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vicino Masone, Liguria (Italia)

Spettacolare percorso lungo i crinali dell’Alta Via, con delle belle viste nell’immediato entroterra Ligure. Si parte dalla piazza del Municipio di Masone (390 m) e per ripida salita asfaltata si passa sotto la zona Cimitero per raggiungere la Località Cappelletta. La ridente località, residenza estiva di molte famiglie genovesi si caratterizza per la presenza del Santuario della Madonna della Cappelletta. (642 m) L'origine del santuario non è certa; secondo una leggenda tramandata sino ai nostri giorni, un certo Macciò venne assalito dai briganti mentre viaggiava da Masone a Genova. Si nascose tra i cespugli e sfuggi alla morte dopo aver promesso che avrebbe collocato un'immagine sacra sul posto. Il santuario è citato per la prima volta in un documento del 1633. La devozione alla Madonna della Cappelletta aumentò in occasione dell'epidemia di peste dal 1656 al 1657 che, diffusasi lungo la Riviera Ligure, risparmiò gli abitanti di Masone che fecero la solenne promessa di recarsi in pellegrinaggio alla Cappelletta il 2 Luglio di ogni anno (Festa della Visitazione). Superate le case e mantenendo la destra dopo una breve salita si incontra l’Alta Via e si prosegue a Sud Sud-Ovest seguendone il percorso. Si prosegue all'interno del bosco, in leggera salita, fino ad incrociare a sinistra la strada che conduce al Forte Geremia. Il forte Geremia è una fortezza militare dell'Appennino Ligure occidentale, che sorge, ad un'altitudine di 806 m, sul crinale appenninico principale, a brevissima distanza dalla costa e nel punto in cui convergono le valle del Cerusa, quella del Leiro e la valle Stura. Il forte fu costruito dal genio militare del Regno d'Italia, verso la fine del XIX secolo, sull'ampia anticima orientale del Bric Geremia (819 m) dal quale prende il nome, formava un complesso di fortificazioni che, assieme alla vicina Batteria Aresci, ora semidistrutta, aveva lo scopo di controllare il passo del Turchino e le valli adiacenti. La decisione della sua edificazione fu voluta per un maggior controllo del valico appenninico che, a partire dalla fine del XIX secolo, assunse grande importanza storica e commerciale per le vallate del Ponente genovese e per la stessa Genova. Le due costruzioni difensive, circondate da un notevole fossato, furono dotate di un telegrafo e di una strada militare. Presidiata fino alla prima guerra mondiale la Batteria Aresci fu interessata il 28 gennaio del 1914 da un'esplosione della polveriera che, oltre a causare la morte di alcuni soldati, danneggiò alcune parti della batteria. Successivamente abbandonata, principalmente per mancanza di utilizzo bellico, della batteria rimangono ancora oggi visibili il corpo di guardia e l'antistante piazzale dove, a fianco, sorgevano le postazioni di fuoco e la caserma. Il forte Geremia si presenta invece come una caserma in pietra su due piani e in discrete condizioni strutturali nonostante l'abbandono dopo la seconda guerra mondiale. Secondo studi approfonditi la caserma poteva contenere più di cento unità di truppa e l'armamento era composto da due cannoni da 9 BR/Ret e da sei cannoni da 12 BR/Ret controllando così il vallone del Turchino e le alture dello Stura e Vezzola. La polveriera, isolata da un'intercapedine ad anello, fu ricavata all'interno del monte Geremia e ancora oggi una galleria-corridoio permette di raggiungerla dalla caserma. In un'estremità della caserma è presente una caponiera avente lo scopo di controllo dell'ingresso, del piazzale antistante e soprattutto della strada di accesso al forte. Dal forte, per un sentiero a sinistra si raggiunge il “Přàa du Sambüghettu” (Prato del Sambughetto) (801 m) in corrispondenza della SP73. Questo è il tratto più bello e panoramico Proseguendo su quest’ultima, per un breve tratto, si ritrova l’Alta Via che passando per il “Ciàn deř Bařche, (843 m), a Sud del Monte Giallo, (920 m) dopo una breve discesa arriva alla Sella del Barnè (894 m) da cui si inizia a salire per il monte Dente. Dalla Sella del Barnè si segue il sentiero che sale sul versante del monte e dopo la prima parte si può o proseguire seguendo il segnavia che porta sulla cima oppure abbandonare il sentiero appena questo si fa pianeggiante e tirare per traccia direttamente in su per massima pendenza. Questa pur essendo un po’ più faticosa, è la via diretta e fa risparmiare parecchio cammino. In alternativa con percorso più lungo si può proseguire lungo l'Alta Via, e raggiunta la dorsale Sud, la si segue a destra comodamente fino in cima al Bric del Dente. Il Bric Dente (1107 m), una bella vetta isolata, posta nel punto d’incontro tra le valli Cerusa, Orba e Stura. Da qui si scende in direzione Ovest passando per il “Přàa d’Vin”, si aggira a Est il Bric Dentino si compie un tratto nel bosco, fino a raggiungere il Bric della Saliera” Přàa dra Sařeřa” (882 m). In questo punto si incrocia il sentiero proveniente da Campo Ligure con contrassegno “Triangolo Vuoto Giallo”. Sul Bric della Saliera sono visibili, nascosti tra gli alberi, alcuni ruderi di abitazioni che avevano la funzione di sosta e ristoro per i viandanti e i mercanti. Per questo motivo il toponimo Saliera deriva da “casa del sale" dove la Repubblica di Genova depositava il sale da vendere nel basso Piemonte, la Valle dell'Olba, la Valle Stura e ai monaci di Tiglieto. Svoltando a destra in direzione Est il sentiero scende molto ripidamente per una foresta demaniale fino alla Cascina Troia o Tröa (619 m), per proseguire poi su di una strada interpoderale fino a dei casolari. Poco più a valle, in una profonda gola scavata dalle acque del rio Masone, si può ammirare la Cascata del Serpente. Scendendo ancora si passa nei pressi della località Savoi dove si incontrano i resti di una cartiera i cui ruderi molto antichi sono stati riportati alla luce recentemente. La cartiera era una costruzione del sec. XVII e apparteneva agli Spinola, insediata alla confluenza nel rio Masone del rio Pestúmo, affluente di destra, le cui acque abbondanti sono oggi usate per alimentare l'acquedotto di Masone. Superato il viadotto autostradale si arriva a Masone.
Monte Giallo 970m

2 commenti

  • Foto di rossogianmario

    rossogianmario 27-mag-2017

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    È un giro fantastico con panorami veramente mozzafiato, non la considero comunque un'escursione semplice, ma di media difficoltà. Dopo Bric Dentino la traccia segue il sentiero con i 3 pallini gialli che ridiscende verso Masone, questo sentiero è un po' poco battuto ed inerbito bisogna dunque prestare attenzione a dove si mettono i piedi. Bellissimo il tratto da forte Geremia a Monte Dente: una balconata mozzafiato sul golfo di Genova. Sconsigliato con scarpe da avvicinamento o trail running, meglio un bel paio di scarponcini perché nel tratto inerbito non è esclusa qualche storta. DA RIFARE!

  • Foto di scaglio

    scaglio 21-apr-2018

    La salita verso il monte Dente è tosta! Ma il pezzo peggiore è verso Cascina Troia perché l'erba è incolta e piena di zecche. Bel percorso!

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