitati presso una vecchia piattaforma rialzata in calcestruzzo e, attraversato uno splendido bosco di pini, si giunge nei pressi dell’antico Castello Borelli, visibile fra gli alberi poco più in basso.
Si incrocia a questo punto una carrareccia sterrata, che va però trascurata per seguire a sinistra, in salita, una ripida mulattiera, purtroppo rovinata. Più in alto si svolta per una nuova carrareccia, che va seguita verso destra, in leggera salita. Si prosegue in salita l’assolato versante meridionale del Monte Piccaro, fino ad un bivio, dove si svolta a nuovamente destra. Il percorso taglia sul versante di Borghetto il pendio boscoso, poi riprende a salire con alcune svolte fino alla sella a Sud della sommità del Monte Pìccaro (280 m). Una breve deviazione a sinistra consente di visitare un piloncino sacro, da cui si gode di splendida veduta sulla costa.
Da questo punto, superati le antenne dei ripetitori, il sentiero segue fedelmente la cresta e dopo un breve tratto in discesa si riprende a salire con decisione poco a destra del crinale, fra cespugli e qualche detrito, fino alla vetta del Monte Croce. (541 m) Ampi panorami sulla costa ligure con il Monte Carmo in primo piano fino al monte Antoronoto ed il Pizzo d'Ormea.
Seguendo la cresta in direzione Ovest, si scende per un pendio piuttosto ripido, si oltrepassano alcuni tralicci dell'alta tensione, poi sempre seguendo la cresta, si raggiunge, con breve salita il Monte Sopra Toirano. (623 m) Successivamente, dopo una breve discesa seguita poi da una leggera salita, si raggiunge il Monte Acuto. (747 m) Anche il panorama che si gode dalla sommità del monte Acuto è di sicuro interesse, mentre in direzione del mare si possono ammirare sia la linea di costa che da Borghetto S.S. si allunga verso Loano e Pietra Ligure sia la piana di Albenga, tappezzata di serre, e l'isola Gallinara, nella direzione opposta si gode un'ampia vista verso i monti che segnano il confine con la valle Tanaro, come il Galero.Proseguendo, si scende ancora per cresta in direzione Ovest, fino ad incrociare, sulla sinistra, un sentiero a mezza costa, contrassegnato dal simbolo XX, che attraverso il versante Sud, rientra a Peagna. Qui inizia un percorso che seguendo la dorsale con andamento quasi piatto, è caratterizzato da un'interessante zona carsica con pinnacoli calcarei (siamo vicini alle grotte di Toirano) Proseguendo, un'ultima salita permette di raggiungere il Santuario di Monte Croce o Madonna di Balestrino. (749 m) Il santuario è stato edificato per ricordare l’apparizione in questo luogo, il 5 ottobre 1949, della Beata Vergine alla piccola Caterina Richero, di 9 anni. Da allora la Madonna apparve alla donna ben 138 volte, la maggior parte delle quali nella zona del Monte Croce. L’ultima apparizione si verificò nella sua casa il 5 novembre 1986, ben 15 anni dopo la penultima. A partire dal luglio 1991 il vescovo di Albenga ha acconsentito alla preghiera pubblica (compresa la celebrazione della Santa Messa) nell’attuale sito, auspicando che a Monte Croce si preghi la “Madonna della Riconciliazione e della Pace”. La statua adorata nella cappella del Santuario è stata solennemente incoronata il 7 ottobre 1992. Di fronte al santuario, si segue un cartello che indica la vetta del Poggio Grande e quindi anche del Forte ottocentesco dei Due Fratelli che, con un breve e ripido sentierino, conduce in vetta dove si trova il grande forte, in parte esplorabile. (813 m) Riprendendo per un brevissimo tratto il sentierino della salita si svolta poi a destra in direzione Est Sud-Est e fino a raggiungere, dopo una ripida e corta discesa, una carrareccia e proseguendo un piccolo parcheggio sterrato. Da qui inizia il sentiero con segnavia P1 e Cerchio Rosso, che scende nella Valle Ibà. La prima parte del percorso, dopo alcuni tornanti, passa attraverso alcuni pascoli e alcuni tratti boschivi per poi scendere ripidamente fino ad una radura in prossimità del Rio Ibà. Il percorso si svolge su tracce e sentieri che in alcuni punti sono di disagevole percorrenza per i numerosi ciottoli e spuntoni rocciosi che caratterizzano la zona. (315 m) Sul lato opposto della radura si prosegue lungo un comodo sentiero che, sempre col medesimo segnavia Cerchio Rosso e P1, continua a mantenersi a fianco del ruscello. Si prosegue nella selvaggia valletta, superando svariate volte il corso d'acqua, con difficoltà variabili a seconda della portata e si giunge in una radura con i ruderi della Casa Trinchella. Una leggende narra che la casa fu costruita, antecedentemente al XIX° Secolo, da un ex navigante che, stanco del mare, costruì la sua abitazione in un luogo da cui non fosse visibile la costa. La radura, attrezzata con numerosi tavoli da pic-nic. Passando per un caratteristico ponte in pietra, si prosegue fino ad un guado dove si passa alla destra idrografica del ruscello, durante il percorso ad intervalli regolari numerosi cartelli illustrano le varie specie vegetali presenti nei dintorni, mentre alcuni tavoli con panche invitano alle soste. Si arriva ad uno spiazzo con un tabellone indicatore del “Sentiero Naturistico” dove a sinistra prosegue il percorso a ritroso in leggera pendenza in diagonale nel bosco. Si attraversa il Rio Ibà e si risale fino al tornante di una strada asfaltata.(160 m) Seguendo la strada asfaltata in leggera salita verso sinistra, dopo 600 m si incrocia il sentiero contrassegnato XX che svoltando a destra porta all’abitato di Peagna. Seguendo sempre le indicazioni del percorso con qualche scorciatoia si scende per Via Vecchia di Peagna e, dopo aver attraversato il sotto passo dell’autostrada, si raggiungono le prime villette di Ceriale.

4 commenti

  • Foto di valeriagua

    valeriagua 3-giu-2017

    Attenzione. Ho fatto parte di questo bellissimo percorso pochi giorni fa e segnalo che nel tratto di sentiero P1 che collega il Santuario alla Valle Ibà (se non ricordo male circa a metà) ci siamo imbattuti in un cavo in acciaio ben fissato e leggermente sollevato da terra che, se non visto, può essere pericoloso.

  • Foto di Csesia

    Csesia 4-giu-2017

    Valeria
    Grazie e un saluto

  • Foto di Csesia

    Csesia 4-giu-2017

    Grazie tante Valeria

    Un saluto

  • Foto di pierluigi.rovere

    pierluigi.rovere 24-ago-2017

    I have followed this trail  View more

    Effettuato il percorso in MTB, ma il percorso risulta pressoché impraticabile: 35% in sella e 65% deel percorso con bici a spalle.
    Il sentiero è strettissimo, troppo ripido e il fondo assolutamente inconsistente.
    Occorre fare molta attenzione perché il sentiero è composto in prevalenza da roccia acuminata: rischio di cadute con lesioni gravi!
    Panorama superbo!

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